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Ecatombe di negozi, tocca agli ottici Ha chiuso Maretti e Capra, a fine mese smette Faliva

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foto Sessa

Continua l’ecatombe di negozi in città. Con la fine dell’anno le saracinesche si sono abbassate in pieno corso Campi per un negozio storico di ottica nella città di Cremona: Maretti e Capra. Dal 31 dicembre gli scaffali della vetrina sono vuoti e le saracinesche sono abbassate. Ma il settore dell’ottica a fine mese vedrà venire meno un altro punto storico di Cremona: il negozio di Faliva, cine-ottica di piazza Stradivari. Sessant’anni di attività, un marchio ormai immedesimato con la città anche per la straordinaria attività di fotografo di Angelo e dei figli Giuseppe e Roberto. Qualche settimana di svendita totale e poi, anche per Faliva, con gennaio serrande chiuse. E’ un altro negozio sotto quei portici che chiuderà i battenti, proprio mentre Comune, Aem e Camera di Commercio hanno deciso di riqualificarli. Più in là e in altri settori, anche in via Aselli attività chiuse da tempo con catenacci all’ingresso e il cartello ‘vendesi’ o ‘affittasi’ esposto alla vetrina del “Mini Bar”. Ennesimi esempi delle difficoltà che colpiscono duro i commercianti cremonesi e, sempre più spesso, li costringono a terminare la loro attività anche dopo anni e anni di presenza.

Foto Francesco Sessa


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Commenti
  • di che ci stupiamo? finchè non si esce dall’eurozona lo stato non potrà più spendere a deficit per la ripresa!!! italiani svegliatevi porca puttana!!!

    http://paolobarnard.info/docs/programma_memmt_orig.pdf

  • Anarchiste

    Beh, in fondo per quanto riguarda Faliva, direi che, visto che i figli hanno preso una strada indipendente, c’era da aspettarselo, alla fine chiude per godersi un po’ di sano e meritato riposo.
    E con il clima economico attuale in Italia solo un pazzo (o la mafia cinese) aprirebbe un negozio al giorno d’oggi….

  • Ma devo ancora sentire un qualsivoglia politico o dirigente pubblico occuparsi ( non pretendo “preoccuparsi”..)di questa inesorabile realtà. Ma immagino che quando gli mancheranno i soldi delle nostre tasse , a cominciare dalla Tares, forse gli verrà qualche sospetto..Magari anche quando i dipendenti ormai senza lavoro dei negozianti cancellati sfileranno per le strade… ah già dimenticavo, non sono metalmeccanici e la Fiom per loro qui non c’è…

    • Anarchiste

      Beh, la Fiom ultimamente sta inanellando una bella serie di cazzate anche lei….

      • giulia

        Dopo tanti disoccupati nelle industrie,che non avendo soldi da spendere tagliano sul superfluo e anche oltre,e’ scontato che poi tocchi ai negozi!!!!Forse i dipendenti dei negozi dovevano sfilare prima per le strade,insieme ai lavoratori che manifestavano per il loro posto di lavoro,non guardarci dalle vetrine come se noi fossimo dei matti che scioperavano per chi sa che!Poi i negozianti non hanno la Confcommercio?Cosa c’entra la F.I.O.M?

    • up&down

      i negozi chiudono? mi dispiace, ma fino ad un certo punto. si parla tanto di crisi economica e poi parrebbe che i negozianti al dettaglio debbano esserne immuni. ovvero i compratori hanno qualche piccolo problema ad avere un reddito o quanto meno a mantenerlo ma dovrebbero continuare a spenderlo senza criterio per fare vivere il numero anomalo di esercizi commerciali in città? si è perseguito il modello economico di “niente produzione industriale, solo reddito da commercio” ed i risultati si vedono, in particolare nei tempi di vacche magre o molto magre. la tipologia di terziario perseguita in città (non certo avanzato ma vicino all’arretrato) genera un reddito autoreferenziale, ovvero se non entra denaro “fresco” da fuori città o da attività quali pmi o industria alla prima crisi economica seria il flusso del denaro si ferma. lasciamo poi stare il discorso fiom: se la ricetta delle associazioni è dare la colpa al senso unico di via dante o alla pseudo ztl (ormai fra poco in funzione solo dalle h23.59 alle h00.01) avranno qualche serio problema ad uscirne “vivi”. quasi quasi diventi malthusiano: una sana scossa all’albero del commercio e chi ha le forze vivrà… tanto una città che ha scelto di vivere di commercio al dettaglio è già povera di suo.

  • Albachiara

    I negozi del centro fanno notizia ma ci sono anche chiusure fatte in sordina di cui solo i più attenti si accorgono……la classe media é morta per troppo “rigore” ed “equità”….se non sarà risuscitata chissà quante altre chiusure dovremo vedere.