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Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Lettera scritta da Sergio Ravelli

Dopo oltre dieci anni di campagna a tutti i livelli condotta dall’associazione radicale “Non c’è Pace Senza Giustizia” e dalla Coalizione di Ong “BanFGM”, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, il 20 dicembre scorso, la storica Risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili (MGF). La sua adozione riflette l’intesa della comunità internazionale nel definire le MGF una violazione dei diritti umani da combattersi con “tutte le misure necessarie, incluse la promulgazione e l’applicazione di leggi che proibiscano le MGF, proteggano donne e bambine da questa forma di violenza, e mettano fine all’impunità di chi le pratica”.
Questa conquista di civiltà è motivo di orgoglio per tutti coloro – attivisti, ong, governi, parlamenti e media – che si sono mobilitati dal 2000 ad oggi per raggiungere questo risultato. Per Emma Bonino, Vice Presidente del Senato e fondatrice di Non c’è Pace senza Giustizia, “la Risoluzione è una tappa fondamentale perché porta la questione sul piano dei diritti della persona in un contesto giuridico internazionale. Ora si tratta di fare in modo che diventi anche un utile strumento di lotta alle MGF e trovi quindi concreta applicazione da parte degli Stati, a partire da quelli dove questo fenomeno è praticato”. Secondo dati dell’Onu, nel 2013 sono 3 milioni le bambine africane che rischiano la mutilazione.
Proprio per assicurare che la Risoluzione non rimanga una mera dichiarazione di principio ma che venga applicata e rispettata ovunque, Non c’è Pace senza Giustizia, con il sostegno del Ministero degli Esteri, ha organizzato a Roma, il 4 e il 5 febbraio, una riunione ad alto livello, ospitata dal Senato della Repubblica per la sessione inaugurale e dalla Farnesina per le conclusioni. Alla conferenza hanno preso parte, oltre a rappresentanti di governo italiani di primo piano come il Ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata ed il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, anche le First Ladies del Burkina Faso e della Guinea, nonché ministri, diplomatici e attiviste provenienti da 18 paesi africani. I lavori sono stati aperti lunedì 4 febbraio, dal Presidente del Senato, Renato Schifani, e dal Presidente del Consiglio, Mario Monti.
L’evento è stata anche l’occasione per celebrare la Risoluzione alla vigilia del 6 febbraio, Giornata Mondiale della Tolleranza Zero contro le MGF, e per discutere come meglio istituire le leggi nazionali e di come promuovere la cooperazione a livello regionale ed internazionale affinché le donne e le bambine di domani siano libere dalla minaccia delle MGF.

Sergio Ravelli
esponente del Partito Radicale Transnazionale

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Commenti
  • MARIO

    Onore e merito in gran parte ai radicali che da tanto tempo hanno sollevato il problema a tutti i livelli possibili.
    E brava, come sempre, Bonino….!

    • LUCA

      Unica nota stonata: Mario Monti.

      • MARIO

        ma Monti e Bonino sono molto amici,e si stimano, per farti dispetto..!!

  • Luciano

    Bravo.

  • Giuseppe

    Ottima causa.

  • Loredana

    Grazie per averlo ricordato.