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Giornata della Gioventù, la Croce di S.Facio parte per il Brasile

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“È  motivo di grande soddisfazione il fatto che, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Rio de Janeiro alla fine del prossimo mese di luglio, alla presenza di Papa Francesco, sia stata richiesta la Croce di S. Facio, di proprietà della nostra Cattedrale”. Sono le parole usate da monsignor Achille Bonazzi, direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, per annunciato la partenza della croce verso il Brasile, in vista di un’iniziativa museale. Ci sarà infatti un percorso museale che accompagnerà la Giornata Mondiale della Gioventù. “Il vescovo Lafranconi – ha spiegato monsignor Bonazzi attraverso una nota – ha accolto la richiesta e, dopo che l’Ufficio per i Beni Culturali avrà espletato l’iter previsto dalla legge, col coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Croce detta di S. Facio, nel prossimo mese di maggio, partirà per Rio”. “Non si tratta solo di un prestito – ha evidenziato – ma di una valorizzazione di questo capolavoro dell’oreficeria rinascimentale, a volte ignorata dagli stessi cremonesi. Colgo l’occasione per ringraziare il sig. Luigi Acerbi che ha verificato personalmente la bontà della struttura di tutta la Croce, perché possa affrontare senza pericolo il lungo viaggio e possa essere ammirata da tantissimi giovani provenienti da ogni parte del mondo”.

LA CROCE DI SAN FACIO
La Cattedrale di Cremona, tra le opere d’arte più significative, annovera due croci in argento sbalzato, cesellato e dorato, che costituiscono due eccellenti esempi di oreficeria del Quattrocento lombardo: la “Grande Croce”, costituita da due elementi diversi per età – quattrocentesca la Croce che si inserisce su un basamento settecentesco – e la “Croce di S. Facio”. Questa dovrebbe, però, cambiare nome a motivo del fatto che non può avere come autore il beato Facio da Verona, orefice originario della città veneta che si trasferì a Cremona nel 1226, dove fondò un ospedale e donò oggetti preziosi alla Cattedrale, poiché presenta un evidente carattere rinascimentale.
Il motivo di tale denominazione va ricercato nel fatto che alla base della Croce nel lato recto si legge “B. FACII DONUM OPUS” in passato ritenuta firma dell’autore, ma da interpretare come testimonianza dei doni del beato fatti realmente al Duomo.
La Croce astile – veniva portata in processione fissata su un’asta – è interamente percorsa da una bellissima decorazione fitomorfa a viticci, lavorata a sbalzo, in entrambi i lati, alta 98 cm, larga 54 e con una profondità di 5 cm. Ricca la restante decorazione che attesta la devozione della comunità cremonese alla Vergine e ai Santi protettori. I
Dal punto di vista artistico la struttura della Croce detta di S. Facio con evidenza è debitrice di quella della “Grande Croce”, dalla quale riprende le cornucopie che reggono i protagonisti del Calvario. Lo stile richiama forti affinità con quella conservata nel Duomo di Asti, opera firmata e datata (1505) dall’orafo cremonese Giovanni Antonio Feta, con richiami, sottolineati da diversi studiosi, con il Mantegazza e l’Amadeo. Comunque l’opera va assegnata almeno all’ambito del Feta che si mostra come uno dei più notevoli orafi presenti a Cremona tra fine XV e inizio XVI secolo.

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