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La Diocesi esorta al voto? Per me è una buona cosa

Lettera scritta da Roberto Vitali

Sensibilizzare prima e responsabilizzarsi poi. Per il cittadino, un meccanismo democratico, principio che deve sottendere ogni appuntamento elettorale. Ed è buona cosa che su ciò la Chiesa ponga la sua attenzione. Che dalla diocesi arrivi un’esortazione in questo senso. Perchè le elezioni sono un’opportunità che – proprio in un momento di crisi valoriale come quello che stiamo attraversando – ogni cittadino, credente o meno che sia, non deve
lasciarsi sfuggire. Esercitando dunque quel diritto-dovere, il voto, necessario per cambiare un Paese sempre più in crisi. Perché per cambiare – come recita l’invito diramato dall’Ufficio diocesano per la pastorale, di cui condivido ogni sillaba – è necessario partecipare in maniera attiva. Da cittadino consapevole, non fatalista. Ed avendo come faro i valori fondamentali dell’uomo, che stanno alla base della convivenza civile. Sappiamo bene che stiamo vivendo un passaggio temporale in cui l’antipolitica vorrebbe prendere il sopravvento rispetto alla politica – grazie, peraltro, all’assist che le viene fornito dalla generale, e per certi versi comprensibile, sfiducia nei confronti dell’attuale establishment politico. Per questo motivo è necessario recarsi a votare: solo così potremo tendere, ognuno secondo la propra coscienza, alla realizzazione di una vera democrazia. Una democrazia compiuta, che si persegue, si salvaguarda e si esercita solo con la partecipazione.

Roberto Vitali
consigliere comunale Udc
candidato alle Regionali
Movimento Lombardia Civica – Gabriele Albertini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Trottalemme

    Sensibilizzarsi a cosa? E’ meglio che la Chiesa (alias il Vaticano) si occupi delle anime dei suoi fedeli (per altro, ce ne sarebbe bisogno, vista l’umanità cattolica in circolazione…)e lasci la politica al cittadino che è perfettamente in grado di decidere cosa fare.
    E basta con la tiritera del votare come ‘diritto-dovere’… di che?
    Sono 50 anni suonati che mi si ricorda che è un diritto-dovere votare, per esercitare una delle prerogative della democrazia…
    Ma mi facci il piacere!
    “Fatalismo”? E’ più fatalistico votare con una legge elettorale-truffa che non consente ai cittadini di scegliere alcunché… per ritrovarsi gli stessi partiti e gli stessi politici a ‘sgovernare’…
    “Partecipazione”… Partecipare a cosa?
    Sono solo vuoti luoghi comuni che da decenni vengono ripetuti dal politico (o aspirante tale) di turno.
    La definisca pure ‘antipolitica’, ma il diritto al non voto, nella democrazia in cui credo io, deve continuare ad essere garantito. Non stigmatizzato da chichessia, Chiesa compresa.
    Soprattutto per chi, come me, la Chiesa non rappresenta proprio nulla, non è autorità morale.
    I cittadini che scelgono responsabilmente e consapevolmente (con rassegnato dolore, certo!)di non votare hanno il diritto di farlo senza dover subire costantemente il biasimo di chi, come lei, ha evidenti interessi da difendere: quelli di una casta di privilegiati che ha messo in mora in Paese, depredandolo, e che in una vera democrazia repubblicana dovrebbe avere il buon senso di fare una feroce autocritica e risarcire i cittadini del maltolto.
    Altro che andare a votare!
    Ringrazino il (loro) signore che, come accaduto altrove, i cittadini non si organizzino e si facciano giustizia da sé…

  • Matteo

    “L’antipolitica vorrebbe prendere il sopravvento rispetto alla politica – grazie, peraltro, all’assist che le viene fornito dalla generale, e per certi versi comprensibile, sfiducia nei confronti dell’attuale establishment politico.”
    E poi leggo :”consigliere comunale Udc e candidato alle Regionali”. Iniziate a farvi delle domande del tipo: “Come mai c’è pieno di persone che non trova lavoro e noi politici otteniamo doppi, tripli incarichi? Come mai non rispettiamo il referendum che impone l’abolizione dei rimborsi elettorali? Come mai privatizziamo l’acqua quando un referendum si è espresso in modo contrario? Come mai percepiamo un vitalizio dopo 35 mesi, quando la gente muore prima ancora di vedere la pensione?”.
    Potrei riempirle la pagina di queste domande e concludere dicendo che siete voi l’antipolitica! Senza parlare dei mille scandali del vaticano… il protettore delle ingiustizie! Tra i casi più gravi c’è quello dell’istituto Antonio Provolo: “Masturbazioni, sodomizzazioni, rapporti orali forzosi. Tra le mura dell’Istituto religioso per bambini e bambine sordomuti “Antonio Provolo” di Verona, dagli anni Cinquanta fino al 1984 si è consumata una agghiacciante vicenda criminale ai danni di circa 40 giovani ospiti, di cui ancora oggi troppo poco si parla.”. La cosa più grave è la protezione dei criminali ecclesiastici da parte della chiesa! Piuttosto che parlare di partecipazione alle urne, forse è meglio prima pensare ai propri problemi, riuscendo finalmente ad eliminare il “marciume ecclesiastico” che ha fatto perdere credibilità alla chiesa. Per di più, se la vostra idea di famiglia é: candidare fidanzato della figlia, moglie del fratello, etc, allora siete sulla strada giusta dell’antipolitica. Consiglio di partenza verso una nuova polica: iniziate a condividere i discorsi di Don Gallo, magari guadagnerete un po’ più di credibilità.
    Aspetto con curiosità una sua risposta che tocchi TUTTI i temi affrontati!

  • sandra

    La diocesi puo’ sensibilizzare e Vitali puo’ sperare di trarne vantaggio. Ma come candidato nella lista di Albertini ha zero chances. Per fortuna !

  • Sergio

    Attento, dentro la cabina elettorale DIO TI VEDE e STALIN NO !!!

    (chissa’ perche’ mi sembra di aver sentito questa frase un bel po’ di anni fa, vuoi vedere che torna di moda?)

    p.s.
    … e ricordati che i comunisti mangiano i bambini !!!

  • MARIO

    Se ho capito bene, fra le righe, si ammette che la Chiesa possa aver tollerato, in passato, qualche personaggio bizzarro, ma ritenuto il meno male necessario.
    Ma di guai ne ha combinati tanti, troppi.
    Ora crede di capire che quel personaggio oltre che bizzarro NON è utile alla vita civile e religiosa.
    Esiste un altro personaggio venuto alla ribalta di recente che da garanzie superiori, anche se sarà costretto a fare i conti con la realtà politica del paese.
    Ci vuole un poco di coraggio.