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Servizio idrico, linea da approvare in Consiglio comunale

Lettera scritta da Giuseppe Trespidi (Udc)

Abbiamo inviato al Sindaco la richiesta di mettere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale la definizione delle linee di indirizzo del Comune di Cremona sul Piano d’ambito e sul modello di gestione del Sistema Idrico Integrato nonché sulla rappresentanza territoriale nel futuro Consiglio di Amministrazione della Società che si andrà a formare.
L’UDC ritiene che sia ora che l’organo deputato a decidere – Consiglio comunale – si esprima sull’argomento.
Siamo per far rispettare, in tal modo, il ruolo che i cittadini ci hanno assegnato con il loro voto nelle elezioni delegandoci a rappresentarli nelle istituzioni. Delega che intendiamo esercitare nel modo più corretto possibile a loro favore.
Nel merito riteniamo che la gestione del Servizio Idrico Integrato necessita di una soluzione adeguata. Una scelta che abbia come “stella polare” il Cittadino, nella quale prevalga il suo diritto ad avere un servizio efficiente, adeguato, al minor costo possibile ed in linea coi tempi e non rispetto alle aspettative che possono o potrebbero avere le aziende pubbliche del territorio. Occorre quindi perseguire una scelta che:
a)     sia in linea con il risultato referendario;
b)      sia condivisa e sostenuta dai Sindaci del territorio;
c)      operi una riduzione delle aziende oggi presenti nel settore con l’obiettivo di averne una sola;
d)     efficienti i costi di gestione oggi distribuiti su sei aziende;
e)     faccia pagare la tariffa in modo differenziato tenendo conto della composizione del nucleo familiare, dei figli minori e delle persone anziane e non autosufficienti;
f)       sia varato un piano di investimenti i cui finanziamenti siano restituiti nell’arco di validità del contratto ventennale senza lasciare, in tal modo, debiti alle future gestioni.
Per scelte di questo tipo l’UDC ritiene che occorra uscire dalle logiche di destra, sinistra, centro, maggioranza e opposizione e che si debba possibilmente andare nella direzione di scelte condivise.
Non dobbiamo confondere i fini (i Cittadini) con i mezzi (le aziende pubbliche).
Come UDC indichiamo il modello cosiddetto “in house” come prima scelta.
Nel caso in cui che con questo tipo di società non sia possibile realizzare gli investimenti che sono ritenuti necessari a dare un servizio adeguato per impedimenti dovuti al Patto di stabilità o a difficoltà nel reperire finanziamenti adeguati, come seconda scelta indichiamo la società mista.
Sempre una sola società composta dai 115 Comuni e dalla Provincia, più da un socio privato da scegliere con gara pubblica.

Giuseppe Trespidi
Segretario Provinciale UDC

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