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Giallo di via Dogali: gas mortale per le vittime, guerra sui farmaci

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Sopra, Iori dal carcere al tribunale (foto Francesco Sessa)

Undicesima udienza del processo contro Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema accusato di aver ucciso l’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e la figlia Livia, di due anni, trovate cadaveri nel loro appartamento di via Dogali nell’estate 2011. Per la procura, morte provocata dall’oculista con un mix di Xanax (nel cibo) e gas (butano all’ottanta per cento e propano al venti per cento) erogato da quattro bombolette da campeggio posizionate nella camera da letto (nel corpo della mamma trovato anche del Valium).

I MEDICI LEGALI E I TOSSICOLOGI

I medici legali e tossicologi

Dopo le perizie sul gas e su materiale informatico sequestrato all’imputato, oggi parola agli esperti. Si tratta di Andrea Verzelletti e Marzia Bernini (medico legale e tossicologo del pm), Antonia Locatelli e Marina Caligara (medico legale e tossicologo di parte civile) e di Lavinia Mastroluca e Fausto Gigli (medico legale e tossicologo della difesa).

E’ IL GAS BUTANO AD AVER PROVOCATO LA MORTE DI CLAUDIA E LIVIA. VERZELLETTI HA PARLATO DI “MECCANISMI DI CONFINAMENTO”, CIOE’ LA TESTA INFILATA IN UN SACCHETTO

“Sia nella mamma che nella figlia sono state rilevate elevate concentrazioni di gas butano“. Lo ha detto Verzelletti, il medico legale nominato dalla procura per accertare le cause della morte di Claudia Ornesi e della figlia Livia. Concentrazioni così elevate da essere incompatibili con quelle trovate nella camera da letto, secondo i consulenti tecnici già ascoltati sul punto durante la scorsa udienza. Per i medici legali, la causa della morte è il gas butano. “I farmaci possono aver contribuito”, ha aggiunto Verzelletti. “Claudia non faceva uso di Xanax. La morte si colloca tra le 20,45 e le 00,45”. E ancora: Verzelletti ha spiegato che “la concentrazione di propano nei corpi si verifica attraverso meccanismi di confinamento“, cioè con la testa infilata in un sacchetto. “Come avviene nelle carceri?”, ha chiesto il pm Aldo Celentano. “E i tempi?. “Nell’ambito del confinamento non certo ore”, ha risposto l’esperto, che ha aggiunto: “nessuna delle quattro bombole era vicina alle vie respiratorie”.

“CLAUDIA NON USAVA XANAX. NELLE URINE E NEI CAPELLI DOSE MASSICCIA RICONDUCIBILE SOLO ALLA SERA PRIMA”. NEI CORPI NESSUN RESIDUO DI COMPRESSE. “FORSE TRITURATE O ASSUNTE IN FORMA LIQUIDA”

Iori con i suoi legali

Ma è sui farmaci che i medici legali e i tossicologi si sono dati battaglia (per l’accusa Iori ha usato 95 pastiglie di Xanax). Per Marzia Bernini, perito del pm, Antonia Locatelli, medico legale di parte civile (per  gli avvocati Eleonora Pagliari e Marco Severgnini), e Marina Caligara, tossicologo di parte civile, “Claudia non usava Xanax e non era sotto terapia farmacologica”. A queste conclusioni, Bernini è arrivata dalle analisi sui capelli (attraverso il sudore dovuto al sovradosaggio) e sulle urine. “L’analisi sui capelli si fa normalmente perchè la finestra temporale copre diversi mesi. Con l’esame delle urine, la finestra è più ristretta. Copre infatti poche ore”. Bernini ha fatto verbalizzare che “non c’era una terapia in atto, un’assunzione pregressa di Xanax. Quello che abbiamo trovato sia nelle urine che nei capelli e anche negli organi di Claudia e della bambina è per noi riconducile ad una dose massiccia assunta la sera prima”. Sul punto è intervenuto l’avvocato Cesare Gualazzini, che insieme al collega Marco Giusto difende l’imputato. “Si parla di assunzioni terapeutiche”, ha ricordato Gualazzini. “Ma se una persona fa un uso empirico, un’assunzione sporadica per curare una crisi del momento, in questo caso si sarebbero potute trovare tracce di Xanax?”. Per i periti dell’accusa “non si sarebbe visto dai capelli, a causa della finestra temporale più lunga, ma si sarebbe potuto vedere dalle urine”. Anche in questo caso, però, non è stato trovato nulla. Per Fausto Gigli, tossicologo della difesa, “le assunzioni occasionali di Xanax potrebbero esserci state, ma non si sarebbero potute vedere”. Torniamo al  numero di pastiglie (95) che Iori avrebbe somministrato alle vittime. “Una dose massiccia”, ha detto Verzelletti, “tanto che ci saremmo aspettati di trovare residui di compresse“. “Il non averli rilevati”, ha spiegato l’esperto del pm, “mi ha lasciato perplesso”.

