Commenta

Zosi e Bellocchio chiudono la rassegna 'Audizioni al Museo'

zosi

Il concerto di Edoardo Zosi e Maria Grazia Bellocchio conclude – domenica 14 aprile, alle 11, nella Sala San Domenico del Museo Civico di Cremona – la rassegna “Audizioni al Museo – Les Violons du Roi”, promossa da Comune, Fondazione Stradivari e Cremonabooks e dedicata alla riscoperta dell’opera della famiglia Amati, prima grande dinastia di liutai cremonesi.

Al violinista, indicato da Salvatore Accardo come uno dei massimi talenti del panorama musicale internazionale, sarà affidato l’ “Hammerle”, costruito da Nicolò Amati ed oggi esposto nella collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale”. Nella storia dello strumento sono riassunte le vicende di oltre un secolo di liuteria cremonese. L’etichetta infatti recita “Nicolaus Amatus Cremonen. Hieronymi / Fil. ac Antonij Nepos Fecit. 1658”. Non solo Nicolò raccolse l’eredità culturale del nonno Andrea, che un secolo prima aveva costruito i primi violini moderni, e degli altri artigiani della famiglia ma nella sua bottega si formarono alcuni dei più rinomati costruttori del periodo successivo ed il suo lavoro influenzò Antonio Stradivari. Prima dell’audizione il Maestro Fausto Cacciatori presenterà brevemente lo strumento.

Decisamente senza tempo, invece, il suono dell’ “Hammerle”, una caratteristica che il programma musicale scelto da Zosi sottolinea abbandonando ogni riferimento barocco o classicista per affrontare la prova di autori otto e novecenteschi.

Ma sarà anche l’occasione per scoprire aspetti inediti di  Strauss, Webern e Ravel, autori che  devono la loro fama perlopiù a opere magniloquenti per grande orchestra. Zosi e Bellocchio, invece, indagheranno la produzione cameristica, quasi una lettura in filigrana per arrivare al fondo della poetica di tre autori assai differenti ma ognuno rappresentativo di un’idea musicale che cambiava in modo sincrono ad un mondo in rapidissima evoluzione.

La Sonata in mi bemolle maggiore Op. 18 di  Strauss è un lavoro giovanile, ma rivela il talento dell’autore per una musica meno densa, anche se ha lo stesso, enorme impatto melodico ed emotivo.

Pienamente novecenteschi, i Quattro pezzi Op. 7, dove Anton Webern sembra  estrarre dalla purezza del suono un’immagine di assolutezza lirica e a ricercare nell’intensità dell’attimo una compiuta totalità, superando ogni convenzione di simmetria formale o di articolazione discorsiva: i gesti sonori diventano frammenti minimi, ancorché decisamente caratterizzati nel timbro, nella dinamica, nell’ intensità di ogni sfumatura.

Infine la Sonata No.2 per violino e pianoforte di Maurice Ravel sembra ripercorrere gli schemi formali della tradizione mitteleuropea, nell’articolazione in tre movimenti e persino echeggiando agli archetipi beethoveniani della Primavera, o della Kreutzer. Ma non mancano spunti di novità, quali il ricorso ad atteggiamenti strumentali di stampo jazzistico ed all’inusuale definizione Blues del tempo centrale.

È altresì suggestivo ricordare il particolare rapporto che lega l’“Hammerle” alla città: venne infatti acquistato nell’autunno 1966 grazie alla sottoscrizione “Un dollaro per Nicolò Amati”, cui i cremonesi aderirono con convinzione ed entusiasmo.

In un momento storico nel quale la crisi economica fa dubitare molti del ruolo sociale e della sostenibilità economica dell’esperienza culturale come momento fondamentale della vita di una comunità, la vicenda di questo violino appare più che mai ricca di significato e ricorda come, soprattutto in tempo di crisi, la cultura rappresenti una ricchezza e una necessità imprescindibile.

Il biglietto per assistere al concerto costa 3 Euro più l’ingresso al Museo Civico; può essere acquistato in prevendita presso il Bookshop del Museo (via Ugolani Dati, 4 – tel. 0372 803622 – bookshopcr@gmail.com) o la Libreria Cremonabooks (Largo Boccaccino 12/14 – tel. 0372 31743).

DOMENICA 14 APRILE, ORE 11

SALA SAN DOMENICO DEL MUSEO CIVICO
Edoardo Zosi violino
Maria Grazia Bellocchio pianoforte

violino Nicolò Amati
Hammerle 1658 c.

presentazione dello strumento a cura di

Fausto Cacciatori
conservatore della collezione “friends of Stradivari”

Richard Strauss
Sonata Op.18 in Mi bemolle maggiore

Anton Webern
Quattro pezzi Op.7 (Vier Stücke)

Maurice Ravel
Sonata No.2 in Sol Maggiore

EDOARDO ZOSI

Nasce a Milano nel 1988 in una famiglia di musicisti ed intraprende lo studio del violino all’età di tre anni. È dapprima allievo di Sergej Krylov quindi  si diploma con lode e menzione speciale al Conservatorio Verdi di Milano. Si perfeziona con  Salvatore Accardo e Pierre Amoyal.

Nel 1995 debutta in Sala Verdi al Conservatorio di Milano in occasione di un concerto dell’Orchestra del Festival di Brescia e Bergamo diretta da Agostino Orizio. Quindi inizia una fulgida carriera artistica che lo porta ad esibirsi nelle teatri e sale da concerto più importanti al mondo ed a collaborare con grandi solisti e direttori.

È docente di violino al Conservatorio Santa Cecilia di Roma

MARIA GRAZIA BELLOCCHIO

Compie gli studi musicali al Conservatorio G. Verdi di Milano con Antonio Beltrami e Chiaralberta Pastorelli, diplomandosi con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Si perfeziona quindi alla Hochschule di Berna con Karl Engel ed a Milano con Franco Gei.

Suona regolarmente per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e straniere. Il suo repertorio spazia da Bach ai giovani compositori contemporanei. Collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli. Ha inciso per Ricordi e Stradivarius. Affianca agli impegni concertistici un’intensa attività didattica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti