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L'80% dei minori stranieri soli è in affido a famiglie migranti Una specificità cremonese che piace al Ministero

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Sopra, Natale Forlani con alcuni minori stranieri alla coop. Nazareth

Sono trentacinque i minori stranieri non accompagnati a carico del Comune di Cremona nel periodo gennaio-novembre 2012. Sono ragazzi sotto i diciotto anni che non hanno cittadinanza italiana o di altri Stati dell’Unione Europea e che si trovano nel territorio dello Stato privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano. E’ un fenomeno per il quale Cremona è conosciuta in Regione e in Italia. E’ la prima provincia in regione nella classifica stilata all’interno del dossier di Caritas Migrantes per presenza di minori stranieri sul totale della popolazione (30,7%).
Non è un caso allora che il Direttore Generale dell’Ufficio Immigrazione del Ministero per le Politiche Sociali, Natale Forlani, sia stato a Cremona pochi giorni fa per visitare i luoghi più significativi del welfare rivolto agli stranieri, minori e adulti (con, capofila, la realtà della Caritas che accoglie cento profughi scappati dalla Libia). E non è un caso che Cremona nel 2013 abbia ottenuto di nuovo i finanziamenti dello Sprar, Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
Ma chi sono i minori non accompagnati presenti a Cremona? E come vengono accolti? Undici dei 35 provengono dall’Egitto (il 31,43%). Una tendenza in crescita dagli accadimenti della primavera araba, ma costante per via della massiccia presenza della comunità egiziana soprattutto a Milano. 8 sono albanesi, 8 del Ghana, 3 del Kosovo e 2 del Marocco. Poi, c’è un ragazzo del pakistan, uno del Bangladesh e uno della Libia. Quelli che provengono dal Nord Africa arrivano via mare, dopo viaggi allucinanti. Dal Marocco, invece, giungono in Italia via terra, passando da Gibilterra e dalla Francia. Rispetto al 2011, quando c’è stata l’ondata degli sbarchi a Lampedusa, il fenomeno dei minori stranieri ha subito un leggero calo, ma resta comunque un importante ‘pezzetto’ dei percorsi sociali e di integrazione sul territorio. Soprattutto per le modalità. Dal 2008, infatti, a Cremona viene promosso l’affido (per l’80% dei 35), piuttosto che l’inserimento in comunità (20%). E a prendersi carico di questi minori stranieri non accompagnati sono nuclei familiari stranieri. Una decina tra famiglie e singoli (giovani stranieri 20-30enni), provenienti da Tunisia, Senegal, Marocco, Egitto e Albania, stabilmente residenti a Cremona, si sono resi disponibili per accogliere uno o più ragazzi soli. La formula è detta ‘affido potenziato’: i minori alla mattina studiano o lavorano tramite tirocini o borse lavoro, al pomeriggio frequentano una centro diurno con attività strutturate di sport, di doposcuola, di integrazione e alla sera rientrano nelle famiglie affidatarie. Una particolare attenzione all’intercultura: la famiglia che ospita non è tendenzialmente della stessa nazionalità del ragazzo in carico (affido interculturale). Così, una famiglia del Senegal ha in casa due egiziani, mentre un 40enne marocchino si è reso disponibile per ospitare due ragazzi dell’Egitto e uno del Bangladesh.
Oltre all’affido, poi, c’è la soluzione della “residenzialità leggera”, ossia un condominio solidale (a Cremona è in via G.B. Trotti) in cui c’è un ragazzo neomaggiorenne (capo-casa) che vive con ragazzi minori, ovviamente seguiti da educatori e Servizi. Il sistema di accoglienza e accompagnamento all’autonomia è realizzato da Comune di Cremona, Cooperativa Nazareth e Caritas Cremonese.

NUMERI E PROVENIENZE

NAZIONE DI PROVENIENZA N. MSNA %
EGITTO 11 31,43%
ALBANIA 8 22,86%
GHANA 8 22,86%
KOSOVO 3 8,57%
MAROCCO 2 5,71%
PAKISTAN 1 2,86%
BANGLADESH 1 2,86%
LIBIA 1 2,86%
35

TIPOLOGIA DI COLLOCAMENTO

TIPOLOGIA COLLOCAMENTO N. MSNA %
AFFIDO FAMILIARE E RESIDENZIALITA’ LEGGERA 28 80,00%
COMUNITA’ PER MINORI 7 20,00%
35

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