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La lettera di Iori alla madre: "Cosa ho fatto per meritare questo?"

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Sopra, Iori in tribunale (foto Francesco Sessa)

Quinta udienza del processo a Maurizio Iori, accusato in corte d’assise di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlia Livia, due anni, disperdendo del gas letale nell’aria dopo averle narcotizzate con medicinale nascosto nel cibo. La morte di mamma e figlia, i cui corpi sono stati trovati nel loro appartamento di via Dogali a Crema, risale alla notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 luglio 2011.

LA MAMMA DI IORI: “NON SAPEVO DELL’ESISTENZA DI MIA NIPOTE LIVIA”

Davanti a giudici, l’intervento della mamma di Iori, Paola Caroselli, pediatra in pensione. E’ vedova dal 2006, e l’ex primario di Oculistica dell’ospedale cremasco è il suo unico figlio. “Ho saputo di essere nonna – ha raccontato – solo dopo la morte della bimba. Me l’ha comunicato la mia ex nuora. ‘Guarda che è morta una bambina… che si è suicidata’. In quel momento mi sono sentita confusa e sono entrata in una disperazione pazzesca”. “Claudia Ornesi – ha aggiunto – non l’ho mai conosciuta. Nessuno me ne ha mai parlato”.

“SAPEVO DELLA RELAZIONE DI MIO FIGLIO, MA NON DEL MATRIMONIO”

Rispondendo ad una domanda del pm Aldo Celentano, la teste ha inoltre detto di non aver mai saputo nulla del secondo matrimonio del figlio con Laura Arcaini (l’attuale moglie). “Sapevo della relazione – ha affermato – ma non del matrimonio”. Sulla nascita di Livia, la Caroselli ha comunque cercato di giustificare il figlio: “Sono certa che mi avrebbe informato successivamente della sua esistenza. Prima o poi me l’avrebbe detto”. Per quanto riguarda invece il secondo matrimonio, la Caroselli ha dichiarato di essere sicura che il figlio non le avesse detto nulla per non farla preoccupare per via dei primi due figli che Iori ha avuto con la prima moglie. L’affidamento era stato consensuale e i piccoli, di 10 e 7 anni, hanno vissuto buona parte del tempo con la nonna paterna. “Laura Arcaini me l’ha presentata mio figlio”, ha riferito la teste. “Quando ho saputo del matrimonio sono rimasta male. Successivamente Maurizio aveva espresso il desiderio di portare a vivere con lui, Laura e la loro bambina anche gli altri miei due nipoti”. Sul contenuto di una serie di intercettazioni telefoniche su litigi tra la mamma dell’imputato e la seconda moglie, la Caroselli ha commentato: “Solo maldicenze”.

Quanto al primo matrimonio di Maurizio Iori, la madre ha detto che il rapporto sentimentale è degenerato e non poteva andare avanti (“tanto che mio figlio è stato anche aggredito dalla sua prima moglie, ed è stato necessario il trasporto al pronto soccorso”). La Caroselli ha addebitato la colpa del fallimento di questa relazione all’ex moglie.

IORI PARLANDO CON LA MADRE: “COSA MI HAI FATTO CLAUDIA”

La Caroselli ha saputo di essere nonna solo dopo la morte della nipote. “Ero in vacanza”, ha ricordato la donna. “Dopo la tragedia Maurizio mi ha telefonato. Era molto provato e continuava a dire ‘Cosa mi hai fatto Claudia, cosa mi hai fatto Claudia’. Io gli sono stata vicina e basta. Questa è una tragedia che ci accompagnerà per tutta la vita“. “L’avrei curata quella bambina”, ha detto la Caroselli, riferendosi a Livia. “Era così bella”.

“MIO FIGLIO CONTRO QUALSIASI FORMA DI VIOLENZA”

“Mio figlio è un uomo generoso e altruista, contro qualsiasi forma di violenza”, ha detto la madre di Iori, che ha definito “buono” il suo rapporto con il figlio. “Non ha mai dato nemmeno una sculacciata ai suoi bambini, è la persona migliore su questa terra, ma anche un uomo riservato che non esprime i suoi sentimenti facilmente. Non ha mai voluto scontentare nessuno”.

LA LETTERA DI IORI ALLA MADRE (DATATA 18 OTTOBRE 2011) DOPO IL SUO ARRESTO

“Cara mamma, come potrai ben immaginare, non ho parole sufficientemente gravi per descriverti cosa sto vivendo e cosa sto provando. Non so proprio cosa ho fatto per meritare tutto questo. Improvvisamente i miei affetti allontanati, staccati, recisi in un solo colpo. Tutto ciò per cui ho sudato, lottato e anche sofferto in 50 anni di vita è stato distrutto in un attimo. E’ come essere morto. Forse è peggio. Come dice l’amata Laura, è quello che accade a chi è troppo buono. A cosa sarà servita l’ottima educazione e il buon esempio che tu e il papà mi avete inculcato, se essere rispettosi, altruisti, corretti e generosi come voi ha dato questi risultati”.

DICHIARAZIONI SPONTANEE DELL’IMPUTATO. CORREZIONI A QUANTO DETTO IN CORTE D’ASSISE E AL GIP

In apertura di udienza lo stesso imputato ha rilasciato dichiarazioni spontanee, correggendo quanto aveva detto la scorsa udienza circa l’acquisto delle bombole e dei fornelletti. Dichiarazioni, le sue, che non coincidevano con quanto riportato dagli scontrini dei due centri commerciali. Iori ha rettifcato anche quanto dichiarato davanti al gip circa l’acquisto del sushi per la cena con la Ornesi. Oggi ha riferito di averlo comprato il 19 luglio e non il 20.

LA TITOLARE DELL’ALBERGO DI CATTOLICA: “SIAMO SPECIALIZZATI NELL’ACCOGLIERE I BAMBINI. NON AVREI MAI CONSENTITO LA PRESENZA DI BOMBOLE IN HOTEL”

Davanti al presidente Massa, al giudice a latere Pierpaolo Beluzzi e ai giudici popolari ha parlato anche Valentina Bizzarri, titolare dell’hotel Tiffany di Cattolica, dove Iori aveva prenotato per l’agosto successivo le vacanze per Claudia e la bimba. E’ stato proprio in occasione di questa vacanza, a detta di Iori, che lo stesso aveva comprato le bombole e i fornelletti per garantire una corretta alimentazione a Livia. “Il nostro è un albergo a tre stelle a pensione completa”, ha detto la testimone, “specializzato nell’accoglienza dei bambini, con menù per i più piccoli organizzato 24 ore su 24. C’è anche il medico di fiducia e la merenda in spiaggia”. “Non avrei mai consentito”, ha sottolineato la Bizzarri, “la presenza di bombole in albergo perché contro le norme antincendio.

GLI OCULISTI SUI FARMACI XANAX E VALIUM

Secondo l’accusa, Iori avrebbe ucciso la figlia e l’ex compagna “mediante l’azione tossica combinata determinata dall’ingestione di Alprazolam (principio attivo della specialità medicinale Xanax) e Diazepam (principio attivo della specialità medicinale Valium, rilevato nella sola Ornesi), e dall’inalazione della miscela di gas butano/propano rilasciata da quattro fornelli portatili da campeggio”. Sull’utilizzo dei farmaci sono stati sentiti due medici oculisti del reparto dell’ospedale di Crema nel quale Iori lavorava. Entrambi hanno riferito che in reparto lo Xanax non era in dotazione, mentre il Valium viene comunemente usato in gocce prima di un intervento. L’impressione di uno dei medici su Iori: “Era riservato, freddo e glaciale”.

LA TESTIMONIANZA DI DON MICHELE NUFI: “LIVIA LA LUCE DEGLI OCCHI DI CLAUDIA”

Come teste degli avvocati di parte civile Marco Severgnini ed Eleonora Pagliari è stato sentito il parroco della chiesa di San Bartolomeo don Michele Nufi, confidente di Claudia Ornesi. “Claudia la vedevo regolarmente alla messa domenicale. Era fiera ed orgogliosa della sua bambina. L’unico suo progetto era il bene di Livia, affinché avesse i riconoscimenti e i diritti degli altri bambini. Era la luce dei suoi occhi“. “Claudia mi aveva confidato”, ha ricordato il don, “che il papà non voleva la bambina. Da parte sua lei non aveva alcun progetto di carattere matrimoniale o di convivenza”.

