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Mercato sempre più marocchino: due terzi dei nuovi banchi stranieri

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Cambia la società, cambiano anche i banchi del mercato: anni fa  c’era boom era dei cinesi, che avevano rilevato una grande quantità di licenze, ma negli ultimi tempi la vera espansione è quella dei marocchini. Un’indagine interna di Confesercenti Cremona, che mette e confronto avviamenti e cessazioni dal 1 gennaio 2011 al 1 gennaio 2012, rivela che di  tutte le nuove attività ambulanti, il 35% appartiene a commercianti italiani e il 65% stranieri. Le nuove attività sono state 48: in termini assoluti quindi 17 avviamenti hanno visto come protagonisti imprenditori italiani, 31 stranieri. La presenza di operatori di nazionalità marocchina è preponderante sia prendendo in considerazione l’insieme di tutti gli avviamenti (rappresentano infatti  il 54,2%) sia guardando al gruppo degli stranieri: quasi l’84% proviene dallo stato maghrebino.

“Si tratta di un fenomeno nuovo, caratteristico della situazione cremonese, decisamente consistente”, spiega Giorgio Bonoli direttore di Confesercenti. “Fino a qualche anno fa i cinesi erano preponderanti negli avvii di attività ambulante, adesso sembra più evidente il loro spostamento in sedi fisse. Non necessariamente nell’abbigliamento: infatti molti rilevano pubblici esercizi, bar e ristoranti. Si assiste insomma ad una diversificazione delle loro attività”. Maggiori disponibilità di denaro rispetto a un tempo? Aiuti economici da parte dello Stato cinese e dei suoi organismi finanziari per incentivare le

Giorgio Bonoli (Confesercenti)

attività all’estero? Difficile dirlo, ma le trasformazioni sono evidenti anche facendo un semplice giro tra le bancarelle. “Ho deciso di cedere l’attività perchè faccio sempre più fatica con gli orari”, ci spiega un giovane ambulante del mercoledì di via Gramsci, originario di Shangai. Sul suo banco di abbigliamento c’è un cartone con scritto: cedesi posteggio a Cremona e Fontanellato. “Ho famiglia- spiega – una bambina che va a scuola e alle otto la devo accompagnare”.

Per contro, aumentano i nordafricani nelle postazioni cittadine. L’andamento in crescita di questa nazionalità tra gli avviamenti va di pari passo con gli incrementi di cessazioni tra gli italiani: tra le 45 verificatesi in un anno, il 71%, (32 in termini assoluti) hanno visto imprenditori  italiani chiudere i battenti mentre solo 13, il 29%hanno riguardato stranieri. Anche tra le ditte straniere  cessate la maggioranza coinvolge  imprenditori marocchini: sono il 31% e molto al di sotto si collocano indiani, cinesi, bengalesi.

Altro fenomeno in crescita è quello delle attività itineranti: sono gli ambulanti per eccellenza, quelli che non hanno un posteggio fisso nell’area mercatale, ma occupano con i loro banchi o furgoni aree destinate dal comune. Di questo tipo, ad esempio, è il camion di frutta e verdura di via Persico. Sono state 24 le nuove imprese avviate a Cremona nell’anno considerato, contro le 11 cessate nello stesso periodo. E forse, con la crisi diffusa, questo può rappresentare uno sbocco  occupazionale interessante anche per molti nostri connazionali che hanno perso il lavoro. Lo conferma Bonoli:  “Ci sono diversi italiani  che  vengono a chiederci informazioni su come avviare l’attività”.

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