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Il messaggio del Vescovo per Natale: 'Non siamo soli'

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foto Francesco Sessa

Carissimi,

ci apprestiamo nuovamente a celebrare un Natale segnato dalla crisi. In questo tempo di gioia non possiamo ignorare le tante famiglie che vivono nell’angoscia per la mancanza di lavoro o la scarsità di risorse. Sono sempre di più le persone che bussano alla Caritas chiedendo un aiuto, anche solo un giocattolo per i loro figli: non si tratta più esclusivamente di immigrati, ma anche di italiani e, non ultimi, anziani che faticano ad arrivare alla fine del mese con la loro modesta pensione. Tutto ciò ci induce a celebrare le prossime festività nella sobrietà e nella solidarietà: il dono immeritato del Dio fatto uomo ci spinge, senza tentennamenti, a condividere le nostre risorse con chi è privo del necessario.

Ciò che spaventa, però, non è solo la drammatica congiuntura economica, ma anche la crisi che investe l’identità dell’uomo. Sono diversi i fattori che dicono il disorientamento morale e spirituale: la diffusione crescente di pratiche esoteriche legate anche a credenze su un’imminente fine del mondo, un razionalismo arrabbiato che vede soltanto nella scienza e nella tecnica la risoluzione di ogni problema, lo svilimento della dignità e della singolarità della persona spesso equiparata agli animali, un individualismo esasperato che nega ogni apertura al trascendente. L’uomo si sente solo e, quindi, si affida a forze oscure, al mito del progresso o a quello della natura, alle proprie forze.

Fortunatamente il giorno di Natale risuonerà ancora una volta, potente e consolante, il prologo di Giovanni: «In principio era il Verbotutto è stato fatto per mezzo di lui». Esso ci dice che quanto è stato creato ha un senso, che dietro a tutto cè una Ragione e, soprattutto, che luomo non è solo a condividere la dura avventura della vita. Egli è stato pensato, voluto, amato.

Allora la Creazione e la vita, nonostante tante imperfezioni, rimangono buone, perché all’origine sta l’amore creatore di Dio: «Per questo – ha affermato il Papa in una recente omelia – il mondo può essere salvato». Dobbiamo solo fidarci di Dio che ci ama così tanto da essersi fatto uomo, per condividere con noi la vita in tutto e per tutto!

La sventura più grande è quella di intendere l’esistenza senza un fine, di vivere senza una compagnia – divina e umana – che sostiene, corregge, consola, e di soffermare lo sguardo unicamente su ciò che è materiale.

La carezza del Dio bambino raggiunga tutte le persone di buona volontà e in particolare chi ha il cuore gonfio di tristezza e preoccupazione. In questi ultimi decenni abbiamo superato tante difficoltà, supereremo anche questa crisi di senso. Insieme. Tornando alle radici del nostro credere. Aprendo il cuore agli orizzonti infiniti di Dio. Auguri a tutti e a ciascuno.

+ Dante, vescovo

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Commenti
  • Alexandros

    Eccellenza,
    accetto le Sue parole con filiale rispetto, Ma, leggendo accanto al Suo intervento il commento di Pirondini, che trasuda odio, mi viene da pensare al fatto che le Sue parole possono fare la fine, come narra la parabola, dei semi che cadono tra i sassi o fra le spine:
    Buon Natale !!

  • Guaranì

    Caro vescovo è vero “non siamo soli”, siamo mal accompagnati.