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In Galleria sbarca l'Hamburgheria di Eataly, il fast food con la filosofia di Carlin Petrini L'occasione per il rilancio dell'area

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L'interno di una Hamburgheria di Eataly

Sbarca a Cremona Eataly, la catena di Oscar Farinetti, già proprietario di Unieuro. Troverà collocazione in Galleria 25 aprile, negli ambienti un tempo del negozio di abbigliamento Esprit. Eataly è il brand italiano più in voga (anche a New York, a Tokio e presto a San Paolo del Brasile), ed è specializzato nella somministrazione di prodotti alimentari tipici e di qualità. L’azienda, compartecipata da alcune cooperative del sistema Coop, si ispira alla filosofia di slow food di Carlin Petrini. Il ramo di Eataly in apertura a Cremona è quello dell’Hamburgheria italiana. “È un progetto che ha le sue origini nella convinzione dell’importanza di una corretta alimentazione al passo con i tempi. Il “mangiare bene” non può limitarsi solamente alle giornate festive o ai fine settimana ma deve diventare una consuetudine anche nei pasti dei giorni feriali quando, a causa degli impegni lavorativi, il tempo può essere limitato. – è la filosofia della catena dell’hamburgheria di Eatlay – Quest’ultimo aspetto è quello che ha contribuito maggiormente al successo commerciale dei locali fastfood che hanno senza dubbio avuto la capacità di soddisfare le esigenza alimentari dei consumatori in modo veloce; purtroppo l’aspetto qualitativo in questo tipo ristorazione è stato spesso sottovalutato. Sono questi i presupposti che ci hanno fatto crescere la convinzione che un modello di fastfood di alta qualità fosse in grado di soddisfare le esigenze del mercato. Dal nostro punto di vista il progetto di fastfood di qualità si può realizzare solamente si ci si avvale di una materia prima di alto livello e se questa viene supportata da un servizio che abbia nella velocità il suo punto di forza ad un prezzo sostenibile”.

Il locale della Galleria che ospiterà l'Hamburgheria

Ecco, questa filosofia sarà alla base del nuovo spazio di Cremona che avrà la possibilità di utilizzare il soppalco per stare tranquilli, utilizzando il wifi, ed organizzare eventi. Dopo il Burghy (sparito) ed il McDonald è il tempo del mangiare italiano anche al fastfood, con la filosofia adottata da Farinetti: “La vita è troppo breve per mangiare e bere male”. In Lombardia quello di Cremona (in apertura a maggio) sarà il secondo marchio Hamburgheria dopo quello di Bergamo, che ha subito riscosso un successo strepitoso con i prodotti italiani di altissima qualità (dalla carne piemontese alla birra Baladin di Teo Musso) ed a prezzi contenuti. Tra l’altro, dopo l’ordinazione alla cassa, si viene muniti di una sorta di cercapersone che vibra quando i cibi ordinati sono pronti. Insomma per la Galleria 25 aprile, probabilmente siamo alla svolta.

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Commenti
  • Michael

    Definire quella di Carlin Petrini una “filosofia” mi sembra un po’ eccessivo… soprattutto per le tinte radical chic di molti suoi adepti, sulla stessa lunghezza d’onda di quelli di Grom (e a proposito: sarà un caso che sia destinata a sorgere a due passi dalla gelateria “alternadiva” del gelato “come una volta”?)

    • giova

      ma per favore…

      • Michael

        Bravo Giova, tu sì che sei un vero buongustaio… Forza Giova-Pelù, sicuramente hai ragione tu…

      • Pinokio

        Ma prego…

      • Giuliano

        A Giova: si vede che Lei non deve aver mai aperto un libro di filosofia, anche solo per sfogliarlo

