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Rubano dati bancari via web: riciclaggio di denaro, tre condanne

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Avevano carpito online i codici identificativi bancari di un ignaro correntista, in questo caso un vice direttore di banca, dopodiché avevano trasferito il denaro, complessivamente 12.000 euro, su quattro carte di credito prepagate appartenenti a persone compiacenti che in cambio del deposito ricevevano una percentuale. A praticare il cosiddetto “phishing”, sei anni fa, era stata un’organizzazione con base operativa in Romania che si era avvalsa della compiacenza di quattro persone, due donne romene e due cremonesi, tutti finiti a processo con l’accusa di riciclaggio.

Oggi, davanti al collegio presieduto dal giudice Pierpaolo Beluzzi con a latere i colleghi Giulio Borella e Cristina Pavarani, sono arrivate le condanne. Le due romene, Dana Teodora Ciobanu, 26 anni, e Ionela Tincuta Stoleru, 32 anni, entrambe difese dall’avvocato Fabrizio Vappina, sono state condannate ciascuna a due anni, otto mesi e 800 euro di multa (il pm Francesco Messina aveva chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi), mentre il cremonese Davide Donelli, 36 anni, di Soresina, accusato di tentativo di riciclaggio, a un anno, quattro mesi e 500 euro, pena sospesa. L’uomo, difeso dall’avvocato Luca Pederneschi, era accusato di tentativo di riciclaggio (il pm aveva chiesto dieci mesi). L’altra imputata cremonese aveva già patteggiato a suo tempo. La parte offesa, il vice direttore di banca, era rappresentata dall’avvocato Lorenzo Fumagalli, che ora chiederà alla banca la restituzione della somma sottratta.

Donelli, di professione sfasciacarrozze, era accusato di aver “indebitamente permesso l’accredito” sulla sua carta prepagata della Banca Intesa Flash “di somme di denaro provenienti da attività delittuose (prelievi fraudolenti sul conto corrente della vittima) allo scopo di ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa della somma”. Un reato, quello di riciclaggio, solo tentato, grazie all’”intervento tempestivo della Banca Intesa” che aveva bloccato la carta prepagata “vincolandone il denaro accreditato”. Per le due romene, invece, il reato era stato consumato in quanto erano riuscite a riciclare solo una parte del denaro ricevuto (500 euro).

Oggi Donelli ha provato a difendersi dicendo di aver perso il portafoglio. “Non era la prima volta”, ha spiegato. “Nel mio lavoro di sfasciacarrozze indosso la tuta ed è capitato che perdessi il portafoglio. Nelle altre occasioni l’avevo ritrovato sulle macchine che avevo scaricato”. L’11 giugno del 2007 l’imputato era stato chiamato dal direttore della banca che gli aveva comunicato che sulla sua carta di credito era stata accreditata la somma di 3.000 euro e successivamente, il primo ottobre del 2007, dalla polizia postale. “Mi hanno chiesto se sapevo che erano stati ritirati soldi con la mia tessera e come mai non avevo fatto denuncia”, ha ricordato Donelli. La denuncia di smarrimento, come ha sottolineato il pm Messina, l’imputato la farà solo il 12 giugno, il giorno dopo essere stato avvertito dal direttore che la carta era stata bloccata.

A ritrovare il portafoglio di Donelli senza più il denaro all’interno era stato un suo amico di scuola, che invece di cercarlo per restituirglielo lo aveva portato dai carabinieri. L’uomo è stato sentito oggi in aula. “Una testimonianza sospetta“, la sua, l’ha definita il pm. “Come mai non lo ha restituito a Donelli, visto che lo conosce ?”, è stata la domanda del giudice Beluzzi. “Mi è sembrato più giusto darlo ai carabinieri”, ha risposto il teste. Per le difese, gli imputati sono le vittime. “Sono stati incastrati in questo  meccanismo“, ha detto l’avvocato Pederneschi. La motivazione della sentenza di condanna sarà depositata entro 60 giorni.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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