L’AMICA: “SUL PADRE DELLA SUA BAMBINA CLAUDIA PREFERIVA MANTENERE LA RISERVATEZZA”

In aula anche la testimonianza di un’amica di Claudia. “Sul padre di Livia, Claudia era a disagio e preferiva mantenere la riservatezza. Con la sua bambina, Claudia era dolcissima, piena di attenzioni, era l’immagine della felicità. L’ultima volta l’ho vista al centro commerciale nel maggio del 2011. Anche la sua famiglia era contenta della nascita della piccola Livia”.

Si tornerà in corte d’assise venerdì 9 novembre. Gli avvocati difensori Cesare Gualazzini e Marco Giusto hanno chiesto di poter sostituire il consulente che si è ritirato con il noto criminologo Massimo Picozzi. La parte civile si è opposta. La corte scioglierà la riserva nel corso della prossima udienza.

Sara Pizzorni
Michele Ferro

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  • ESISTO, DUNQUE UCCIDO
    Quando un Pubblico Ministero, che rappresenta l’Accusa, cioè i buoni sentimenti del popolo italiano verso chi infrange le leggi comuni, arriva a chiedere in Aula a una madre: cosa pensa di suo figlio, l’unico, che le nasconde di avere un figlio e d’essersi risposato, il significato è uno solo, non perdiamo tempo a processare Maurizio Iori, che se mente alla madre un fatto simile è capace di tutto, condanniamolo senza perdere altro tempo, di che cosa? ah sì, son morte la sua ex amante e la bambina, dunque il legame è certo, e quando il Presidente della Corte permette ciò fin dall’inizio del processo, che sia processata cioè la figura di Iori, non se ha commesso qualcosa di illecito, gli avvocati difensori si adeguino, e consegnino senza indugio il loro assistito alla Giustizia, che segua il suo corso.
    Ho ingigantito la scena, spero sia chiaro, ieri il Presidente si è seccato parecchio e in due occasioni ha sbuffato alle parti: va bene la completezza dell’informazione, però per favore fate solo domande che servano a capire quanto è successo.
    Che è: due persone sono morte per asfissia, dopo aver ingerito sonniferi. Suicidio, omicidio? Schema tipico del processo: incidente stradale, danni per 30mila euro, si addebitano a simpatia o a prove?
    A Iori, per antipatia, non si tolgono 30mila euro, finisce la vita in carcere. Terminata la quinta udienza, sappiamo che Iori era glaciale, o almeno riservato, possiede una Porsche, temeva ancora il giudizio della madre, era ricco, titolare di società, e di amanti, oculista di successo, tanto egoista e indifferente ai sentimenti delle persone amate da far chiedere al difensore Gualazzini, serio ma posso immaginare quanto tremasse di rabbia dentro: signora, suo figlio da piccolo torturava gli animali? cui il Presidente, altrettanto serio, dentro veda lui, sentiva il dovere di dar seguito: signora, ha mai litigato con suo figlio?
    Dall’altra parte la povera defunta, prossima alla beatificazione secondo tutti i testimoni nessuno escluso, una volta chiarito come si fosse abbassata a convivere tanti anni con un ceffo del genere.
    Ma siccome, storpiate e compresse come chi ha potere può, le regole del processo almeno di legge esistono, son curioso di vedere se nelle prossime udienze si cercherà di capire come si muore, che ha sempre almeno una causa.
    Atto primo: sonnifero in quantità, incomprensibile da far ingerire di nascosto a un adulto, inutile a una bambina di due anni. Atto secondo: gas, invece di usare quello di casa, bombolette comprate apposta, tanto per farsi ricordare, e accettate senza sospetto da chi doveva respirarle. Movente, che non è indispensabile, anche per chi da piccolo non tormentava gli animali, ma questo è per fortuna l’unico elemento certo: tutti, ma proprio tutti, sapevano della relazione proibita, tranne la madre che non doveva; eccolo lì, nudo e efficace nella sua immediatezza, le madri non devono sapere, mai!
    Accidenti, stavo dimenticando l’alibi, che giorni fa i giornali annunciavano trionfanti: smontato l’alibi di Iori!
    Gravissimo, Iori non ce l’ha davvero, passati i primi momenti di comprensibile incertezza, l’ha detto chiaro: ho cenato con le vittime appena prima che morissero.
    Sembra una cosa da niente, lo chiedessero a me, che vivo da solo e sono in pensione, non saprei come giustificare 15/20 ore al giorno…….