Il pm Celentano (a destra) con il luogotenente Pissavini

Il medico se l’è spiegato in due modi: “che le pastiglie siano state triturate”, oppure che “il principio attivo sia stato assunto in forma liquida”, ossia Xanax in gocce, che tra gli eccipienti contiene pompelmo. Circostanza, questa, rilevata anche dal sostituto commissario Gianluca Epicoco durante la sua testimonianza: “Nel frigo di Claudia è stato trovato succo di pompelmo e mirtillo, entrambe bottiglie acquistate al supermercato di Carugate da Iori“. Sulla questione delle pastiglie è intervenuta Lavinia Mastroluca, medico legale della difesa, che ha espresso “perplessità sulle modalità omicidiarie”. “Come sarebbe stato possibile somministrare tutte quelle pastiglie di nascosto, anche perchè hanno un sapore assolutamente sgradevole”. “Nel cibo c’era la salsa di soia che può nascondere il sapore”, ha risposto Antonia Locatelli, medico di parte civile.

IL VALIUM. TRACCE NEL CORPO DI CLAUDIA ASSORBITE LA SERA DEL 20, MA ANCHE RISALENTI A GIORNI PRIMA. L’ORA DELLA MORTE COLLOCATA QUALCHE ORA DOPO LA CENA

La parte civile

Sempre dall’analisi dei capelli, attraverso il sudore, sono state trovate tracce di Valium nel corpo di Claudia. Tracce assorbite la sera del 20 luglio. Altre tracce più datate sono invece state trovate nelle urine. Secondo Bernini, quest’ultima è una quota da ricondurre “ad una, forse due assunzioni nei giorni precedenti il fatto (3-4 giorni prima)”. A questo proposito la madre di Claudia in udienza aveva ricordato un episodio accaduto la sera del 12 luglio, quando Iori era rientrato dal mare e si era fermato a cena a casa della Ornesi. “Claudia poi mi aveva detto che l’insalata di riso che avevo preparato io aveva un sapore amaro e che quella notte aveva dormito profondamente”, aveva raccontato la mamma. Nella casa di via Dogali non è mai stata trovata traccia di confezioni di Valium.Un ultimo dato: nello stomaco di Claudia sono stati trovati chicchi di riso con cui si cucina il sushi. Nel vomito della bambina, invece, pezzetti di prosciutto. Dati che secondo i consulenti collocano l’ora della morte a qualche ora dopo la cena.

LA SENTENZA PRIMA DI NATALE

Potrebbe arrivare prima di Natale la sentenza del processo. Oggi il presidente della corte d’assise Pio Massa (a latere il giudice Pierpaolo Beluzzi e i giudici popolari) ha fissato un’udienza il 20 dicembre per le conclusioni di accusa e parte civile, e il 21 per la difesa. Iori, che fino ad oggi ha parlato solo tre volte, attraverso i suoi legali ha chiesto di poter rilasciare dichiarazioni spontanee di una o due ore. Potrebbe essere sentito il 14 dicembre, ma lo si saprà con certezza solo nell’udienza di mercoledì prossimo, quando parleranno i periti genetici. La corte dovrà anche sciogliere la riserva sull’istanza della difesa di sentire il barista e la sorella, figure tirate in ballo da Magda, fidanzata “storica” di Iori, per quanto riguarda l’esistenza di un presunto fidanzato tossicodipendente di Claudia. “Una simpatia ai tempi del liceo”, secondo la madre della Ornesi.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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