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Negozi al dettaglio fra crisi e ipermercati Cremona è la terza peggiore in regione

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Dettaglianti fra crisi e concorrenza. Il confronto (pubblicato dal Corriere) con le altre province della Lombardia sulle vetrine perdute mette Cremona al terzo posto per variazione tra il 2012 e il 2013. La differenza in un anno è di -0,9%. Peggio di noi solo Sondrio (-6,2%) e Lecco (-2,9%). Percentuale in negativo anche per Mantova con -0,5%. Resistono tutti gli altri capoluoghi lombardi, spesso grazie alle attività degli immigrati soprattutto a Milano e nelle città più grandi. Nei piccoli centri del cremonese, come negli altri paesi lombardi lontani dal capoluogo, la crisi è più evidente. Tutte le attività con il fiato sul collo di diversi ipermercati nel raggio di qualche chilometro. Solo nel 2012, secondo una ricerca della Camera di Commercio di Milano, c’è stata una diminuzione fino al 10% nel numero dei negozi al dettaglio. I settori più colpiti sono alimentari (fruttivendoli, macellerie, panifici, pescherie), abbigliamento e ferramenta. Già, perché se prima le persone andavano in piazza a fare la spesa, adesso preferiscono nel weekend fare chilometri in macchina per riempire le gallerie degli ipermercati. Abitudini che cambiano. Al prezzo di una perdita in campo economico e nel campo della tradizione. Bati pensare che i centri commerciali sono nati all’estero per copiare il modello di piazza tipico della realtà italiana.

CAPOLUOGO VAR.%
Sondrio -6,2%
Lecco -2,9%
Cremona -0,9%
Mantova -0,5%
Brescia +0,1%
Como +0,3%
Lodi +0,7%
Bergamo +1,1%
Monza e Brianza +1,3%
Pavia +1,4%
Varese +1,9%
Milano +2,5%

Elaborazione Camera di commercio di Milano su dati registro imprese

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