  • felicemente decrescente

    Finalmente un servizio su temi importanti per l’economia cremonese!
    Eataly. Che bel nome; in sintesi, tutto il pragmatismo piemontese (la “filosofia” è tutt’altra cosa) di Oscar Farinetti (astuto imprenditore). Esempio di magica catarsi che coniuga il nome di “Italy” (Italia) a quello di “eat” (mangiare): ovvero, al “mangiare italiano” diamo un nome straniero.
    Capisco l’ ”Italy”, ma associare un suono anglofono al nostro mangiare, mah!. D’altronde, anche nell’articolo si parla di “brand” e di “hamburgheria”…così va oggi l’Italia. E proprio quest’ultimo termine (non certo appartenente alla BUONA cultura alimentare tradizionale Italiana) non richiama certo qualcosa che si ispiri al mangiare con calma, alla celebrazione del rito di chi assapora il buon cibo della nostra tradizione; infatti l’hamburger ha sempre simboleggiato una cultura (al di là delle bandiere) più “fast” (sveltina) che “slow”. Quale detto migliore del nostro dialetto potrebbe essere l’insegna di un locale dove si mangia bene: “andum piaan e mangium bèen”.
    Addirittura proprio la “filosofia” di Petrini (che per molti aspetti condivido) usa il termine di “slow-food” da contrapporre a “fast food”.
    Sarei deliziato se qualcuno mi spiegasse perché sullo scaffale Eataly di uno dei magazzini del sistema di Coop Italia (pardon Coop Italy) compaiono prodotti tipici come il sale rosa dell’Himalaya, o quello nero di Cipro, rosso delle Haway e via discorrendo…che diavolo c’entra Eataly???
    E ancora. La “filosofia” di Petrini è per la filiera breve: sarebbe in grado l’autore, o chi per esso, dell’articolo di specificare da dove proverranno le materie prime per confezionare le buone Polpette (di nuovo pardon: hamburger)? Mi permetto di dire, da vecchio cremonese, che son sicuro che non aggiungeranno l’eccellenza delle nostranissime “pulpete de Cinto”.
    Ci sarebbe ancora molto da dire su questa accoppiata di tosti piemontesi, ma mi limito a invitare lo/gli scriventi a fare un giretto (outing) sul sito dell’Università di Scienze Gastronomiche per vedere il costo dell’iscrizione (in relazione alla statura dei docenti).
    Dico questo perché al Dies Academicus dell’Università Cattolica di Cremona, nonostante il trambusto della chiusura si chiusura no, ho visto solamente due testate giornalistiche. Il discorso del Magnifico Rettore ha affrontato il tema profondo del significato e della doppia “apertura” dell’Università sia in senso “universale” che “territoriale”. A mio modesto parere l’Università Cattolica, presente sul territorio con iniziative di respiro internazionale, potrebbe contribuire al “sostegno del territorio nella costruzione di un sistema, di una rete di relazioni su scala sovranazionale” molto più di una polpetteria “alternativa”.
    Pareri, ovviamente
    Cordialmente

    • si,ma intanto durerà al max qualche mese questa”novità”sotto la galleria..ricordo che prima c era il mc donalds!e se è scappato quello da cremona centro….
      volevo correggerti su una cosa,visto che sei cremonese,che l hamburgher nn si chiama polpetta ma “la svizzera”,ehehehehe 😉

      • Michael

        Sì, beh, in effetti si chiama “svizzera”. Anzi, in cremonese doc sarebbe “svissera” 😀 . Forse intendeva dire che l’hamburger ha comunque una forma “polpettoidale”, sia pur fatta di carne macinata… Comunque, perfettamente d’accordo, vediamo quanto dura la novità, e soprattutto vediamo prima i prezzi…

      • Michael

        L’origine dell’hamburger (riduzione di “hamburger steak”, ovvero “bistecca all’Amburgese”, ricetta importata nell’America settentrionale verosimilmente dagli emigranti e marinai tedeschi) nasce in ambiente anseatico (e probabilmente, l’italiano “svizzera” richiama un ambito germanico come l’anglosassone “hamburger”, appunto “di Amburgo”): insomma, un piatto tutto nostro, degno del vero e originale “mangiare italiano”… ooops, volevo dire “eataly”… 😉

    • Marco Alquati

      Lei rappresenta l’emblema del motivo per cui l’economia cremonese non ha mai fiorito: rimanere attaccati alla traduzioni e istilita’ totale al cambiamento. Che schifo…

      • Pinokio

        Intanto non riesco a capire bene ciò che ha scritto perché è in un italiano più che opinabile: mi riesce difficile capire il significato di espressioni quali “l’emblema del motivo”, o “attaccati alle traduzioni”.
        Signore caro, tanto per cominciare, riguardo l’ “attaccamento alle traduzioni” si da il caso che quando un imprenditore sceglie un nome per la sua attività non lo faccia a caso (almeno si spera).
        E magari, non essendo lei Roubini, sostenga con un po’ di dati l’affermazione secondo cui “l’economia cremonese non ha mai fiorito”. Ne è proprio sicuro sig. Alquati?
        Ciò detto, Lei mi rappresenta invece il simbolo dell’acritica, supina e pateticamente estasiata accettazione di qualsivoglia novità, così, a scatola chiusa. Dallo “schifo” alla totale “povertà di criticità e di pensiero”.
        Vedremo cosa porterà questa “novità” all’economia cremonese, caro sig. Alquati…
        Nel frattempo Le suggerirei, invece di insultare, di provare a costruire delle argomentazioni. Dette così, le Sue risposte sembrano lampi estemporanei ed assai poco convincenti… Lo dico per lei…

        • Marco Alquati

          Quanto e’ deprimente… Si faccia un’iniezione di adrenalina! Sei morto dentro, probabilmente e’ un pensionato.

          • Pinokio

            Vede, Lei mi dà ragione. Sa insultare e basta ma non sa costruire un discorso argomentato e razionale. E non ha risposto alla mia domanda di argomentare la Sua affermazione secondo la quale “l’economia cremonese non ha mai fiorito”. E’ in grado di motivarmela o no? O è una semplice boutade?
            Comunque, “absit iniuria verbis meis” (se non capisce: «le mie parole non siano ingiuriose»), caro Alquati. Le sue invece vedo che lo sono fin troppo.
            Spero solo che Lei abbia ragione… lo spero davvero… ma, a parte sperare, non posso fare di più…
            Per ora, tenendo fede ad un vecchio (ma sempre buono) adagio («non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza») La saluto e lascio volentieri questa discussione… se vuole continui pure ad insultare, è tutto quello che sa fare…

        • felicemente decrescente

          vorrei anche aggiungere che opero nella ricerca del settore alimentare e, assieme a colleghi, ho proposto sistemi e prodotti innovativi; quindi (mi permetta un po’ di presunzione), credo di essere un po’ più informato di lei su problemi di carattere alimentare.

      • Pinokio

        Mi permetto di farLe notare che la stessa attenzione e la stessa estasiata accoglienza come la rivelazione del secolo si era avuta con l’arrivo di Grom (quelli del “gelato come una volta” – non si sa se medioevo, rinascimento o illuminismo). S’è visto infatti quanto la gelateria per palati fini ha fatto fiorire l’economia cremonese…

        • Marco Alquati

          5 posti di lavoro in piu e un affitto da 3 mila euro pagati puntualmente ogni mese. Eatitaly fara’ ancora di piu. Preferisce una vetrina vuota? Il mondo e’ pieno di idioti, almeno che non siate dei suoi concorrenti, sia chiaro.

      • felicemente decrescente

        Gent. Sig. Alquati,
        la ringrazio per l’osservazione. Confesso che la lettura non è scorsa così…come l’olio. Tuttavia, cercando di intuire il concetto del suo intervento, vi colgo un (mi perdoni) misuderstanding (tanto per staccarci dalle tradizioni ed aprirci ai cambiamenti). Non vorrei essere stato poco chiaro: a me interessa relativamente che si insedi nell’economia cremonese qualcosa di innovativo o meno. Benvenuta qualsiasi attività, ma cerchiamo di essere corretti nel definirla; come facciamo a presentare come aderente alla “filosofia” di Petrini (per molti aspetti contradditoria) l’apertura di una Hamburgeria? Se può risultare più chiaro il concetto, mi fermo qui, ce n’è abbastanza per riflettere.
        Se invece non basta svilupperei qualche riflessione sull’impulso all’economia dell’area: siamo sicuri che questo intervento non danneggi qualche fast-food (mangiaa svèelt)già presente?
        Allargo a qualche altro esempio: la GDO offre prodotti sicuri, ha dato lavoro a molti dipendenti, ma per contro ha distrutto un tessuto commerciale capillare, ed è una delle più grandi responsabili dell’importazione selvaggia…se Lei è certo che la la presenza della GDO sia stata un’esplosione per l’economia, invidio la sua certezza!
        PS Francamente, non ho molto compreso a chi fosse rivolto quel: “che schifo”? Vedo, nel costruttivo dibattito, che usa garbati termini come: sei morto, si faccia un’iniezione di adrenalina, sei morto…Le auguro lunga vita in modo che possa riflettere a lungo sulle sciocchezze che dice.

  • Michael

    L’hamburger (riduzione di “hamburger steak”, ovvero “bistecca all’Amburgese”, ricetta importata nell’America settentrionale verosimilmente dagli emigranti e marinai tedeschi) nasce, a quanto direbbe l’etimologia, in ambiente anseatico (e probabilmente, l’italiano “svizzera” richiama un ambito germanico come l’anglosassone “hamburger”, appunto “di Amburgo”).
    Non solo. Concordando con il sig. “felicemente decrescente” (di cui apprezzo l’ironia e l’assenza di sarcasmo) l’hamburger è il simbolo della ristorazione veloce (in inglese “fast”) e, più in generale, del dello stile di vita frenetico e consumistico della società moderna, noto anche come “globalizzazione” (dunque, che sara? Una globalizzazione “slow”)?
    Insomma, oltre che un piatto tutto nostro, degno del vero e originale “mangiare italiano” (ooops, volevo dire “eataly”) è anche un piatto che richiama un’attitudine tipicamente “slow”.
    Personalmente, continuo a preferire le sane polpette delle più rustiche osterie cittadine, magari accompagnate da un bel quartino di lambrusco (di quello che “ciocca”).
    La menzogna è spesso attraente se vestita con gli abiti giusti…

  • Mario

    GNAM GNAM

  • Paolo Mantovani

    Speriamo bene… il centro ha estremo bisogno di imprenditori che investono. In questo momento i piccoli non hanno più risorse per farlo, per cui ben vengano le grandi catene, soprattutto se hanno un target giovane.

    • Gianni

      È vero quello che dice, ma, con una Hamburgheria in grado di assorbire una notevole percentuale del personale del terziario, gli altri ristoratori intorno che faranno? Non si rischia una ulteriore desertificazione? Speriamo di no. Inoltre le materie prime le prende non sul nostro territorio, altro aspetto che invece potrebbe far bene all’economia locale

  • Toro pazzo

    Sarei curioso di sapere quanto lo faranno pagare un hamburger……. Un big mc menù costa più o meno 6€ bibita inclusa e ci mangi le calorie e le proteine necessarie per un giorno intero ad una persona che fa un lavoro a basso costo calorico…. gli impiegati per intenderci! Certo, che quello di eataly non sarà sicuramente paragonabile, vuoi mettere la qualità garantita, il gusto eatalico, la location e gli interni firmati! Ma all’isola per i bimbi ci avranno pensato? Perché sennò sarò costretto a continuare ad andare al mc!

    • Pinokio

      Sssst! Zitto Toro Pazzo, come ti permetti di lamentarti! Non vorrai fare la figura del dietrologo davanti agli illuminati filosofi eredi del pensiero greco antico spero…

  • Giulia

    Finalmente un posto in cui mangiare porcherie alla portata di tutti (in fatto di luogo eh), almeno non ti tocca prendere, e andare fino in via mantova al Mc… Poi resterà solo da vedere quanto ci costerà, perchè se no meglio farsi 1 km in più in macchina…

    • Lika

      Konkordo, se il prezzo è accessibile almeno ci riempiamo di skifezze senza fare troppa strada… come avvelenarsi a filiera korta… e poi ci si può arrivare facilmente in bici, è anke ecologico… hanno pensato proprio a tutto!

  • Amerigo Vespucci

    Scusate ma a leggere l’ensemble mi viene in mente ‘sta perla…

    http://www.youtube.com/watch?v=UvxlbZ6shlM

    • Giuliano

      Hahahahahaha, da collasso! Mi è venuta in mente anche a me!!

