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'Mazzata' Tares, Confcommercio scrive ai sindaci

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Grido d’allarme di Confommercio: l’associazione ha inviato nelle scorse ore una lettera a tutti i sindaci della provincia per ‘denunciare’ l’impatto devastante della nuova tariffa rifiuti (la Tares, introdotta con la legge stabilità) e chiedere che non vengano applicate le aliquote massime. “Confcommercio Nazionale – si legge nel documento – ha elaborato uno studio dal quale è emerso chiaramente come tutte le categorie economiche del settore terziario siano interessate da un generale aumento del prezzo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani”, con un incremento medio nazionale del 290% e punte fino a quasi il 700%.

“Il passaggio a questo nuovo tributo – afferma Confoccmercio – comporterà per le imprese un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti perché saranno calcolate sulla base dei parametri contenuti nel DPR 158/1999, i cui coefficienti potenziali di produzione, forniti per calcolare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già marcatamente evidenziato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche. Incrementi che, rispetto al passaggio tariffario Tarsu/Tia, saranno ancor più marcati visto che a questi andrà aggiunta la quota servizi introdotta dal nuovo tributo”.

In base alle simulazioni contenute nello studio – aggiunge l’organizzazione – pescherie, negozi di fiori o pizzerie al taglio con un locale di 100 mq andranno a pagare 3.038,40 euro a fronte dei 401,35 dovuti nel 2012; discoteche e night club di 200 mq passeranno da 558,90 a 4.433,91 euro. Il nuovo tributo comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota ‘servizi’ per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade”.

L’IMPATTO DELLA TAFIFFA IN LOMBARDIA
SECONDO I CALCOLI DI CONFCOMMERCIO

*Elaborazioni effettuate incrociando i dati relativi ai capoluoghi di provincia

 

LA LETTERA COMPLETA INVIATA DA CONFCOMMERCIO
AI SINDACI DELLA PROVINCIA DI CREMONA

Egregio Signor Sindaco,

Come ben saprà, a decorrere dal 1° gennaio 2013, la legge di stabilità ha introdotto,  in tutti i Comuni, l’applicazione del nuovo tributo sui rifiuti e servizi (Tares) che sopprimerà e sostituirà le precedenti tipologie di prelievo (Tarsu, Tia1 e Tia2).

Il passaggio a questo nuovo tributo comporterà per le imprese un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti perché saranno calcolate sulla base dei parametri contenuti nel DPR 158/1999, i cui coefficienti potenziali di produzione, forniti per calcolare la parte variabile della tariffa da attribuire alle categorie di utenza non domestica, hanno già marcatamente evidenziato il loro totale scollamento dalla reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche. Incrementi che, rispetto al passaggio tariffario Tarsu/Tia, saranno ancor più marcati visto che a questi andrà aggiunta la quota servizi introdotta dal nuovo tributo.

Consapevoli delle forti criticità che andranno a pesare sul tessuto imprenditoriale in una situazione economica e finanziaria peraltro di grave crisi; dei limiti di un tributo incapace di rappresentare al meglio la reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche e di rispondere, pertanto, ai principi comunitari, primo fra tutti quello del “chi inquina paga”, Confcommercio Nazionale ha elaborato uno studio dal quale è emerso chiaramente come tutte le categorie economiche del settore terziario siano interessate da un generale aumento del prezzo del servizio per la gestione dei rifiuti urbani  (registrando un incremento medio nazionale del 290 %) e come questo aumento impatti in maniera addirittura esagerata su alcune specifiche categorie come quella della ristorazione, dell’ortofrutta e delle discoteche, dove si prevedono incrementi superiori al 400 %.

In base alle simulazioni contenute nello studio, pescherie, negozi di fiori o pizzerie al taglio con un locale di 100 mq andranno a pagare 3.038,40 euro a fronte dei 401,35 dovuti nel 2012; discoteche e night club di 200 mq passeranno da 558,90 a 4.433,91 euro. Il nuovo tributo comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota ‘servizi’ per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade.

E’ per questo motivo che richiamiamo la massima attenzione della Sua Amministrazione sulla grave situazione che si andrà a determinare e che metterà a rischio la sopravvivenza delle imprese. In particolare, si intende porre l’accento sulla predisposizione dei regolamenti comunali  per la determinazione dei coefficienti e delle agevolazioni affinché si tengano in debito conto le specifiche caratteristiche delle attività e categorie rappresentate, che potrebbero subire maggiorazioni ingiustificate del costo del servizio per la raccolta e gestione dei rifiuti urbani.

A tale proposito ci rendiamo disponibili a partecipare e collaborare al processo di formazione o revisione dei regolamenti per l’applicazione del nuovo tributo.

Auspicando fortemente che la suddetta segnalazione sia tenuta nella dovuta considerazione da parte di questa spettabile Amministrazione Comunale, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

IL PRESIDENTE
Claudio Pugnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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