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Asili nido comunali, le rette crescono ancora: record lombardo

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A Cremona le rette degli asili nido comunali fanno registrare anche nel dossier di quest’anno di Cittadinanzattiva l’aumento più alto in Lombardia (stessa cosa si era verificata con l’analisi precedente). L’ultimo studio, riferito al 2011/2012, mette in luce una crescita del 3,3%, ovvero un passaggio da 337 (2010/2011) a 348 euro mensili. Resta ancora tra le più basse della regione, ma l’incremento è sensibile: nel 2009/2010 si fermava a 320.

403 euro al mese, con un +0,8% rispetto all’anno passato. Tanto costa mediamente in Lombardia mandare il proprio figlio all’asilo nido comunale secondo il dossier, per una spesa che si attesta ben al di sopra della media nazionale (pari a 302 euro) e capace di collocare la Lombardia seconda solo alla Valle d’Aosta (413 euro) in quanto a regione più cara.

L’analisi, svolta dall’Osservatorio prezzi & tariffe dell’associazione, ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali (anni scolastici 2010/11 e 2011/12) delle Amministrazioni comunali interessate all’indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.

LE TABELLE DELLO STUDIO

 

I NUMERI DEGLI AUMENTI E LE LISTE DI ATTESA

Dura la vita per le giovani coppie con il caro rette, fra difficoltà nel far accedere i propri figli ad asili comunali, alti costi e disparità economiche anche all’interno della stessa regione, sottolinea Cittadinanzattiva: si registra una differenza di ben 315 euro tra il capoluogo lombardo più caro, Lecco, e il meno caro, Milano (232€). Rispetto al 2010/11, nel 2011/12 le tariffe sono cresciute a Sondrio (+1,5%), Lodi (+1,6%), Lecco (+1,9%), Como (+2,6%) e, come detto, Cremona (+3,3%).

In città, inoltre, dal 2012/2013 con l’esternalizzazione del tempo lungo (decisione presa per mantenere un servizio che rischiava di scomparire e per far risparmiare denaro al Comune) le famiglie devono fare i conti con gli aumenti legati a questo provvedimento (da 24 euro a 25 euro al mese per le scuole d’infanzia e a 30 per gli asili con un aumento del 10%).

In Lombardia, infine, il 13% dei richiedenti rimane in lista di attesa, a fronte di una media nazionale del 23,5%. In provincia di Cremona questa percentuale è cresciuta dal 15 (2009) al 17 (2010).

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