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Corsi chiusi, Fiab: 'Le misure antismog non penalizzano i negozi'

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Continua a far discutere la decisione della Giunta di chiudere i corsi alle auto nel weekend. I commercianti avevano bollato l’iniziativa come ‘una misura improvvisata e crea solo confusione nelle persone’, la Lega aveva detto ‘Il Comune fa di tutto per penalizzare il commercio’, ora interviene la Fiab cremonese (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), invitando i commercianti al dialogo. La nuova uscita in un giorno di sforamento dei limiti per la concentrazione delle polveri sottili nell’aria: la media delle centraline (riferita alle 24 ore precedenti) è, infatti, di 51 microgrammi al metro cubo. “Cremona, come tutte le città della pianura, soffoca nello smog, e di smog ci si ammala e si muore – scrive Piercarlo Bertolotti, presidente Fiab – E’ dunque da questa consapevolezza che si deve partire, perché ci riguarda tutti, indistintamente, e non possiamo più far finta che il problema non esista. Allo stesso tempo però, anche il commercio non gode di buona salute, ma sappiamo anche che la capacità e lungimiranza imprenditoriale è quella che, nella storia, ha sempre saputo ribaltare a proprio favore una crisi, ed è per questo che siamo profondamente convinti che proprio lo smog possa essere un’occasione per ripensare al rapporto coi propri clienti e trasformare un problema in un’opportunità. Molti commercianti l’hanno capito; è ormai infatti ampiamente dimostrato che non è vero che le politiche antitraffico/smog siano sempre e solo penalizzanti per il commercio, come dimostrano gli esempi di tante città europee. Un grande numero di potenziali clienti, da sempre sottovalutato, detesta fare spesa con il cappotto in mano nelle saune dei grandi magazzini o nelle strade trafficate, e che scappano il sabato perché non sopportano più traffico e smog. Al netto di una crisi economica oggettiva, in cui il potere d’acquisto è notevolmente calato, provare a recuperare questi clienti è una sfida determinante. I commercianti sono la linfa vitale dell’economia ed anche della vita sociale dei quartieri. Le loro ragioni sono importanti e vanno ascoltate. Tali ragioni, però, non possono continuare a contrapporsi isolate contro i tentativi di cambiamento, anche se imperfetti”.
“Ai proclami di “Corsi chiusi, si penalizza il commercio” – conclude il presidente Fiab – sarebbe facile contrapporre un più convincente “lo Smog danneggia la salute di tutti”, ma con la contrapposizione non si va molto lontano. C’è bisogno di collaborazione e di volontà per conciliare la tutela della salute con quella degli affari. Vogliamo provarci, per il nostro interesse comune e per il nostro interesse di parte?”.

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Commenti
  • stefania

    Ma per favore!!! I negozi sono vuoti anche quando ci si può parcheggiare davanti!! Hanno chiuso la metà dei negozi, anche dopo che hanno riaperto la Ztl. La ragione non è certo da trovare nelle aree pedonali (ben 200 mt su tutto il centro..)

  • Zampirone

    In effetti… non sembra essere la chiusura al traffico a determinare il volume di vendite. Forse più la capacità dei commercianti di mettersi in gioco e riuscire a fare proposte sempre interessanti e nuove. Finita l’università e alle prese con la necessità di trovare un lavoro, un esercente di quelli che adesso si lamentano (del quale non trovo opportuno fare il nome) mi disse proprio così: devi imparare a metterti in gioco, dare valore aggiunto alle tue idee, dalle quali dipenderanno i tuoi prodotti. Ecco, adesso potrei rispondere altrettanto alle sue lamentele…

  • Paolo Mantovani

    Penso che la maggior parte dei commercianti (forse tutti) sia conscia dei problemi che causa l’inquinamento. Non dimentichiamo che anche noi lavoriamo, viviamo in città e respiriamo la stessa aria.
    Ricercatori qualificati, tecnici del settore, addirittura lo stesso assessore, hanno più volte dichiarato che è del tutto inutile fermare il traffico in città. Anche i valori rilevati dalle centraline, purtroppo, confermano la cosa.
    Quello che tutti hanno visto (esiste anche uno studio del Politecnico del 2001), è che il grosso degli inquinanti deriva dai riscaldamenti, dall’agricoltura e dall’industria.
    Ricordo di aver letto che un impianto di riscaldamento a gasolio (ne esistono molti in città), inquina come qualche centinaio di camion!!!
    Pensate che risultato otterremmo dalla conversione di due o tre di questi impianti.
    La domanda che mi sorge spontanea è: Perché non si lavora in questa direzione? Perché si continua a sostenere una posizione e poi si agisce all’opposto? Forse perché con una giornata di chiusura al traffico, ogni tanto, ci si lava le mani e la coscienza?
    E’ poi inutile continuare a prendere a esempio le “città europee”, quando di queste si guarda SOLO la parte che fa comodo. Si vedono le ZTL, ma NON i parcheggi sotto al centro, NON il trasporto pubblico efficiente.
    Che si lavori in TUTTE queste direzioni, vedrete che i commercianti saranno i primi a essere contenti.
    La PARZIALE chiusura dei corsi è stata contestata perché inutile ai fini dell’inquinamento, ma utile solo a creare maggior traffico e confusione.
    Di tutto questa vicenda le persone vedono solo la “parte finale”, quando si trasforma in polemica e finisce sui giornali. Non possono vedere quello che succede prima. Il confronto con gli amministratori, gli incontri per cercare di risolvere la situazione. Il dialogo che SEMPRE cerchiamo. Purtroppo, per dialogare, bisogna avere degli interlocutori in grado di capire.

    • Balordo

      Lo studio del politecnico presenta parecchi “vizi di forma”, come segnalato da una nutrita schiera di associazioni cittadine e dalla stampa

      • Paolo Mantovani

        Può essere! Però, non essendo un tecnico, tendo ad ascoltare i ricercatori del Politecnico piuttosto che le associazioni e la stampa.
        Ma non è l’unico studio che sostiene quella tesi, è l’unico fatto su Cremona.

        C’è anche un’interessante intervista all’ing. De Vita, persona molto competente nel settore.

        http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html

        Alla fine però non vorrei essere frainteso anche su questo. Non intendo sostenere che il traffico veicolare emetta ossigeno puro! Semplicemente è una percentuale molto piccola del problema, e col passare degli anni incide sempre meno.