    Cremona 06 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • Bianca

    Non voglio esprimere giudizi in merito alle indagini che ahimé sono ancora in corso, ma ci tengo a dire che sono sconcertata e mi vengono letteralmente i brividi quando leggo queste cose.
    Giorni, mesi, anni prima che venga fatta giustizia, senza pensare alle vittime e alle loro famiglie che giorno dopo giorno si portano dentro questo enorme dolore.
    Le dirò una cosa, la scorsa settimana alla famosa festa “November Pork” sa chi mi sono trovata di fronte allegro e spensierato? Il famoso ragazzo che ha ucciso i due coniugi a Castelvetro Piacentino, che tranquillo, sereno e felice gironzolava con i suoi amici.
    Tra l’altro amici che lo conoscono mi hanno detto che anche sulla sua pagina facebook è sempre presente e attivo e pubblica anche delle sue foto.
    Ora mi chiedo, il ragazzo è risultato ubriaco, drogato e ha ucciso due persone, ma cosa ci fa libero???? Aspettiamo che faccia altre vittime???? E la giustizia dov’è?????
    Ecco, in questi casi mi vergogno di essere italiana, e ho solo 24 anni…

  • SIAMO ANCORA QUI
    Arrivati a metà processo dove fino a oggi, invece che discuter di prove, si è santificata la povera defunta e uccisa l’immagine dell’assassino, perché processarlo? è lui! finalmente parla la madre: davanti alla Corte d’Assise c’è una madre smaniosa di raccontare chi è il “suo” Maurizio, quel figlio unico, primario di oculistica nello stesso ospedale in cui lei, prima della pensione, ha fatto la pediatra.
    E’ l’attacco della Benemerita, la dirittologa della Provincia quotidiano eccetera Morandi Francesca, e da quel “smaniosa di raccontare” capite come può aver scritto dopo: insomma, invece di unirsi al coro di riprovazione, come esige la scena, la madre del mostro ha cercato di spiegare ch’era un buon figlio. E quando è riuscita, l’ha pure abbracciato.
    Con una stampa cremonese del genere, che non ha il coraggio civile e morale, ma no coraggio, il senso della decenza, di ripetere fin che bisogna cosa ha scritto la Cassazione ai giudici che insistono nel tenere in carcere un semplice sospettabile, ve lo ripeto, cari lettori: “una volta analizzate le ipotesi dell’accusa e della difesa, in particolare per quanto riguarda le tracce biologiche e le impronte trovate, erano giunti alla conclusione che sarebbe stata necessaria una rivalutazione della ritenuta gravità del quadro indiziario e delle esigenze cautelari”, cioè, passi che insistiate a processarlo, ma almeno lasciatelo libero, come volete risponda quella pubblica opinione abituata al linciaggio limitandosi a leggere i titoli dei giornali?
    Dopo l’incriminazione, la peggior sfortuna di Maurizio Iori, l’oculista di Crema che senz’altro ha ucciso, subdolamente, amante e figlia, perché ormai tutti ne parlavano e a lui dava fastidio, e deve stare in carcere in attesa della condanna definitiva perché, temono i giudici del Riesame del Riesame del Riesame, libero ammazza le altre amanti fin che non si smetta di parlarne, è che il suo caso, nonostante abbia tutte le qualità per finire sui media nazionali, sia rimasto nelle grinfie dei commentatori caserecci, che lo trattano secondo le loro possibilità . Vorrei vederla la pubblica opinione sotto le mazzate di chi è capace di vedere travi e pagliuzze invece di limitarsi all’ascoltato!
    Alberto Stasi, quello di Garlasco, come caso intendo, appetibilità, elementi di scena, sentimenti, trame, scontri d’opinioni, cos’ha più del nostro per aver occupato le prime pagine dei giornali, carta, on line, Tv?
    Nulla, Maurizio Iori è sfortunato anche qui.