  • OettaM

    Più di metà articolo è virgolettato/corsivo, indice di un fantastico cut&paste dalla cartella stampa che l’azienda avrà (immagino) mandato a tutta la stampa locale.
    E voi qui a discettare di “filosofia” e altri paroloni che, come sempre, si trovano nelle cartelle stampa (ogni imprenditore vuole magnificare la propria attività, e allo scopo usa ovviamente anche le parole).
    L’unico commento che si può fare, per ora, è essere felici perché si riempie uno spazio vuoto, si crea qualche posto di lavoro e si amplia l’offerta alimentare. Per tutto il resto, aspettiamo, vedremo e valuteremo a tempo debito.

    • Amerigo Vespucci

      Beh, se il motivo della felicità è “riempire uno spazio vuoto”, senza “se” e senza “ma”, ci mettano pure una discarica di amianto… vedrà che lo riempiono in un battibaleno quel vuoto 😉

    • felicemente decrescente

      se vedo bene “-è la filosofia della catena dell’hamburgheria di Eatlay – Quest’ultimo aspetto…” nonché la citazione di “si ispira alla filosofia di Carlin Petrini” ed altre “filosofie” compreso il titolo, sono fuori dal virgolettato, ossia dal taglia-incolla (sempre pardon! cut&paste). Quindi chiedo: il “discettare” ha offeso qualche sensibilità giornalistica? se è così me ne scuso sinceramente…abbiate pazienza, sono un ricercatore (proprio del settore alimentare) e non un giornalista. E da ricercatore, sono convinto che il vino e il pane vadano chiamati col loro nome, rendendo loro tutto l’onore che si meritano.
      Quindi concordo nell’aspettare, vedere e valutare; ma, visto che l’articolo è partito con un VISTOSO ANTICIPO sull’apertura, è lecito discuterne già da ora…o la partenza anticipata è ad esclusivo appannaggio della stampa?
      Quanto poi all’ampliamento dell’offerta alimentare…
      Con tutto il rispetto

  • Luca

    ma la gente deve farsi problemi per un’apertura di un fast food?

    nelle altre città costruiscono grattacieli, strade, ponti.. da noi si preferisce avere una galleria vuota piuttosto che una normalissima attività commerciale!!

    E poi ci chiediamo perchè Cremona sta morendo (o è già morta)!

  • Cremunes

    I Cremonesi non sono MAI contenti…se aprono un’attività si brontola! se chiudono si brontola!….mah..senza parole.Come quelli che vogliono l’appartamento in centro poi iniziano a Marzo a stressare perchè hanno paura del rumore dei giovedì d’estate e dei locali del centro…ma poi si lamentano perchè Cremona è morta.Io da Cremonese rimango allibito da tanta ottusità. Regass ve saluti…. e penseghè ben quant verì la buca.

    • felicemente decrescente

      Caar el me socio, te digaroo che me sares piasit che en qual giùinot “fresc e basot”, invece de spùdaghe a dos a chi ga fat na qualche uservasion, (a daghe del moort, a dighe “che schifo”) el se fùs dumandaat:” ma speta che invece de verighe le porte al sociu Farinet, proi a faa ‘na cuperativa e pò el pulpetoon con el matuaan proi a faal me!” Me par che “per i giovani imprenditori” ghe sies na qual agevulasioon…o me sbagli? Cousè, invece de giraa con i brass in pinduloon in seula tastera i fares vergutina de ùtil per la maan d’opera, per l’afit e per i clieent.
      Sa diset, gui veriit la bouca per daghe ariaa? Se l’è cousè, speti pasient na bela lesion de ecunumia da te, ca te seet brao e saggio.
      Te salùti allibito! se te vedi te paghi en poulpetoon..

      • Pinokio

        Lasa stàa, chesto chì l’è ‘n frescoon (in inglés se dìs en “fresh”), se vét che ghe piàs i furmigòon…

  • pino

    I cremonesi sono proprio “MORTI” dentro!!!
    Tutto questo astio per cioè che è nuovo e diverso.. patetico.
    Ma si può essere più invidiosi?
    Maia pan e salam che te stet ben te, luchetòn… salvo poi crepare per un bel tumore.

