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Voto su Statuto MdV la Provincia non c'era "Manca il parere del Consiglio"

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“L’amministrazione provinciale non ha partecipato all’assemblea sulla fondazione Stradivari che ha votato lo Statuto, perchè non sarebbe stato nelle condizioni di esprimersi sul punto. Come avvenuto per il Comune, anche la Provincia è obbligata ad esprimere un parere sulla scorta del voto del Consiglio. Cosa che sarebbe avvenuta il 9 aprile, quindi non c’era da aspettare molto”. Così afferma Massimiliano Salini, all’indomani del voto con cui l’assemblea straordinaria di Fondazione Stradivari ha approvato il nuovo Statuto che renderà operativo il Museo del Violino. Una decisione presa all’unanimità dai soci che erano presenti all’assemblea, e cioè, oltre al Comune, la fondazione Arvedi Buschini, la fondazione Stauffer, la Camera di Commercio. Mancavano invece i tre rappresentanti della Provincia, ma la maggioranza qualificata per esprimere un voto valido (i due terzi dei soci) era presente.

Salini non si scompone più di tanto di fronte allo strappo di Fondazione Stradivari: “Mi stupisce che abbiano preso questa decisione, trovo antiestetico da punto di vista istituzionale che non si sia voluto attendere il parere del Consiglio provinciale”. Adesso la Provincia uscirà dalla Fondazione? “Non sono in grado di rispondere al momento – continua Salini -. Sono assolutamente convinto che le istituzioni possano dialogare. Al sindaco Perri chiederei di sedersi al tavolo per fargli presente che le mie proccupazioni di amministratore pubblico sono le stesse che dovrebbero avere tutti. Lo inviterei a un dialogo oggi necessario”.

Ora il nuovo Statuto, che prevede l’istituzione di un Consiglio generale (assemblea) da cui verranno nominati i 5 membri del Cda, passerà al vaglio della Prefettura per i profili di legittimità. Se tutto sarà a posto la Fondazione tornerà a riunirsi per varare i nuovi organi amministrativi. Dopodichè il sindaco Perri siederà di diritto come presidente, al posto dell’uscente Paolo Bodini.  Come ha più volte spiegato Salini, la giunta provinciale ritiene insufficienti i contenuti dello statuto da diversi punti di vista: il mancato coinvolgimento del Distretto Culturale, attorno  al quale l’amministrazione di corso Vittorio Emanuele ha costruito le proprie politiche di intervento sul Museo del Violino e non solo; in secondo luogo, la mancanza di un piano finanziario che consenta agli enti locali di programmare le proprie spese nei  prossimi anni.

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