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Maurizio Iori licenziato dall'ospedale di Crema

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Foto Francesco Sessa

Maurizio Iori licenziato per giusta causa. Così si legge nella delibera pubblicata il 7 febbraio scorso dalla direzione generale dell’ospedale di Crema. Lo scorso 18 gennaio, Iori, ex primario del reparto di Oculistica, è stato condannato dalla corte d’assise di Cremona alla pena dell’ergastolo e a due anni di isolamento diurno perché ritenuto colpevole del duplice omicidio premeditato dell’ex compagna Claudia Ornesi, 42 anni, e della loro figlia Livia, due anni, uccise nel loro appartamento di via Dogali la sera del 20 luglio del 2011.

Ecco il testo della delibera della direzione ospedaliera
“Visto il dispositivo della sentenza della Corte di Assise del Tribunale di Cremona pronunciata e pubblicata mediante lettura in data 18.01.2013, agli atti presso l’ U.O. Affari Generali e Legali, con la quale il Dr. I. M. è stato condannato alla pena dell’ ergastolo; alla interdizione perpetua dai pubblici uffici ed alla interdizione legale”. “Ritenuto che, per effetto della richiamata condanna, ricorrano i presupposti di cui all’art. 2119 c.c. (Recesso per giusta causa) per disporre la risoluzione per giusta causa, senza preavviso, del contratto di lavoro a tempo indeterminato in essere con il Dr. I. M.
Le motivazioni per il licenziamento
Una condanna che va contro i principi della professione medica “costituisce una sopravvenuta causa di impossibilità totale della prestazione lavorativa; la natura del tutto antitetica dei reati per i quali è stata disposta la condanna (duplice omicidio) rispetto ai principi, ai valori ed ai doveri a cui si ispira lo svolgimento della professione medica, non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto di lavoro.

A processo penale, la corte ha anche condannato Iori, come risarcimento danni, a versare una provvisionale di 400mila euro alla madre e 200mila alla sorella della Ornesi, che a processo si sono costituite parte civile. Al medico è stata tolta la patria potestà sugli altri tre figli, due avuti dalla prima moglie, e una terza dalla donna che ha sposato dopo la fine della relazione con Claudia. Ora si attende di leggere la motivazione della sentenza di primo grado che sarà depositata il prossimo mese di aprile.

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