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Bombe alla maratona di Boston, ci sono anche due cremonesi

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C’è anche un cremonese tra i partecipanti alla maratona di Boston. Ha sentito le esplosioni scoppiate al traguardo nella centralissima Copley Square. In Italia erano circa le 20.50. E’ sotto choc, Davide Alberichi, infermiere all’ospedale di Cremona, a Boston con la moglie e collega Monica Carnevali, insieme ad altri 227 italiani iscritti alla 117esima edizione della gara. Entrambi i cremonesi sono illesi: Alberichi, tesserato della società Marathon Cremona, aveva concluso la gara da pochi minuti quando sono avvenute le esplosioni sul rettilineo. Il bilancio è di tre morti e di 140 di feriti. Tra questi molti (almeno 17) sono gravissimi. Scene di paura e panico e gli Stati Uniti ancora in stato di allerta terrorismo.

”Abbiamo sentito un rumore enorme, la festa si è trasformata in terrore e non abbiamo più pensato a finire la gara”, hanno raccontato alle principali agenzie di stampa alcuni dei partecipanti italiani alla corsa.

Il consolato d’Italia a Boston, in coordinamento con l’Unità di crisi della Farnesina, ha attivato numeri di emergenza per fornire informazioni e assistenza riguardo agli italiani che hanno partecipato alla maratona. I due numeri – secondo quanto si legge sul sito del consolato – sono: 001-617-780-4955 oppure 001-617-416-7419.

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Commenti
  • M.

    Una delle vittime aveva 8 anni! Una bambina di 8 anni! Cosa hanno nel cervello? A 8anni non si può morire per dei deficienti che piazzano bombe!

  • Fra73

    …a qualsiasi età non si puo’ morire per dei deficienti che piazzano delle bombe…soprattutto se bambini…ma ripeto a qualsiasi età….