    Cremona 07 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • LIVORE: LEI NON SA CHI SIAMO NOI!
    Il processo Iori, impietoso, mi dimostra come Crema faccia parte a pieno titolo della provincia di Cremona, dove, ancor più impietosa, domina la “cremonesità”: guai andare contro il buon pensiero in abito scuro!
    Conseguenza, è normale che si critichi senza leggere, in un processo simile; passi quel che scrivo io dopo aver letto tutto il pubblicato, assistito alle udienze eccetera, addirittura il messo nero su bianco, mancano solo le figurine, dalla Cassazione; l’abito scuro dice che in una relazione tra adulti, lei 37 anni, lui 44, lei è la santa, lui l’innominabile; l’abito scuro non lo dice chiaro, ma lo fa capire, il processo, dove si confrontano tesi e prove, è superfluo, una perdita di tempo, tranne naturalmente quando riguardasse gli indossanti l’abito scuro eccetera, che avrebbero diritto a tutte le difese eccetera.
    L’aveva già scritto Manzoni: è come voler raddrizzare le gambe ai cani.
    Capablanca, grande campione di scacchi e diplomatico: io vi spiego le linee generali di questa posizione, per convincervi, dovrei impiegare un sacco di pagine col rischio di non essere egualmente capito, allora studiatevela per conto vostro. Diplomatico: non ha senso sforzarsi con chi non vuole/non può capire.
    Ma la nota sotto, spedita a http://www.cremaoggi.it da Nicola Nonmifirmo, e non a http://www.cremonaoggi.it, è troppo bella per essere ignorata:
    “La smetta di attaccare la stampa cremonese, e in particolare la giornalista della Provincia (la Benemerita Morandi Francesca, n.d.r.), solo perché anche lei è finito più volte in Tribunale e ha incassato solo sconfitte non dalla giornalista, che riporta i fatti, ma dai giudici. Rispetti il lavoro dei cronisti delle testate cremonesi che loro sì sono giornalisti.”
    Come il lettore attento vede, la nota è il prodotto dello sviluppo impetuoso del web, dove anche chi è solo in grado di impastare tre parole in fila può scrivere la sua; un giornalista della Provincia non scrive tanto male! E è molto più raffinato nell’esposizione delle idee!
    Anzitutto sa distinguere la critica dall’attacco e si guarderebbe bene dall’intimare agli altri di non scrivere cose che lo infastidiscono; la censura, l’ha appena ripetuto il suo direttore Zanolli, è una parola che lo indigna; la giornalista, bravissima, non riporta solo fatti, ma fa sorgere opinioni; i cronisti delle testate cremonesi, loro sì che sono giornalisti, specie quelli della Provincia; e, non scritto a chiare lettere, sono gli unici autorizzati a diffondere la verità!
    E infine, per via dell’attaccare, io sono finito più volte in Tribunale dove ho incassato solo sconfitte, non dalla Benemerita, ma dai Giudici. E’ la prova del nove che non può essere un giornalista della Provincia a scrivere un’immondizia del genere: il Giudice non sconfigge proprio nessuno, non è parte, è terzo rispetto al fatto in giudizio, quindi decide e basta.
    Per il lettore curioso: da dipendente Inps e sindacalista vero ho iniziato io nove processi contro la nomenclatura rappresentata da capi e sindacalisti d’altro genere che il mio, che si guardavano bene dal fare altrettanto contro di me; avevo ragione in tutti e nove ed era evidentissimo; ne ho persi tre!
    E’ anche per questa esperienza che sono sempre attento a difendere i diritti degli altri: purtroppo, per aver ragione in Tribunale non basta aver ragione!

    Cremona 08 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info