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Via alla rassegna 'Tempo di Burattini' al Monteverdi

burattini

Si intitola “E’ Tempo di Burattini” la rassegna di tre spettacoli che prenderà il via il prossimo 19 gennaio a Cremona, organizzata dal Centro Teatrale Corniani di Mantova in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Educative e della Famiglia del Comune di Cremona. Il ciclo di spettacoli, rivolti ai più piccoli, sarà ospitato al teatro Monteverdi di via Dante 147, per tre sabati tra gennaio e febbraio e con inizio alle ore 17.

“E’ un’occasione da non perdere per le famiglie – dichiara l’Assessore Jane Alquati –  per trascorrere insieme il sabato pomeriggio, con un’offerta teatrale di qualità che diventa strumento ludico capace di trasmettere tutta la magia del racconto e delle origini delle nostre tradizioni. Grazie all’esperienza e alla collaborazione del Centro Teatrale Corniani sono lieta di poter ospitare la rassegna “E’ Tempo di Burattini” presso il Teatro Monteverdi sempre più vissuto dal mondo della scuola e dell’associazionismo locale, che per l’occasione diventa luogo di incontro e di intrattenimento per i più piccoli”.

I titoli in cartellone sono stati scelti da Maurizio Corniani, titolare del Centro Corniani e direttore artistico della rassegna, nonché diretto protagonista di due dei tre spettacoli. Si partirà sabato 19 gennaio con “I tre porcellini”, proposto proprio da Corniani. Questa produzione, scritta e interpretata da Maurizio Corniani, utilizza tre tipi di linguaggi: verbale, visivo, musicale. Il bambino si identifica nei vari personaggi della fiaba acquistando maggiore sicurezza nell’affrontare e superare le difficoltà del quotidiano, trovando da solo soluzioni non più subordinate ai dettami degli adulti. E’ sicuramente una delle fiabe più raccontate e conosciute da tutti che nella interpretazione di Maurizio Corniani evidenzierà in modo particolare i comportamenti differenti dei tre porcellini: Timmi è la raffigurazione del bambino nei primi anni d’infanzia alla scoperta del mondo che lo circonda con tutte le ansie e le paure per ciò che non conosce; Tommy è nella fase adolescenziale e perciò deride e si prende gioco del fratello più piccolo, oltre ad affrontare il quotidiano come una continua sfida; Gimmi è il fratello più adulto che tiene le fila della situazione e calcola ogni suo movimento in funzione della sicurezza e della tutela dei due fratelli minori. Il lupo è il cattivo di turno che cercherà di aggirare gli ostacoli che si porranno tra lui e la sua infinita fame di porcellini. Purtroppo rimarrà a bocca asciutta perché, come tutti sanno, i porcellini vivranno felici e contenti nel meraviglioso bosco in quel paese lontano lontano che nessuno ha mai trovato. Musiche e canzoni originali accompagneranno i bambini coinvolgendoli direttamente nella storia.

La seconda data in calendario sarà il 2 febbraio, sempre con il Centro teatrale Corniani che porterà in scena “Fagiolino nel bosco incantato”. Lo spettacolo è un omaggio del figlio Maurizio al grande Maestro Augusto Corniani burattinaio mantovano, a testimonianza del grande valore artistico lasciato in oltre sessant’anni di lavoro ininterrotto. Maurizio Corniani, erede della storica compagnia della Famiglia Corniani, con l’intento di continuare il percorso nella ricerca e conservazione della tradizione burattinesca, prendendo spunto da un vecchio copione al quale era emotivamente legato, ha dato vita e allestito questo spettacolo che si rifà per stile e modi al fare i burattini di un tempo. Egli, facendo leva sull’esperienza maturata in oltre venti anni ha curato questa produzione nella regia e nell’allestimento scenografico coadiuvato da Elisa Gemelli, che da oltre un decennio lavora nel campo delle arti figurative. Il risultato è un’ora di teatro di burattini che sorprende e incanta, scandito da oggetti che compaiono e scompaiono, cambi repentini di colori e burattini che agiscono continuamente con la scenografia realizzata su livelli differenti, raccontati con le voci ricercate dei personaggi della tradizione e dai burattini originali di Augusto Corniani. Fagiolino alle prese con la sua eterna fame si trova casualmente in un bosco dove, di nascosto, ascolta il dialogo tra due personaggi magici. Questi soggetti raccontano di un incantamento avvenuto ai danni di un principe, figlio del Re di Persia, divenuto muto per non aver accettato di sposare la Strega. Un pentolino contenente acqua magica che si trova proprio in quel luogo salverà il Principe dall’incantamento grazie a Fagiolino che, per questo, sarà premiato con la garanzia di poter mangiare abbondantemente e per sempre. Sandrone, spacciatosi medico veterinario, non riuscendo nell’intento di guarire il Principe con i medicamenti alquanto improbabili a sua disposizione, verrà condannato a sposare la Strega. I cattivi, come sempre, saranno bastonati dal prode Fagiolino.

L’ultimo spettacolo sarà proposto dalla compagnia “Gino Balestrino” il 16 febbraio e avrà come titolo “Hansel e Gretel”, un classico dei fratelli Grimm, adatto ad una fascia di età dai 5 agli 11 anni. Abbandonati nel folto del bosco da un padre pavido e da una perfida matrigna, fratellino e sorellina devono ricorrere a tutte le loro risorse per sfuggire alle trame di una terribile sorte! La perigliosa avventura di due bambini in un mondo adulto dominato da potenti passioni, fra paura e salvezza, in una delle fiabe più famose e più amate. Nei diversi piani di lettura che la storia propone si trovano motivi diversi, ora più in superficie, ora più nel profondo, ma principalmente la vicenda tratta il tema della paura dell’abbandono e della necessità di una sua elaborazione in un percorso di crescita: lo stesso “folto del bosco” è, sin dai tempi più antichi, il simbolo dell’oscuro e del nascosto dove è ineluttabile, prima o poi, penetrare. Forse nessun bambino nella nostra società viene abbandonato deliberatamente, ma è certo possibile che il bambino tale paura la provi: una madre non più benigna dispensatrice di ogni cosa desiderata può tramutarsi in una “matrigna” che nega al bambino l’appagamento dei suoi istinti e che in definitiva, lo allontana da sé. Un padre debole che non sa resistere alle pressioni dell’ambiente perde la valenza di figura protettrice ed allora è veramente possibile temere, anche se ad un livello non del tutto cosciente, di essere abbandonati.

Del resto la fiaba comunica con chiarezza che le vicende narrate non hanno a che fare con persone e luoghi reali, il linguaggio è quello dei simboli e non della realtà di tutti i giorni: anche questo concorre a mantenere la necessaria distanza per una elaborazione positiva delle emozioni suscitate. Nell’ allestimento teatrale la scelta del ricorso ad una tecnica mista, ovvero una narrazione con figure animate a vista, intende mostrare apertamente l’artifizio teatrale e favorire una visione da parte dei piccoli spettatori in un quadro di pacifica consapevolezza che quanto avviene sulla scena è solo rappresentazione. La regia è di Maurizio Corniani e Maria Carla Garbarino. Le scene e i pupazzi di Natale Panaro, luci di Pierpaolo Bassi, le musiche originali sono di Paolo Repetto.

Biglietto unico di ingresso: 4 euro.

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