    • Michael

      Io credo Pino che qui nessuno sia “invidioso” o “astioso” di “tutto ciò che è diverso”. Vedo invece una bella discussione, vedo atteggiamenti critici, vedo attenzione a selezionare “ciò che è diverso” con spirito dirimente e cercando di usare la logica. L’atteggiamento del “reazionario” che rifiuta tutto è dannoso e patetico quanto quello del “rivoluzionario” che accetta tutto, purché sia “diverso”. Un poeta francese che sicuramente conosci, Paul Valery, scriveva, tra le tante perle che ha lasciato: “il faut etre léger comme l’oiseau et non comme la plume”, ovvero “bisogna essere leggeri come gli uccelli e non come le piume” (traducendo mi sono permesso di personalizzare mettendo al plurale i sostantivi). Conservazione e innovazione devono funzionare “unidualmente” signor Pino, come rigore e immaginazione: perché se la predominanza delle prime porta ad un mondo chiuso e tautologico, la prevalenza incontrastata delle seconde produce solamente una marmellata senza senso né forma.

  • gigus

    Caro giovane ricercatore, alludi alla presenza dei nitriti? Magari domani scoprirò di averlo quel “bel tumore” ma fino ad ora (67 anni) mi è andata bene (nonostante abbia respirato fin da ragazzo dei salubri mercaptani della Tamoil che a quel tempo si chiamava Tamangi).
    Prova a leggere un po’ di letteratura al riguardo delle carni rosse, caro luchetòon, e vedrai che il pàan e salam non è poi così peggio, specie se sulla superficie c’è qualche traccia di strinatino (senz’altro ne sai la composizione); certo, forse tu sei abituato a mangiarne a 4 ganasse…e allora in tal caso…
    Visto che tu sei così “VIVO” dentro (soprattutto a livello enterico) e ti senti tanto all’avanguardia, prova gli hamburger di seitan…quelli sono proprio diversi (e più salubri della carne).
    Quanto all’invidia, non so proprio di cosa dovrei essere invidioso; di sicuro non riuscirei ad essere invidioso di persona così scarsa di rete neurale…
    Ciao rivoluzionario

  • pino

    In un alimentazione come la nostra tipica mediterranea scarsa di glutine, una bella bomba di proteine di glutine, ovvero seitan, è proprio quello che ci vuole. Alla faccia dei celiaci.
    Pane e salame era un termine figurativo per sintetizzare l’equilibrata e (sicuramente lei lo saprà meglio di me professore) sana cucina tipica cremonese: salumi, cotechini, cotiche, ciccioli, bolliti di carni varie rigorosamente ricche di grasso, ecc. Tutta roba che fa proprio un gran bene, equilibrata nei valori nutrizionali e che consigliano tutti i dietologi (dieta inteso come scienza alimentare non come erroneamente è usata nell’accezione popolare).
    Comunque capisco che alla sua età sia difficile capire i “giovani ricercatori”, a maggior ragione se poi si tratta di un cremonese.

    • felicemente decrescente

      Quindi meno male che ci riequilibreremo in Hamburgeria.
      scusi…lasci perdere salumi, cotechini, cotiche, ciccioli, bolliti grassi, ecc. Pensa che la dieta dei cremonesi sia basata su questi alimenti? Vede i centri vari della ristorazione cittadina utilizzare quegli ingredienti? Mi perdoni, ma dove vive?

      Mi è piaciuta l’ironia della “alimentazione tipica mediterranea” e il riferimento ai celiaci. Ma, come prevedevo, non sono stato sufficientemente didattico: anche quello (seitan) era un termine “figurativo” per dirle che “nuovo” e “diverso” non è sempre indice di evoluzione. Come non ho l’impressione che le sia sfuggito il senso dei miei interventi (ma capisco di aver preteso troppo).

      Un addio dall’apostrofato luchetòon, MORTO dentro, patetico (è parente del sig. Marco Alquati?)

