Commenta

Brazilian dance, Grupo Corpo torna in scena al Ponchielli

bal

Un’altra prima italiana è fissata per martedi 16 aprile (ore 21.00) con Grupo Corpo, che torna a Cremona dopo ben quindici anni di assenza, proponendo O Corpo concentrato di gesti, suoni e luci, che portano nuova freschezza all’essenza brasiliana e Parabelo, creazione definita dallo stesso coreografo “la più brasiliana e la più legata all’area di Belo Horizonte”.

I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro, aperta tutti i giorni feriali dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (tel 0372.022001/02 – info@teatroponchielli.it – www.teatroponchielli.it – biglietti: posto unico numerato € 20,00).

GRUPO CORPO
BRAZILIAN DANCE COMPANY
direttore artistico Paulo Pederneiras

O CORPO (creazione 2000)
coreografia Rodrigo Pederneiras
musica Arnaldo Antunes
scene Paulo Pederneiras
costumi Freusa Zechmeister and Fernando Velloso
luci Paulo Pederneiras

la Compagnia: Alberto Venceslau, Andressa Corso, Carol Rasslan, Carolina Amares, Cassilene Abranches, Danielle Ramalho, Dayanne Silva, Edson Hayzer, Elias Bouza, Filipe Bruschi, Gabriela Junqueira, Grey Araújo, Helbert Pimenta, Janaina Castro,  Malu Figueirôa, Mariana do Rosário, Williene Sampaio, Rafael Bittar, Rafaela Fernandes, Silvia Gaspar, Uátila Coutinho,  Victor Vargas, Yasmin Almeida

Partendo dall’immaginario umano, la coreografia di Rodrigo Pederneiras utilizza un dialogo innovativo grazie alla colonna sonora elettronica di Arnaldo Antunes.
Pederneiras sviluppa nuove sfumature a questa danza che spazia da la “malemolência” (la lentezza) ad una danza quasi robotica. É una danza a ritmo accelerato  attraverso gesti aggressivi, all’improvvisa rottura delle linee ed alle arcature accentuate dei corpi che si muovono raso palcoscenico. “Il corpo è sufficientemente opaco / per esser visto.” I corpi danzano “bagnati” dalle luci create da Paulo Pederneiras.
È una cornice di punti luce che vibrano al ritmo della  musica come fossero giganteschi analizzatori spettrali.
O Corpo trasforma la scena nelle luci ed i costumi in elementi scenici mobili: sono come sculture nere che danzano all’interno di  una scatola rossa. I corpi acquistano nuovi volumi grazie all’inventiva  di Freusa Zechmeister e Fernando Velloso. I danzatori formano una banda, una tribù, ma le loro individualità sono sottolineate dal movimento e dagli  insoliti costumi.  La musica di Arnaldo Antunes si materializza  attraverso  la danza, e la danza aggiunge una nuova visione  alla storia di Grupo Corpo.
O Corpo è un concentrato di gesti, suoni e luci, che porta nuova freschezza all’essenza brasiliana di Grupo Corpo.

PARABELO (creazione 1997)
coreografia Rodrigo Pederneiras
musica Tom Zé and José Miguel Wisnik
scene Fernando Velloso and Paulo Pederneiras
costumi Freusa Zechmeister
luci Paulo Pederneiras

la Compagnia: Alberto Venceslau, Andressa Corso, Carolina Amares, Cassilene Abranches, Danielle Ramalho, Dayanne Silva, Edson Hayzer, Elias Bouza, Filipe Bruschi, Gabriela Junqueira, Grey Araújo, Helbert Pimenta, Janaina Castro,  Malu Figueirôa, Mariana do Rosário, Williene Sampaio, Rafael Bittar, Rafaela Fernandes, Silvia Gaspar, Uátila Coutinho,  Victor Vargas, Yasmin Almeida

L’ispirazione al Brasile, e la colonna sonora contemporanea commissionata a Tom Zé e José Miguel Wisnik  hanno portato il coreografo a definire Parabelo la sua creazione “più brasiliana e più legata all’area di Belo Horizonte”. Prendendo spunto dai canti di lavoro e di preghiera, dalla memoria dei ritmici baião e dagli esuberanti e sempre attuali intricati punti e contrappunti ritmici, emerge una coreografia caratterizzata  da anche ondeggianti e battiti di piedi. È un affascinante dichiarazione di maturità e d’insegnamenti espressivi, che Pederneiras ha sviluppato attraverso anni di lavoro partendo da   Missa do Orfanato e Sete ou Oito Peças para um Ballet. L’estetica delle offerte votive, che provengono dalle chiese di provincia, ispirano  Fernando Velloso e Paulo Pederneiras alla creazione di pannelli di dimensioni imponenti in grado di supportare  la messinscena della coreografia.
Grazie all’intensità dei colori velati dal tulle nero e svelati solo nel piccolo ed essenziale spazio delle scarpette dei danzatori, la costumista Freuse Zechmeister crea un gioco di luci e ombre che “veste” i danzatori nella prima parte del brano . Solo  nell’esplosivo finale, le calzamaglie sono liberate dal velo, mettendo così in evidenza i loro colori caldi e gioiosi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti