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Stanno cercando di buttare fuori i radicali

Lettera scritta da Valter Vecellio

Come politica suicida davvero non c’è che dire: battono ogni possibile immaginazione.
Per le elezioni alla regione Lazio, il Partito Democratico, nel tentativo di far dimenticare al suo imbufalito elettorato che ancora chiede conto e spiegazione del fatto che i suoi numerosi consiglieri non si siano accorti di quello che combinavano i vari Fiorito, si inventa delle regole pretestuose: nessuno degli uscenti deve essere ricandidato. Che lo facciano a casa loro, lo si può anche capire, anche se poi è perlomeno stravagante che siano recuperati per la guida di municipalità o altro.
Però con il pretestuoso pretesto del rinnovamento il PD vuole imporre la sua “legge” anche agli altri. E quindi, pone come condizione per un alleanza con i radicali che si rinunci a Rocco Berardo e a Giuseppe Rossodivita. Vale a dire ai due consiglieri artefici della campagna che ha fatto venir fuori i magheggi della giunta Polverini, fatto emergere tutto il marcio che sappiamo. Il rinnovamento è questo: far fuori i radicali in modo che sia eliminata quella “diversità” che da tanto fastidio; e così poter tranquillamente continuare nella politica da ladri di Pisa di tutti questi anni.
Andiamo ora alla regione Lombardia. Gli analisti sono concordi: è tra le regioni considerate più in bilico, anche se la coalizione del centrodestra appare in netta rimonta. La distanza dalla coalizione di centrosinistra risulta attorno al 3,5 per cento nel sondaggio Ispo-“Corriere della Sera”. Il voto in Lombardia può avere un riverbero sia al Senato che per la Regione. Tutto quello che il PD sa fare, è far fuori proprio quella forza politica che ha denunciato in solitudine e svelato tutti gli imbrogli consumati all’ombra del Pirellone.
Quello che si fa a livello nazionale poi è sotto gli occhi di tutti. Questo per i “comportamenti”. Per quel che riguarda i programmi, è una gara a chi promette l’abbassamento della pressione fiscale (ma cos’hanno fatto, finora? E perché si dover dare loro credito?); promettono sviluppo dell’economia e politiche per l’occupazione (ma cos’hanno fatto finora? E perché si dovrebbe dare loro credito?).
Tra qualche giorno, a fine gennaio, come tutti gli anni, a Roma e in tutti gli altri distretti giudiziari, si apriranno gli Anni Giudiziari; sarà l’occasione per un bilancio dello stato della Giustizia in Italia. Non è difficile immaginare che sarà una radiografia impietosa.
Ci verrà ricordato che un buon 85 per cento dei reati commessi risulta impunito: non si riesce neppure a individuare il responsabile. Cosicché accade che quel minimo di efficienza nelle galere e nei palazzi di giustizia che c’è, lo si deve al fallimento e all’inefficienza in cui versa l’intero mondo della giustizia: se per artificio accadesse un giorno che tutti i reati, o anche solo la metà, venissero perseguiti, in appena cinque minuti tutte le carceri e i palazzi di giustizia letteralmente esploderebbero.
Ci diranno che i risarcimenti per ingiusta detenzione (e ottenerli è un supplemento di pena), costano circa 46 milioni di euro l’anno; e poi le prescrizioni: sono 165mila circa ogni anno, riguardano anche reati gravi; è un’amnistia quotidiana, silenziosa, di classe che si consuma da anni. Non è solo un’ingiustizia nei confronti del cittadino che si vede negato un diritto – quello alla giustizia – di cui ha diritto; è anche un ulteriore, gravoso, costo sociale: altri 84 milioni di euro l’anno che se ne vanno in fumo.
I Pierluigi Bersani e i Silvio Berlusconi, i Nichi Vendola e gli Antonio Ingoia, i Beppe Grillo e i Pierferdinando Casini, e quanti si preparano alla scalata di Palazzo Chigi e del Quirinale, i compilatori di programmi elettorali e di governo, su questo non dicono nulla, sembra non abbiano nulla da dire. E’ per questo che vogliono espellere e cercano di assassinare i radicali.

Valter Vecellio
direttore del giornale telematico
“Notizie Radicali”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Mario

    Poveri radicali. In Parlamento votano gli obbrobri di Berlusconi e fuori voglio insegnare agli altri a stare al mondo. E’ dal 1976 che vivete da parassiti sulle spalle degli italiani. Prima con Craxi e ora con Berlusca.

    • Lora Daria

      Concordo pienamente E’ ora di finiamola Fuori dai coglioni Pannella e soci che poi si intrufolano negli altri partiti ( vedi Rutelli, Capezzoni ecc ) e votano spesso per i loro tornaconti ( Radio Radicale e Berlusconi ) !! Basta Grillo e avanza per denunciare i brogli di ogni tipo !

      • MARIO

        LEI è SOLO MALE INFORMATA e non merita risposte.!

    • MARIO

      QUESTO non SONO IO

    • MARIO

      questo mario non sono io.

  • MARIO

    By MARIO, 15 gennaio 2013 Premetto che sono figlio di un ragazzo del’99 (grande guerra), cavaliere di Vittorio Veneto, e che negli anni 30 doveva andare per campi per non incontrare fascisti e gentaglia del tipo.

    Mio padre è stato uno dei socialisti convinti e non ha mai concesso nulla sia ai fascisti che ai comunisti più sfegatati.

    Ora è giunto il tempo di rivedere il voto al partito che mi ha trascinato nel voto anche dopo la scomparsa , spesso discutibile del “vecchio PSI”
    ( quello vero).
    Quindi non voterò per il senato.

    Spiace anche perché sono convinto che nel Pd ci siano elementi rigorosi e sinceri ed altrettanto validi.
    Poi si vedrà.
    Magnoli resterà sempre in buona posizione per gli sviluppi politici a Cremona.

  • Il Giò

    Ma si..ma ricordiamoci chi è PANNELLA, uno che fa gli scioperi della fame e sete per I POVERI DETENUTI…POVERINIIIIII….ma che ti venisse veramente un colpo (così come a tutti i politici) che così la finirai di pensare di più ai criminali che hai cittadini onesti.

    • MARIO

      e quelli ancora fuori dove li mettiamo……??

  • Organista

    Pannella sarà un grande e meritevole “padre” di questa sciagurata Repubblica (padre perchè grazie a lui in questo Paese abbiamo dei diritti) ma la sua arroganza e fame di potere è stata suicida per i radicali.
    Mai un cambiamento, mai volti nuovi.
    Il padre padrone ha mangiato tutti, soprattutto i suoi “ragazzi” del partito.
    Ora la sfida sull’amnistia cade in un momento in cui la popolazione ha bisogno di tutto tranne che dell’amnistia.
    Non li stanno cacciando, si sono cacciati.

    • MARIO

      faccia l’organista che è meglio……per tutti…………!!

  • MARIO

    La nomenclatura del Pd non li ha voluti…………!!

    Mancheranno quelli che denunciano le magagne sia a Milano che a Roma…………..??

    I ripescati esultano………ma ancora per poco…!!