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In aula guerra di periti, battaglia su gas butano e materiale informatico

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Sopra Iori e i consulenti sentiti sul gas butano, da sinistra De Rosa, Toldo e Bonardi (foto Francesco Sessa)

SU “LA REPUBBLICA” IL 15 GIUGNO 2011 APPARE UN ARTICOLO SU UN DETENUTO SUICIDA CON IL GAS. IORI LO SCARICA DAL SUO COMPUTER E LO LEGGERA’ TRE VOLTE IN TRE GIORNI

Iori con i suoi avvocati Cesare Gualazzini e Marco Giusto

E’ il 15 giugno del 2011 quando Maurizio Iori apre dal suo computer un articolo pubblicato su Repubblica Bari.it che parla di un giovane di 24 anni detenuto nel carcere di Taranto che si suicida inalando il gas di una bomboletta. Lo stesso articolo lo leggerà anche il giorno successivo e il 21 giugno, esattamente un mese prima del ritrovamento dei corpi dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della figlia Livia, di 2 anni, trovate cadaveri nell’appartamento di via Dogali. Per l’accusa, le due sono state uccise dall’oculista con un mix di Xanax e gas (butano all’ottanta per cento e propano al venti per cento) erogato da quattro bombolette da campeggio posizionate nella camera da letto (nel corpo della mamma trovato anche del Valium).

LE PERIZIE SUL BUTANO. IL GAS ERA IN GRADO DI PROVOCARE LA MORTE DI MADRE E FIGLIA ? IN CHE QUANTITA’?, E SOPRATTUTTO, CON QUALI MODALITA’?

Le perizie sul gas butano e quelle informatiche sul computer dell’imputato sono state al centro della decima udienza a carico dell’ex primario del reparto di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato di duplice omicidio. Il gas butano rilevato dai vigili del fuoco la mattina del 21 luglio era in grado di provocare la morte di madre e figlia?. Di per sé il gas può essere potenzialmente letale, ma in che quantità ?, e soprattutto con quali modalità mamma e figlia l’hanno respirato?. Domande a cui non sono riusciti a rispondere i consulenti tecnici messi in campo da accusa e difesa. Per il pm Aldo Celentano c’erano Roberto Toldo, comandante provinciale dei vigili del fuoco, e Armando De Rosa, ingegnere civile del nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Roma. Per i difensori, avvocati Cesare Gualazzini e Marco Giusto, c’era Gianangelo Bonardi, ingegnere industriale. Tutti gli esperti si sono basati su esperimenti e teorie, pure ipotesi, in mancanza di dati esatti a loro disposizione e senza considerare le molte variabili. In aula hanno spiegato che il butano è un gas pesante che non appena esalato dalle bombole si deposita a terra. Dopodichè, una volta stratificato, risale. Nella camera da letto di via Dogali è risalito fino a 60 centimetri. Se poi sussistono determinate condizioni (climatiche o di altra natura, come ad esempio una porta aperta o socchiusa), si possono creare i cosiddetti moti convettivi, che fanno disperdere il gas nell’ambiente. La maggiore concentrazione di butano è stata rilevata nel lettino di Livia (nel corpo della bimba c’era una concentrazione più alta di gas rispetto alla mamma). Nella sua perizia, l’ingegner Bonardi, il consulente tecnico che per primo ha effettuato lo studio (da qui la nomina dei consulenti della procura), ha sostenuto, dopo aver visto la fotocopia di una foto in bianco e nero della culla della bambina, che nel lettino il gas è ristagnato, creando un “effetto vasca” per via delle quattro sponde. Ma le sponde ai lati non erano chiuse, come hanno replicato il pm e le parti civili (avvocati Eleonora Pagliari e Marco Severgnini). Dunque il lettino, che aveva le sbarre in legno, non poteva essersi trasformato in una bara per Livia, tantomeno il letto matrimoniale. E infine, in quanto tempo si svuotano le bombolette ? Cinque ore, secondo quanto indicato dal libretto delle istruzioni.

