Commenta

Vite spezzate, ennesimo dramma della follia automobilistica

Lettera scritta da Piercarlo Bertolotti

12 novembre: “SUV travolge ed uccide una 17enne in bicicletta”, “Piomba con la BMW nell’autolavaggio”, “Auto pirata sulla Via Emilia investe 23enne”, sono alcuni dei titoli letti sulla stampa di ieri. Ma non ho letto tutti i giornali.

Può capitare che in un uggioso pomeriggio novembrino, mentre ci si accalca tra gli stand del Bontà, si discute dell’ennesima sconfitta del Milan, si scrivono altre inutili lettere a favore o contro una badilata ad una nutria, una splendida ragazza di 17 anni venga travolta ed uccisa da un SUV, guidato in stato di ebbrezza, con una violenza inaudita, e buttata là in un campo come nemmeno si fa per una vecchia bambola rotta di cui ci si vuole disfare.

Quello, come tanti altri, è un incrocio molto pericoloso, è su un lungo rettilineo e, come si sa, l’automobilista di fronte ad una strada diritta ha una sorta di riflesso condizionato che lo porta a “schiacciare” sull’acceleratore. Anche in questo caso, alle 16, c’era luce ed i ragazzi erano in gruppo, quindi visibili. Qualunque cosa stesse pensando o facendo quell’automobilista in quel momento voglio dire forte chiaro a lui ed a tutti quelli come lui: siete degli irresponsabili (ma vorrei usare altri termini) e non provate a cercare giustificazioni. Non ci sono giustificazioni quando si distrugge la vita di una persona e della sua famiglia solo perchè non si è in grado di usare l’auto in modo corretto. Se solo avesse tenuto una velocità moderata, oggi non piangeremmo la morte di una ragazza che potrebbe essere nostra figlia o nipote.

Questa estate avevo parlato di “strage” alla 150esima vittima, ora abbiamo superato quota 220 ciclisti e 620 pedoni, e dietro ad ognuno di loro c’è una famiglia, una storia, degli affetti, ed un costo sociale altissimo. Ci stiamo avvicinando con la stessa velocità di quel SUV ad un nuovo record negativo per la nostra società. A dimostrarlo è il rapporto ACI Istat appena pubblicato: nel 2011 sono sì diminuite le vittime di incidenti automobilistici, ma sono aumentati in misura preoccupante le vittime tra i ciclisti ed i pedoni. Ergo, si è lavorato sulla sicurezza solo per gli automobilisti, quasi a pensare che allo Stato non interessino né i pedoni né i ciclisti. Poi, come sempre, dopo la divulgazione dei dati si è proceduto nella totale indifferenza.

Essere travolti a 200 k/h da un’auto è davvero “un incidente”? Quanti incidenti potrebbero essere “evitabili”? Le regole del Codice della Strada non vengono rispettate o fatte osservare né su strade urbane né su strade extraurbane, gli utenti leggeri non vengono considerati nella pianificazione per la sicurezza stradale e nell’applicazione di sistemi di sicurezza avanzati. Per ridurre drasticamente il numero impressionante di queste vittime esistono leggi, esistono studi, esiste la tecnologia, esistono best practice di successo messe in atto da altri paesi europei.

Non intervenire è una volontà politica. Non porre fine a tutto ciò vuol dire essere complici di chi ha in spregio la vita altrui. Le strade, tutte le strade, devono tornare ad essere un luogo sicuro ed accessibile a tutti (in special modo nelle città per i diversamente abili) per potersi spostare a piedi o in bicicletta perchè il vero problema è la velocità. Rigidi controlli sulle strade extraurbane e adozione di Zone 30 in città, solo così si potrà ridurre il numero di incidenti e la loro gravità.

Credo che sia sempre di più un dovere per qualunque cittadino pretendere dalla politica e dalle amministrazioni interventi efficaci e concreti sulla sicurezza, e siccome siamo in periodo di campagna elettorale, sia regionale che nazionale, cari politici se proprio volete dire qualcosa, fateci vedere programmi credibili sul tema dell’ambiente, della mobilità e della vivibilità delle nostre città, perchè è su questo che si gioca il futuro del mondo. Voterò e voteremo solo chi ci darà garanzie in tal senso, per il resto non cercateci neppure.

Piercarlo Bertolotti
Presidente Fiab Biciclettando Cremona

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti