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Regione, battaglia dei candidati: Maroni, Albertini e Ambrosoli Lega: lista civica Centrosinistra: no primarie?

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Nella foto: Maroni, Albertini e Ambrosoli

Grandi manovre per la scelta dei candidati al ruolo di presidente in vista delle elezioni regionali. Da una parte, la Lega: nelle ultime ore la segreteria politica si è espressa chiaramente per una gara solitaria con Roberto Maroni (si lavora per una ‘lista civica’, aperta a volti nuovi ed esterni al partito); l’ultima parola spetterà lunedì al consiglio federale. Nel Pdl, invece, il nome che circola più insistentemente per la corsa alla carica di governatore è quello dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini.

BERLUSCONI PER UN RIAVVICINAMENTO LEGA-PDL

C’è però da tenere conto del fattore Silvio Berlusconi. L’ex premier, che nelle scorse settimane ha espresso più o meno velatamente la volontà di non consegnare la Lombardia alla Lega, scaricando di fatto Maroni, si è trovato di fronte a critiche interne: nelle intenzioni c’è adesso un suo tentativo di riavvicinamento al Carroccio, cercando una ‘terza via’ tra Maroni e Albertini.

CENTROSINISTRA: IL CANDIDATO ‘CONDIVISO’ AMBROSOLI

Nel centrosinistra torna in gioco Umberto Ambrosoli. Il figlio di Giorgio, l’eroe borghese, sta riflettendo sul progetto dopo un iniziale rifiuto. Il consenso attorno a lui cresce. Può fare breccia nella società civile e piace a diversi partiti (pure a parte dell’Udc). Molti stanno cercando di convincerlo. Venerdì sarà lui stesso a sciogliere la riserva. Potrebbe dunque essere Ambrosoli il candidato ‘condiviso’ in grado di mettere d’accordo praticamente tutti, evitando l’organizzazione delle primarie del 15 dicembre (fra le candidature ufficiali ci sono al momento quella della ginecologa della Mangiagalli Alessandra Kustermann, del consigliere regionale antimafia Giulio Cavalli di Sel, di Roberto Biscardini del Psi e dell’ambientalista Enrico Fedrighini).

CON UN NOME PER TUTTI NIENTE PRIMARIE? (QUALCUNO NON CI STA)

In Sinistra, ecologia e libertà, come affermato da Chiara Cremonesi, sono pronti a rinunciare alle primarie in caso di un nome capace di raccogliere un consenso comune (ipotesi rilanciata dal primo cittadino milanese Giuliano Pisapia). Il coordinatore regionale democratico Maurizio Martina sul Corriere: “Abbiamo messo in campo un metodo e dei tempi. Non abbiamo paura di una discussione che ci faccia fare un balzo in avanti. Anzi, lo auspichiamo”. Pronto a un passo indietro anche il consigliere regionale del Pd Fabio Pizzul, che su Repubblica afferma: “La presenza di un nome che mette d’accordo tutti renderebbe superflua la mia candidatura”. Critico è Giuseppe ‘Pippo’ Civati (Pd): “Le primarie restano fondamentali”.

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