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A giugno il nuovo trasporto pubblico Servizio a chiamata, mezzi corti e ecologici, nuove vie servite

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Riorganizzazione del trasporto pubblico locale. I contenuti del piano non sono definitivi, ma qualcosa in più è emerso in commissione Politiche Ambientali e Mobilità. La gara bandita da Provincia di Cremona e Comune per la gestione del trasporto pubblico in città, a Crema e provincia è stata vinta da una Ati (Associazione temporanea di imprese) costituita da KM, Autoguidovie, Line, Autoguidovie, Star e Miobus. In attesa che la Provincia provveda all’aggiudicazione definitiva e con la possibilità di alcuni aggiustamenti, ecco le principali novità che riguarderanno la città di Cremona, ossia un milione e 380mila di parco chilometri.
Ci saranno linee express di penetrazione diretta al centro con ‘passaggi a frequenza’ (15′,30′,60′) dalle località esterne di Boschetto, San Bernardo, Cavatigozzi e Bonemerse, potenziando dunque i servizi radiali dai quartieri periferici al centro senza dover cambiare autobus in stazione. Un’attenzione particolare sarà riservata al collegamento con l’ex Soldi. Saranno soppresse le attuali ‘navette’ e verrano sostituite con linee di distribuzione interna a prenotazione: il servizio a chiamata, già sperimentato a Cremona negli anni passati con scarso successo e in vigore a Crema con buoni risultati. Consiste nella possibilità di prenotare il bus telefonicamente per un determinato spostamento da una fermata ad un’altra, pagato attraverso il biglietto ordinario oppure l’abbonamento.
Il nodo primario di interscambio sarà spostato in piazza Roma. Qui i cittadini cambieranno il bus e saranno in grado di individuare l’offerta più adeguata per il trasporto pubblico. Altri nodi principali: stazione, ospedale e piazza Risorgimento. Verranno ottimizzate le fermate, sopprimendo quelle a minor carico, e il transito nel centro storico sarà limitato a poche tratte e sostenuto da sistemi di garanzia di qualità e sicurezza (sistemi luminosi e acustici, arredo urbano). Verranno utilizzati autobus di ridotte dimensioni (6-8 metri e meno di 6 metri) a metano o elettrici per il transito nel cuore della città. L’intenzione della Ati è quella di acquistare in otto anni 44 nuovi mezzi, ringiovanendo il parco mezzi attualmente a disposizione in città e provincia. Per quanto riguarda le dimensioni degli autobus è allo studio un sistema per cui nelle ore di punta circolerebbero mezzi più grandi e capienti, nelle altre bus ridotti.
Altro punto: l’estensione del servizio di trasporto pubblico ad aree attualmente non servite come corso XX Settembre, via Platina e via Santa Maria in Betlem. Servizio anche dai parcheggi scambiatori (Massarotti, Marconi, Croce Rossa, S. Maria in Betlem, Villa Glori) e sistemi di infomobilità ‘a bordo’ e ‘a terra’. Ossia tecnologie per rintracciare la flotta autobus durante il servizio e per gestire eventuali criticità con possibilità di istallazione di telecamere. In arrivo, nei piani, anche tre-quattro nuove pensiline da affiancare ad altre che il Comune valuterà se comprare per proteggere tutte le fermate principali.
La gestione del servizio alla Ati è affidata per 8 anni (36 mesi) e prevede un corrispettivo annuale pari a 14milioni 563 mila euro (in otto anni 116milioni e 500mila euro), di cui 2milioni 427mila euro annui per l’ambito urbano di Cremona. Queste cifre in una situazione di continui tagli dei finanziamenti dalla Regione e per un servizio che ha un costo per Cremona sui 4milioni e mezzo.
L’entrata in vigore del nuovo piano del trasporto pubblico è previsto per il mese di giugno, al momento del cambio di orario nella modalità estiva.

“Investiremo nella comunicazione – ha detto l’assessore Francesco Zanibelli – Per informare l’utenza sulle reti disponibili, faremo anche incontri nei quartieri. Il nuovo piano dei trasporti sarà in stretta correlazione con il nuovo piano della mobilità che stiamo elaborando e che deve tener conto della revisione della Ztl e del rapporto tra Comune e Saba (gestore del parcheggio di piazza Marconi al quale il Comune deve trasferire una certa somma – anche in posti auto – in seguito alla riduzione del parcheggio rispetto al progetto iniziale, ndr)”. Contatti in corso tra Comune e Castelvetro per un coinvolgimento nella rete, “anche se sarà difficile uno sviluppo in quel senso per costi e perché siamo in due regioni diverse”, ha dichiarato l’assessore.

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