      PS dall'”ìncipit” (esordio, ndr) della sua cortese risposta pensavo avesse già meditato sulla riflessione di Michael, ma poi ho dedotto che le è stato difficile…e mi dispiace. Ma, almeno si è espresso come un essere (quasi) civile.
      Alla mia età credo di capire molto meglio di lei (anche da cremonese) i giovani ricercatori…tanto da essere in grado di distinguere tra quelli autentici e quelli fasulli! Se lei è un ricercatore (sigh!), allora siamo proprio colpevoli di aver fatto fuggire i cervelli…

      • pino

        Professore, io non mi sono mai definito un “ricercatore” era stato tale gigus (alias felicemente decrescente?) a definirmi così, pertanto le sue conclusioni sui cervelli in fuga credo riguardino altri e non me, magari lo stesso gigus.
        Poi, tra me e lei, certe volte meglio lasciarli fuggire i cervelli piuttosto che lasciarli atrofizzare in un cranio per carenza d’utilizzo.
        Io non capisco perchè si sia messa in piedi questa polemica: ho espresso il mio punto di vista sul cremonese medio ovvero un individuo lamentoso, petulante, invidioso, cronicamente scontento e legato al passato.
        Vanno bene le tradizioni, vanno bene i piatti tipici (i marubini di mia mamma me li cucino almeno una volta alla settimana in inverno), va bene mantenere una propria identità, ma non si può avere sempre un atteggiamento ostracista!! L’hamburgeria è solo un pretesto per evidenziare l’ennesimo rifiuto verso qualcosa di non tradizionale. Ma perchè??
        Che cavolo, ma ci rendiamo conto che siamo ormai un città decadente, una enorme residenza per anziani, una città portata alla morte, dove ormai le iniziate (professionali e di intrattenimento) rivolte ai “giovani esploratori” sono praticamente a ZERO. Ma ve ne rendete conto o no?
        Lei forse a 67 anni può pure permettersi di gestire il tempo come meglio crede, andando slow e senza fretta. Purtroppo molti (me compreso) non possono.
        Forse un’attività in più, un hanburgheria in questo caso, non fa poi cosi male in questo mortorio di iniziative e di attività.
        La saluto professore.

        • Antonio

          Gentilissimo Pino, sorrido (non rido) e sorrido con te (non di te)… auguri…

        • gigus

          grazie per il professore…è un complimento o è un appellativo come quelli usati nel primo post (si dice così?!?).
          Caro amico, se ritiene che l’hamburgeria sia qualcosa che rivitalizza la città di Cremona…allora ok, e hamburgeria sia! Ma anche 10! A me non pare…forse preferirei qualcosa che coinvolga un po’ di più il cervello…Solo un esempio: il giorno 17 c’è stata la presentazione di un libro di Mauro Ceruti, allievo di Edgar Morin. Ecco, per me quello era un appuntamento importante! Li si poteva dare una spolveratina al cervello…soprattutto quello dei giovani. Avrei gradito una partecipazione in massa del giovanile M5S…
          Quanto al modo di esprimere il comportamento petulante ecc. del Cremonese medio, per quanto se ne possa discutere, penso che ci possano essere delle forme lessicali un po’ più consone al normale discutere. Capisco l’energia giovanile, ma, dato che questo mezzo elettronico di confronto (che molto si attaglia ai giovani) non mette in evidenza ciò che si può cogliere con un contatto diretto, ritengo che un linguaggio un po’ più prudente non dia fastidio a nessuno. Se proprio vuole usare espressioni forti provi a concludere con un absit injuria verbis.
          Il tutto IMHO, naturalmente.
          La polemica…beh, mi pare che lei stia partecipando…oltretutto rivitalizzandola quando ormai tutto si era sopito.
          La saluto mancato ricercatore…ma se crede, viste le sue credenziali innovatrici, posso sostenere la sua candidatura nel centro di ricerca dove lavoro…lei avrebbe maggiori chance di me nel trovare soluzioni o prodotti innovativi e anche a convincere alcune imprese a investire in ricerca….con qualche rivitalizzante “patetico!” o “morto dentro”…

  • Antonio

    Get.mo Pino, sorrido con te, non di te… auguri…