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A dieci anni dalla morte, Gaber ricordato al Ponchielli

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A dieci anni dalla sua scomparsa il Teatro Ponchielli vuole ricordare Giorgio Gaber con l’incontro-spettacolo ‘Gaber se fosse Gaber’, prodotto dalla Fondazione Gaber,  scritto ed interpretato dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi, andrà in scena giovedi 17 gennaio (ore 20.30). I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372 022001/02). Posto unico numerato: 10 euro.

Gaber se fosse Gaber è un incontro-spettacolo proposto e prodotto dalla Fondazione Gaber, scritto e interpretato dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi. In 90 minuti, il pubblico assiste allo scorrere di immagini e filmati ai quali si alterna l’analisi affabulatoria, coinvolgente e incalzante di Scanzi. Gaber resta protagonista, emozionando chi lo ha conosciuto e amato, ma soprattutto appassionando quel pubblico giovane che non ha potuto avvicinarlo. Dalla produzione dell’artista, Scanzi sceglie di soffermarsi maggiormente sul Teatro-Canzone, analizzando il percorso artistico di Gaber e Luporini attraverso i brani più famosi.

ANDREA SCANZI

È giornalista e scrittore. A lungo a La Stampa, è ora firma eclettica e di prestigio del Fatto Quotidiano e MicroMega. Ha pubblicato vari libri per Giunti, Mondadori e Feltrinelli. Volto televisivo, soprattutto su La7. Gaber se fosse Gaber è da lui scritto e interpretato.

FONDAZIONE GIORGIO GABER

Nasce nel 2006, proseguendo l’attività svolta dall’omonima Associazione Culturale costituitasi all’indomani della scomparsa dell’artista.
Scopo principale della fondazione è la divulgazione e la valorizzazione della figura e dell’opera dell’artista attraverso: Pubblicazioni editoriali, video e discografiche, Attività didattica, Mostre, Festival, Rassegne, Convegni, Incontri, Spettacoli teatrali

E MERCOLEDI’ A TEATRO GLI ‘ITALIAN HARMONISTS’

Cinque cantanti lirici e un pianoforte pazzo formano gli Italian Harmonists, che saranno protagonisti, mercoledi 16 gennaio ore 15.00, del primo appuntamento al Teatro Ponchielli dedicato al pubblico della “Grande Età”.  Il gruppo, nato all’interno del Coro del Teatro alla Scala di Milano, rievoca il taglio interpretativo dei Comedian Harmonists, ensemble berlinese che negli anni ’30 raggiunse il successo internazionale (biglietti: posto unico numerato € 8,00, in vendita presso la biglietteria del teatro aperta dal lunedi al sabato dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30; tel. 0372 022001/02 ; info@teatroponchielli.it; www.teatroponchielli.it).

Lo spettacolo recupera il repertorio canzonettistico degli anni della “giovinezza” della radio, il mezzo di comunicazione che proprio negli anni Trenta penetrò sempre più nelle case, acquisendo un posto di tutto rispetto nei salotti e portando non solo informazione ma anche musica e canzoni.
Come nel caso dei cantanti dell’EIAR, la neonata emittente radiofonica nostrana, che da Torino irradiava le ugole d’oro di Ernesto Bonino, Alberto Rabagliati, Natalino Otto, il Trio Lescano, Silvana Foresi, così come i vibranti accordi swing delle orchestre di Pippo Barzizza e Cinico Angelini. Anni in cui, nel giro di una sola stagione, canzoni come “Bellezza in bicletta” o “Ma le gambe” erano sulla bocca di tutti. Unica e di strabiliante successo fu anche l’esperienza della formazione vocale creata a Berlino nel ’27 dal cantante ebreo Harry Frommermann, che, ispirato dalle formazioni di voci armonizzate americane, diede vita ai COMEDIAN HARMONISTS. Grazie ai geniali e complessi arrangiamenti vocali, con cui vennero reinterpretate le canzoni del repertorio popolare tedesco, i cinque cantanti con pianista raggiunsero le vette della popolarità, con intense tournée in Germania e in America.. sino a che l’appartenenza razziale di alcuni dei membri non attirò l’attenzione della dittatura.
Con un serio lavoro di recupero filologico del repertorio dei COMEDIAN HARMONISTS e di scrittura e arrangiamento ad hoc per le canzoni italiane, gli ITALIAN HARMONISTS hanno costruito uno spettacolo in cui la buona musica si accompagna a una superba qualità vocale ed esecutiva, con una scaletta che è un gioco di rimbalzi tra Torino (sede dell’EIAR) e Berlino (città dei COMEDIAN HARMONISTS).

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