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Cisl verso la fusione: Cremona andrà con Lodi e Mantova

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In attesa della decisione definitiva del Governo sul riordino delle Province, c’è chi si è già portato avanti spingendo per una propria scelta. Si tratta della Cisl. In arrivo, almeno questo è il progetto lanciato nel consiglio regionale del sindacato, un’unica realtà per Mantova, Cremona e Lodi, fatta di 85mila iscritti, e di categorie fuse tra loro, sulla base di valutazioni legate alla funzionalità. Termine per il completamento di questo ‘riordino sindacale’: due anni. La ‘trasformazione’, che permetterà anche di risparmiare e di ridurre il numero di dirigenti, comprende una riduzione da 14 a sei sigle. Tale resterà quella dei pensionati, aggregazione dell’industria tra metalmeccanici (Fim), chimici e tessili (Femca), poi accorpamento tra agricoli (Fai) ed edili (Filca) e tra dipendenti pubblici (Fps) e scuola. Insieme pure trasporti, energia e telefonici (Flaei, Fistel e Fit) e bancari (Fiba), postali (Slp), lavoratori del commercio (Fisascat) e atipici (Felsa).

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