I PERITI INFORMATICI. “IORI HA FATTO RICERCHE SU TRE FARMACI”

I periti informatici, da sinistra Mor e Bedarida

Il computer di casa, il pc dello studio, gli hard disk e le chiavette usb di Iori e l’iPod della Ornesi. E’ il materiale informatico passato al setaccio dagli esperti Maurizio Bedarida, per il pm, e Carlo Mor per la difesa.
Dal suo computer, Iori, descritto come esperto di informatica dai testimoni sentiti nella scorsa udienza, non ha scaricato solo l’articolo di Repubblica, ma ha fatto anche ricerche su tre farmaci: lo Xanax, lo Xanax in gocce, l’ Optalidon e il Micronoan (clisterini di Valium per bambini). La ricerca è stata effettuata attraverso il più noto motore di ricerca Google, mentre attraverso il disco rigido sono state recuperate le navigazioni che erano state cancellate (se volontariamente o involontariamente attraverso la pulizia del computer “non lo possiamo sapere”, hanno precisato i due consulenti). La sera del 7 luglio del 2011 per venti minuti Iori ha scaricato il bugiardino dello Xanax. “Lo ha fatto per me. Soffrivo di mal di testa, prendevo l’ Optalidon e il dottore ha voluto verificare che non ci fossero interferenze tra i due medicinali”. E’ la spiegazione data durante la scorsa udienza da Michela Groppelli, impiegata dello studio alla quale il medico, dopo aver compilato una ricetta in bianco, aveva prescritto lo Xanax (il farmaco non sarà mai acquistato dalla Groppelli che getterà via la ricetta). Di questo episodio la segretaria non si ricorderà nell’immediatezza dei fatti, e cioè quando già circolava la notizia dello Xanax in relazione alla morte di Claudia e Livia, ma solo mesi dopo la tragedia, dall’arresto di Iori in poi, come ha ammesso la stessa segretaria, torchiata dal pm Celentano. I risultati della perizia informatica dai quali si è scoperto che Iori ha scaricato il bugiardino dello Xanax arriveranno il 29 febbraio del 2012.

NEL COMPUTER DELL’IMPUTATO UN PROGRAMMA CHE PERMETTE DI CANCELLARE TUTTI I DATI. IORI SAPEVA? “OPZIONE FARAGINOSA”

Il pm Aldo Celentano (a destra) e il luogotenente Paolo Pissavini

Nel computer analizzato in casa di Iori è inserito un programma che permette di cancellare tutti i dati senza lasciare traccia. “Iori sapeva di questa opzione?”, ha chiesto il pm al suo consulente. ”Può darsi anche di no”, ha risposto il tecnico, “ma comunque anche se l’avesse saputo, per cancellare i dati avrebbe dovuto compiere operazioni faraginose. Si tratta di un’operazione lunga che richiede ore”.

L’IPOD DELLA ORNESI: “SOLO FOTO DI LEI E DELLA BIMBA”

Esaminato anche l’iPod della Ornesi. “Conteneva molte foto e filmati di lei e della bambina”, ha spiegato il consulente del pm. A domanda dell’accusa, l’esperto ha detto che “in nessuna foto c’era Iori”.

LA FIGURA DEL FIDANZATO TIRATO IN BALLO DA MAGDA. LA CORTE DEVE SCIOGLIERE LA RISERVA SE SENTIRE IL BARISTA E LA SORELLA. PERCHE’ LA DIFESA NON HA CHIESTO DI SENTIRE ANCHE IL DIRETTO INTERESSATO ?

Gli avvocati di parte civile Pagliari e Severgnini

Nella prossima udienza, la corte, presieduta dal giudice Pio Massa (a latere il collega Pierpaolo Beluzzi e i giudici popolari), scioglierà la riserva sulla richiesta della difesa di sentire il barista e sua sorella, i due personaggi tirati in ballo da Magda, fidanzata “storica” di Iori, per saperne di più sul presunto fidanzato di Claudia. Ma perché allora la difesa non ha chiesto di sentire anche il diretto interessato ?. La corte dovrà anche sciogliere la riserva sulla richiesta del pm Celentano di ascoltare la conversazione telefonica tra Magda e Iori intercettata dai poliziotti nel settembre dello scorso anno. E’ la telefonata in cui Iori dice a Madga di non essere affezionato alla bambina. “Lui non voleva dire così”, ha detto Magda. “La telefonata è agli atti, sentiamola”, l’istanza del pm fatta alla scorsa udienza.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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