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Riordino, Provincia: "No esuberi". Ma allarme su risorse e deleghe

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Sopra, Salini e i dipendenti della Provincia a Palazzo Cittanova (foto Francesco Sessa)

Riordino Province: da Massimiliano Salini nuovo allarme sui temi delle risorse e delle deleghe. In un quadro fatto ancora di poche certezze, ha descritto l’attuale situazione dell’ente e le possibili prospettive future in un incontro con i dipendenti, nel pomeriggio, a Palazzo Cittanova. Sulla questione dei posti di lavoro ha subito cercato di rassicurare: “Oggi possiamo dichiarare che non ci sono esuberi“. A rischio in futuro, comunque, la qualità dei servizi considerate le incertezze sulla portata delle somme che verranno messe a disposizione da Roma. Tanti sono gli aspetti non definiti della riforma che spinge Cremona al matrimonio con Lodi e Mantova, ha ricordato Salini: si attende ancora la conversione del decreto, non si sa come si andrà a votare nel 2013 per il “rinnovo” del governo provinciale (si ipotizzano votazioni di secondo livello, ovvero con strutture non elette dai cittadini ma dai consigli comunali) e, infine, non c’è un elenco completo delle competenze delle province che nasceranno. A tutto questo si aggiungono diversi ricorsi pendenti.

Dirigenti delle tre aree destinate a “unirsi” si sono comunque già incontrati, a Cremona, per intavolare una collaborazione. Al momento però nessuno (per forza di cose) è stato in grado di fornire risposte ai dipendenti su eventuali necessità di trasferimenti. Come già accaduto in passato Salini ha più volte criticato il piano di riordino voluto dal Governo. Perplessità soprattutto sulla trasformazione degli enti in organi di secondo livello, sulla ridefinizione dei compiti delle province (manca uno scenario preciso: verranno probabilmente divise tra Comuni e Regioni ma è un percorso assai complicato da portare a realizzazione) e sul tema delle risorse (quanto verrà trasferito nelle casse delle nuove realtà di governo locale?). Pur tra tutte le difficoltà del caso, fino ad oggi bilanci della Provincia hanno tenuto bene, ha sottolineato il presidente. Ma il futuro rischia di essere diverso. E qualche criticità si è già affacciata. Il vertice di corso Vittorio Emanuele ha accennato, nel corso dell’assemblea, a un ulteriore taglio del governo per l’ente cremonese di circa nove milioni di euro l’anno prossimo, decisione, questa, risalente a poche settimane fa. Se in questa fase, come ha detto Salini, non ci sono esuberi, il rischio è tuttavia legato alla qualità dei servizi erogati. Il direttore generale, Marina Ristori, è stata chiara: il riordino? “Si naviga nella confusione”. Quanto alle risorse disponibili bisognerà fare delle scelte: priorità alle emergenze e alla sicurezza pubblica, altri settori potranno essere invece penalizzati.

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