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Lavoratori ex raffineria, nessun eccesso di mortalità

Lettera scritta da Tamoil Raffinazione

Questa mattina è stato presentato lo studio epidemiologico sui lavoratori della ex raffineria di Cremona realizzato dall’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità) a seguito della convenzione stipulata con l’ASL di Cremona. Lo studio ha preso in considerazione gli 839 lavoratori maschi che sono stati impiegati in raffineria dal luglio 1961 al dicembre 2010  (di seguito “la coorte”) e ha indagato in tale periodo le specifiche cause di mortalità per ricercare eventuali effetti nocivi delle esposizioni in raffineria sulla salute dei lavoratori addetti.

L’analisi di mortalità è stata calcolata, per ogni causa, come rapporto tra i decessi osservati nei lavoratori in tutto il periodo dello studio e i decessi riscontrati nella popolazione lombarda di pari età e sesso, nel medesimo periodo.

Il dato significativo e importante che emerge con chiarezza è il seguente: “la coorte dei lavoratori Tamoil Cremona non è stata interessata da una mortalità complessiva più elevata rispetto all’atteso” e in particolare anche la mortalità per tumori è risultata “inferiore all’atteso”.

Si conferma anche l’impatto delle misure di sicurezza e protezione adottate nel tempo da Tamoil sul sito:

“La coorte lavorativa – spiega ancora lo studio – non ha subito un evidente incremento della mortalità legata ad esposizioni con effetto cancerogeno. Tali esposizioni, tuttavia, esistono in questo tipo d’impianti. Ciò significa, con tutta probabilità, che il livello di esposizione e/o le modalità di lavoro (incluse le misure di sicurezza e protezione) devono essere stati tali da non comportare un’esposizione capace di produrre effetti rilevabili”.

“Ciò rende anche assai improbabile – come precisato questa mattina nelle conclusioni dal Prof. Pier Alberto Bertazzi – che tali esposizioni possano aver comportato un rischio nella popolazione residente all’esterno”.

Tamoil intende ringraziare l’Università degli Studi di Milano (Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità), il Prof. Pier Alberto Bertazzi, il Prof. Angela Pesatori, il Dr. Paolo Grillo, l’ASL di Cremona, il Comune di Cremona e tutti gli altri enti coinvolti per la professionalità e l’accuratezza del lungo e articolato lavoro svolto.

Tamoil Raffinazione S.p.A.

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Commenti
  • RIVOLUZIONE!!
    O tanto rumore per nulla, si potrebbe concludere. Tamoil, cui non mancano i soldi per ingaggiare i maggiori esperti, ha pubblicato le loro conclusioni, da riassumere in poche righe.
    “Premesso che lo studio ha preso in considerazione gli 839 lavoratori maschi che sono stati impiegati in raffineria dal luglio 1961 al dicembre 2010 e ha indagato in tale periodo le specifiche cause di mortalità per ricercare eventuali effetti nocivi delle esposizioni in raffineria sulla salute dei lavoratori addetti, ecco le conclusioni.
    Primo: i lavoratori non hanno subito un evidente incremento della mortalità legata ad esposizioni con effetto cancerogeno. Tali esposizioni, tuttavia, esistono in questo tipo d’impianti. Ciò significa, con tutta probabilità, che il livello di esposizione e/o le modalità di lavoro, incluse le misure di sicurezza e protezione, devono essere stati tali da non comportare un’esposizione capace di produrre effetti rilevabili.
    Secondo: ciò rende anche assai improbabile che tali esposizioni possano aver comportato un rischio nella popolazione residente all’esterno.”
    Cosa penso di questo studio non sto a dirlo, sarà lo stesso che pensate voi, cari lettori.
    Chiedo solo, a voce alta e chiara: signori della politica e della giustizia, non perdete tempo e soldi in processi e bonifiche, del tutto inutili anche in tempi di floridezza economica, figuriamoci oggi………se, naturalmente, credete alle conclusioni di sopra e agli asini che volano.

    Cremona 10 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info

  • nbc

    E se uno ha lavorato almeno un lustro in raffineria e non è mai stato interpellato da nessuno, rientra o no negli 839 citati?
    O hanno preso in considerazione solo quelli deceduti?

  • Ho appena scritto “Rivoluzione!!”, ecco la divertentissima ribattuta di Gianni Fasani

    Caro Flaminio, la statistica non è un’opinione… o forse un po’ sì. Lo studio del prof. Bertazzi però mi è parso assai rigoroso da un punto di vista statistico – epidemiologico, secondo me non offre molto il fianco ad essere criticato da un punto di vista scientifico. Ma esprime un’altra certezza, che non può essere vista con sollievo. Infatti secondo me andrebbe letto come una sottolineatura che (come si vede dall’immagine che certamente conosci) la pianura Padana è una fogna in generale, per cui (a parte Milano, che se si può è ancora più fogna), siamo tutti nella stessa barca sia che abitiamo vicino alla Tamoil, sia che abitiamo nel Parco del Morbasco con tutti i suoi impianti industriali, sia che abitiamo in via Bosco, sia che abitiamo sotto il Torrazzo. Inoltre lo studio teneva conto delle patologie gravi, che, sui piccoli numeri, possono non essere molto significative. Altre potrebbero essere le patologie meno gravi, ricorrenti, alcune certamente più frequenti in certe categorie di lavoratori, comunque foriere di disturbi per la salute. Certamente la Tamoil ha contribuito all’inquinamento, ma lo stesso inquinamento è figlio  anche e soprattutto del traffico, delle combustioni delle industrie che affollano la pianura, dell’inquinamento degli impianti di riscaldamenti,  ecc. ecc. ecc. a fronte di un’assoluta mancanza di riciclo d’aria della pianura stessa. “State sani” diceva Antonio Campi nella prolusione al suo Cremona Fedelissima…, ma non so come si potrebbe, se non …bucando il Turchino! Un caro saluto e arrivederci a presto, Gianni Fasani.
    Cremona 10 11 2012

  • PER FARE IN FRETTA
    Le vittime dello smog pesano sulle nostre coscienze, tuona Zanolli Vittoriano dopo l’assoluzione definitiva di Tamoil, che al massimo avrà sporcato il giardino della Bissolati, risanabile con 10 milioni, assicura Pizzetti: la sentenza emessa a Cremona ci dice “che le malattie respiratorie, anche nelle forme più gravi, sono causate principalmente dai gas di scarico delle auto e dai fumi sprigionati dagli impianti di riscaldamento.”
    Ecco la conclusione: “è importante che i pediatri censurino l’abuso dell’auto per accompagnare i figli a scuola, che viene utilizzata anche per distanze inferiori al chilometro.”
    Che dire, cari lettori? speriamo che un giornale del genere venga letto solo a Cremona!

    Cremona 12 11 2012 http://www.flaminiocozzaglio.info