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Mondomusica NY, davvero occasione per tutta la liuteria?

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Abbiamo letto con interesse le due pagine de “la Provincia” di Domenica, 17 Marzo 2013, riguardanti il Salone MondoMusica New York e la spedizione del Consorzio Liutai. Apprendiamo che detta spedizione sarebbe stata un successo; siamo lieti per loro e ci auguriamo che questo possa portare benefici economici a tutti i colleghi, consorziati e non. Sappiamo quanto sia importante, soprattutto in un periodo di crisi come questo.

Sentiamo però la necessità di intervenire a proposito di alcune dichiarazioni dei consiglieri del Consorzio, presenti alla manifestazione.

A chi dichiara che “c’è chi distrugge il lavoro che facciamo dicendo che il marchio non è garanzia di qualità” rispondiamo che pensavamo la questione fosse ormai scevra da ogni equivoco; al più tardi almeno dopo l’intervento del Dott. Antoldi durante la presentazione dello studio del CERSI sulla liuteria cremonese contemporanea, nel corso della quale (senza smentita alcuna da parte del presidente e dei consiglieri presenti) il relatore ha più volte sottolineato che chi “polemizzava” sulla questione marchio=qualità era purtroppo stato vittima di un fraintendimento: il Marchio non avrebbe mai voluto, né potuto essere garante della qualità, ma solamente della provenienza! Tralasciando il fatto che la dichiarazione del consigliere ci sembra dimostrare ampiamente che di fraintendimento non si trattava, chiederemmo (di nuovo) un minimo di onestà intellettuale: sarebbe ora di smetterla di dichiarare una cosa e poco dopo il suo esatto contrario a seconda del contesto e delle convenienze del momento. Per non essere a nostra volta fraintesi, ribadiamo che non stiamo affermando che non possano esserci strumenti di qualità all’interno del Consorzio, ma semplicemente che non è e non può essere un Marchio a garantire che siano tali!

Quanto invece alla dichiarazione che i cremonesi sarebbero abituati a mandare avanti gli altri (a proposito dell’opportunità di essere presenti o meno a MondoMusica a NewYork), non vogliamo e non possiamo entrare nel merito delle scelte personali di numerosi colleghi, ma vorremmo di nuovo ribadire un concetto che pare al direttivo del Consorzio continui a sfuggire. Dispiace doversi ripetere: a Cremona esistono differenti modi di intendere la liuteria dai quali discendono anche interessi (commerciali e non) diversi. E’ chiaro per tutti che una totale assenza di polemiche favorirebbe gli interessi del Consorzio, ma sembra ancora non altrettanto chiaro al Consorzio che i suoi interessi non coincidono sempre con quelli di tutta la categoria. Il Consorzio gode già del fatto di essere preso -a nostro parere ingiustamente- dalle Istituzioni come unico riferimento per veicolare i propri sforzi ed investimenti; non ci pare eccessivo che ogni tanto qualcuno provi donchisciottescamente a far sentire la propria voce fuori dal coro.

Per non cadere alla fine nella trappola della polemica facile, non cediamo alla tentazione di commentare la frase conclusiva dell’articolo, secondo la quale gli assenti avrebbero sempre torto…

Aldo Brugnini e Eva-Maria Beck
Brugnini & Beck, Liutai in Cremona

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Commenti
  • roberto

    oddio in tre giorni 2500 visitatori in una città di 8 milioni di abitanti…mi pare che ogni commento sia superfluo….

  • mario

    Ma quanto abbiamo speso per questi risulati………….?????!!!!

  • Chssachilosa

    È ancora non dicono da chi erano stati costruiti i settanta diconsi settanta violini regalati . Erano cinesi ? Erano assemblati e forniti magari da un membro del Consorzio ? Oppure erano degli associati e allora di chi è chi li ha scelti ? Chi usa soldi pubblici ha il dovere di rispondere e non può continuare a far finta di nulla e a bearsi dei fallimenti facendoli passare per successi grazie ai suoi organi di stampa

    • mario

      la “cascina urbana” è del padrone che da ordini al “fatuur de tecc” e al “fatuur de bac” : loro eseguono………….e noi paghiamo……..!!!