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Due ori olimpici, Errigo e Camellini, all'inaugurazione di 'Donna è sport'

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Sopra, Camellini e Errigo

Mabel Bocchi, giornalista ed ex nazionale di Basket, Cecilia Camellini, atleta paralimpica, vincitrice di due medaglie d’oro a Londra 2012 nel nuoto, ed Arianna Errigo, componente del quartetto del fioretto che ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Londra 2012, ora impegnata a Budapest con la squadra nazionale, saranno le madrine della cerimonia di apertura della mostra “Donna è sport” in programma martedì 12 febbraio, alle 17.30, al Centro culturale S. Maria della Pietà di piazza Giovanni XXIII.

Prima del taglio del nastro, in Sala Rodi, fedeli allo slogan “Sinfonia di Sport”, vi sarà un momento musicale con l’esibizione della violoncellista Silvia Chiesa, dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Monteverdi, che gentilmente ha aderito all’invito. Dopo una breve presentazione del curatore e coordinatore del Progetto Donna è Sport a Cremona, Pierluigi Torresani, seguirà il saluto del sindaco Oreste Perri e del consigliere con delega allo Sport Marcello Ventura. Prenderanno poi la parola, in qualità di ospiti, i tre ideatori e curatori della mostra: Elio Trifari, direttore della Fondazione Candido Cannavò, Maria Cannella, docente all’Università Statale di Milano, e Sergio Giuntini, docente all’Università Tor Vergata di Roma, rispettivamente  presidente e vice presidente della Società Italiana di Storia dello Sport di Firenze. Sarà inoltre presente il giornalista Claudio Arrigoni, specializzato negli sport paraolimpici.

La mostra “Donna è sport” è uno degli eventi che caratterizzano Cremona Città Europea dello Sport. Si tratta di un’esposizione particolare e allo stesso tempo suggestiva: una carrellata di immagini grazie alle quali sarà possibile ripercorrere la storia dello sport al femminile dal 1861 al 2011.

La mostra, che documenta per la prima volta l’evoluzione del movimento sportivo femminile italiano, è stata realizzata dalla Fondazione Candido Cannavò per lo Sport, costituita nel novembre 2009 per onorare nel modo migliore la memoria dello storico direttore della Gazzetta dello Sport. Un omaggio dunque tutto al femminile, quel settore in ambito sportivo che non è mai stato messo abbastanza in luce, mentre i riflettori erano sempre puntati sugli uomini: discriminazione contro la quale il giornalista Candido Cannavò ha condotto una delle sue tante battaglie.

Un’esposizione corposa, costituita da 70 pannelli formato 1 x 2 metri che testimoniano, attraverso 700 immagini e brevi testi/didascalie esplicative, l’evoluzione dello sport femminile dall’Unità d’Italia ai nostri giorni. I pannelli sono suddivisi in tre sezioni distinte: 13 pannelli documentano le origini dello sport femminile e le pioniere del movimento, attraverso un percorso tematico ripartito in discipline e aspetti storico-politico-sociali; 16 pannelli sono dedicati ad ognuna delle 16 protagoniste dello sport femminile italiano dal 1861 ad oggi: da Ondina Valla a Federica Pellegrini, illustrando di ciascuna imprese, biografia, evoluzione, aneddoti, curiosità; 35 pannelli sono dedicati ad altrettante discipline sportive e ne illustrano lo sviluppo in epoca moderna, fino ai risultati ed imprese più recenti.

Accanto ai pannelli riccamente illustrati e documentati, la mostra si completa con 23 pannelli a parete che documentano l’evoluzione dello sport femminile attraverso la letteratura, con i contributi di grandi scrittori che si sono occupati di donne e sport e di autrici che hanno scritto di sport. Un intreccio di sport, storia, costume, politica e letteratura. Altri due pannelli illustrano la cronologia essenziale del primo secolo (1861 – 1961) di evoluzione della realtà femminile italiana, mescolando le tappe più significative dello sviluppo sociale del nostro paese e quelle relative alle principali tappe dello sviluppo del movimento sportivo femminile italiano.

Accanto alla rassegna nazionale, per iniziativa del curatore Pierluigi Torresani e del Panathlon di Cremona, è testimoniata la storia e l’evoluzione dello sport al femminile nel nostro territorio. Partendo da una ricerca-pubblicazione di Maurizio Mondoni dal titolo significativo “Lo sport cremonese è anche donna”, ferma però al 1998, con la collaborazione dello stesso autore è stato fatto un lavoro di aggiornamento dei dati fino al 2012, ricavandone in 8 pannelli una sorta di memoria storica per le giovani generazioni ed una rilettura critica interessante, con i passaggi sportivi più incisivi per il nostro territorio. Una sezione destinata a suscitare l’interesse di tutto il pubblico cremonese, non solo sportivo.

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo che, oltre alla parte nazionale, contiene anche l’appendice cremonese curata da Maurizio Mondoni.

Sede e orari

Centro Culturale S. Maria della Pietà – piazza Giovanni XXIII – Cremona
Ingresso libero, fino al 31 marzo 2013, con i seguenti orari: dal martedì alla domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00 (lunedì chiuso)

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