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Prostituzione, rapina e violenza, ma la vittima non è credibile

prostituzione

L'avvocato Farina

E’ stata assolta con formula piena la brasiliana Teresinha, 62 anni, a processo per tentata violenza sessuale, rapina e tentato sfruttamento della prostituzione. Ad accusarla, nel marzo del 2007, Gloria, una connazionale, arrivata a Cremona per fare l’estetista. Per il pm Francesco Messina, però, Gloria non è credibile, e ha chiesto ed ottenuto dal collegio, presieduto dal giudice Pio Massa (a latere i giudici Francesco Sora e Andrea Milesi), l’assoluzione per l’imputata. Nel corso delle indagini Gloria aveva raccontato di essere venuta in Italia per fare l’estetista e di aver incontrato per caso in stazione la connazionale che l’aveva ospitata a casa sua. “Lei ha carpito la mia fiducia”, aveva detto agli inquirenti all’epoca dei fatti, “mi ha detto che avrei fatto le unghie alle signore che abitavano nel palazzo, mentre invece voleva farmi fare la prostituta”. “Una sera”, aveva riferito, “voleva farmi andare con un tale Andrea, minacciandomi con un grosso coltello. Ma io sono scappata dall’appartamento”. L’imputata era accusata di rapina, in quanto sotto la minaccia del coltello si sarebbe impossessata della borsa di Gloria, e di tentato sfruttamento della prostituzione per averle impedito per giorni di uscire dall’appartamento. La denuncia in questura contro Teresinha risale al 30 marzo 2007. Anni dopo, però, in sede di processo, Gloria ha detto cose ben diverse. Le contraddizioni, oltre che dallo stesso pm, sono state evidenziate anche dal difensore dell’imputata, l’avvocato Silvia Farina. A processo la stessa Gloria ha escluso di essere stata minacciata per andare con Andrea, aggiustando il tiro e dicendo che le era stato proposto, ma che lei si era rifiutata e che Teresinha si era arrabbiata. “Dichiarazioni cambiate”, ha fatto notare il pm,  “cosa che intacca la credibilità della persona offesa”. E ancora, sulla storia della rapina della borsa, Gloria ha raccontato che con quel coltello l’imputata un giorno le aveva tagliato un lembo dei pantaloni, facendola fuggire da una vicina. “Quando è andata dalla vicina”, ha detto l’avvocato Farina, “ha lasciato la borsa in casa che poi le è stata restituita il giorno dopo, non si tratta di rapina”. “La persona offesa ha affermato cose totalmente inverosimili”, ha detto il legale, che ha anche sottolineato che Gloria da quella casa poteva andarsene quando voleva. Aveva anche un permesso di soggiorno turistico. Oggi Teresinha non abita più a Cremona e fa la badante La motivazione della sentenza di assoluzione sarà depositata entro novanta giorni.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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