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Via Mantova: violenza a prostituta, due anni e otto mesi ai romeni

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Sono stati condannati entrambi ad una pena di due anni e otto mesi, due romeni residenti a Cremona accusati di aver violentato e sequestrato una prostituta romena in via Mantova. Caduta l’accusa di sequestro di persona, i due, difesi dagli avvocati Maria Laura Quaini e Simona Bracchi, sono stati ritenuti responsabili del solo reato di violenza sessuale. Il processo si è celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Guido Salvini. Marius, classe 1981, e Gheorghe, classe 71, erano stati arrestati dai carabinieri nel settembre del 2011. Vittima, una 24enne romena residente nel Piacentino che esercitava la prostituzione a Cremona lungo via Mantova. Secondo l’accusa, diversi giorni prima della violenza la giovane era continuamente infastidita dai due connazionali che pretendevano di consumare rapporti sessuali senza pagare. Fino a quando una notte erano tornati alla carica chiedendo nuovamente una prestazione sessuale gratis. La ragazza si era rifiutata,  ma poi era stata caricata in macchina con la forza e portata in un luogo appartato non molto lontano: qui era stata ripetutamente violentata per quasi due ore. Ad avvertire i carabinieri erano state alcune prostitute. La 24enne era stata ritrovata dagli stessi militari nei pressi dell’hotel Ibis, dove i due romeni l’avevano lasciata. All’ospedale i medici avevano confermato l’avvenuto stupro. Grazie alle descrizioni fornite dalla stessa vittima, dalle testimonianze delle altre prostitute e dalle immagini dei filmati dei distributori di via Mantova, gli inquirenti erano riusciti a risalire al modello della macchina, una Fiat Brava, e alle fisionomie dei soggetti, poi identificati. Notata la macchina parcheggiata sotto casa di Marius, i militari erano entrati in azione contemporaneamente nelle abitazioni dei due romeni che si erano appena coricati. Condotti in caserma, erano stati interrogati per ora e poi arrestati. Secondo la versione delle difese, invece, la 24enne era consenziente, oppure tutto è stato frutto di un equivoco. I due avrebbero concordato con la ragazza le modalità del pagamento e delle prestazioni. Quella sera, però, essendo ormai trascorso l’orario prestabilito, le altre prostitute si erano preoccupate, e pensando ad un rapimento avevano deciso di dare l’allarme. La ragazza era consenziente, hanno detto i due legali, o altrimenti non è stata esplicita nel suo diniego. Un equivoco, dunque, per le difese, la cui versione dei fatti, però, non è stata accolta in sede di giudizio.

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Commenti
  • Sguizzo

    ok, condannati, ma…… dove si trovano adesso?

  • Guido il Trattore

    Prima votavo la Lega perchè così potevo scherzare su poderose erezioni, poi l’ho votata per mandare a casa i terroni che ci rubano il lavoro, poi l’ho votata per mandare i casa i negri (sostantivo collettivo per indicare la vasta categoria dei GIARGIANESI) che ci rubano il lavoro. Ora voto la Lega perchè mi offre la polenta. Gratis. Tanto non mi tirava più neanche prima.

    • italiana

      Mitico!