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Festival Mezza Estate, ditte contro il Comune Udienza a settembre

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Prima udienza interlocutoria, in mattinata, per il processo civile che vede contrapposti il Comune di Cremona e i creditori di Prima Show, la società che nel 2010 aveva organizzato il Festival di Mezza Estate , dichiarata fallita lo scorso 23 novembre. Davanti al giudice Alessandra Medea Marucchi si sono presentati gli avvocati delle due parti, Enrico Cistriani per il Comune e Giovanni Ripa per le 12 aziende che non sono state pagate per i servizi resi nell’allestimento del Festival. Il giudice ha assegnato i termini istruttori entro i quali le parti dovranno presentare la prove o le rispettive memorie difensive. Sulla loro ammissibilità deciderà il giudice in una nuova udienza, già messa in calendario per il 19 settembre. In quella sede verrà inoltre fissata l’ulteriore udienza per l’ascolto dei testimoni.

Le ditte che hanno citato in giudizio il Comune, per danni inizialmente quantificati in 660.000 euro,  sono: Format Grafica e Comunicazioni ; la Società Sebach – Servizio Bagni Chimici s.r.l., la Ditta individuale del signor Alfredo Corni, ora Ditta Image-Lab; la Società Sartoretto Group s.r.l. Stanging Company; la Società Fantigrafica s.r.l., la società Giochi di Luce Servizi s.r.l., la Società Cooperativa Sociale Onlus Prontoservizi, la Società Cooperativa Dharma, la Società Polografico s.r.l.; la Società Hotel Astoria s.r.l.; la Società Uggeri Pubblicità s.r.l., la Società Keropetrol s.p.a.; la Ditta Arena Giardino – Parco Tognazzi.

Il Comune di Cremona è stato citato nella persona del sindaco Oreste Perri; tra i testi citati dall’accusa vi sono alcuni dipendenti comunali che hanno prestato la loro opera durante il Festival facendosi garanti degli impegni. Nell’atto di citazione il Comune viene indicato come soggetto responsabile di non aver valutato correttamente l’affidabilità di Prima Show quale soggetto per l’organizzazione del festival. In particolare viene sottolineato che il Comune ha “affidato un programma così ambizioso ad una società del tutto sconosciuta e si sia avvalso della collaborazione di una società appena sorta, senza avere avuto né la volontà né il tempo di compiere le necessarie indagini e gli indispensabili approfondimenti. In sostanza, perciò, il Comune di Cremona appare non aver valutato con attenzione e serietà il contenuto non solo delle proposte artistiche, ma soprattutto, per quello che qui rileva, la sostenibilità economica del programma e la necessità delle opportune coperture finanziarie e fideiussorie”.

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Commenti
  • Babilon

    Le ditte che si ribellano sono quelle che fanno magna magna… per una volta resteranno a digiuno e si penserà a cose più importanti… Quando il buon senso ha vinto…