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Cassa in deroga, allarme anche dalla Provincia: 'A rischio molti lavoratori e imprese' In arrivo incontro in Regione

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“La mancanza di fondi per la cassa in deroga è un fenomeno di portata molto vasta per il nostro territorio”. A parlare è l’assessore provinciale al Lavoro Paola Orini che, di nuovo, lancia l’allarme per una situazione che sta mettendo in crisi moltissime piccole medie imprese cremonesi. La cassa in deroga è un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese e lavoratori che non possono fruire della cassa integrazione ordinaria e straordinaria (ad esempio le aziende con meno di 15 dipendenti oppure le realtà attive nel comparto agricolo e del commercio). Rispetto agli ultimi due ammortizzatori sociali, inoltre, la cassa in deroga copre tutti i lavoratori subordinati, compresi gli apprendisti e quelli con contratto di somministrazione. La regione ha deliberato la cassa in deroga fino a giugno, dall’Inps sono stati pagati i primi due mesi, ma se dal futuro governo non ci sarà un nuovo stanziamento di fondi, presto la cassa potrebbe essere scoperta. “E’ un problema che non si può risolvere a livello locale – ha detto l’assessore – E’ il governo che deve ripristinare i fondi. Lo chiedono tutte le province, anche l’Unione delle Province Lombarde ha a cuore il problema”. Le voci che arrivano in questi giorni dal Ministero parlano di qualche spiraglio per uno sblocco della situazione per i prossimi mesi, ma il fatto di non avere ancora un interlocutore governativo incide su tutta la partita. “Adesso che si è formata la Giunta Maroni – ha continuato l’assessore – possiamo per lo meno discuterne a livello regionale. Sono sicura che con l’assessore Valentina Aprea si potrà lavorare per una soluzione, insieme alle altre province lombarde. Molte aziende cremonesi hanno chiesto il ricorso alla cassa in deroga, i fondi vanno trovati”. Nei prossimi giorni previsti incontri in Regione.

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Commenti
  • giuseppe torchio

    l’allarme è stato dato da tempo con iniziative della lista civica provinciale, in attesa di risposta. inoltre, tra le compensazioni non definite per stoccaggi e potenziamenti energetici Stogit-Snam, l’assunzione di giovani del territorio, la riqualificazione degli ex Tamoil ed altre aziende in mobilità, la messa a disposizione di risorse integrative per questi scopi, la definizione di un “contratto aperto” per l’utilizzo della manodopera e delle aziende del territorio per eseguire le centinaia di milioni di euro di investimenti programmati…oggi, infatti, la stessa manutenzione del verde viene svolta da aziende di Foggia. pare, invece, che a Canneto s/Oglio ci sia il distretto florovivaistico, presieduto da un cremonese: qualcuno ha detto bau ?