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Dopo 18 anni Fervari lascia la presidenza Confesercenti: 'Commercio diviso per questo conta poco'

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Termina un’epoca per Confesercenti Cremona, l’associazione di categoria di commercio e servizi, i cui rappresentanti si riuniranno a Brescia lunedì prossimo per eleggere il nuovo presidente del raggruppamento provinciale che include anche Cremona e Mantova. Ci sarà un unico presidente e tre vicepresidenti vicari – uno per provincia –  con compiti di rappresentanza ‘politica’ della categoria e difficilmente Ernesto Fervari, volto storico di Confesercenti Cremona, sarà della partita. ‘Avevo già espresso l’intenzione di non ripresentarmi cinque anni fa, all’epoca dell’ultimo rinnovo’ ci spiega , ‘poi però il nazionale cambiò le regole in base alle quali non ci si poteva più presentare dopo due mandati. Adesso però è proprio arrivata l’ora’. Per Confesercenti, e gran parte del commercio cremonese, dunque finisce un’epoca, visto che Fervari è alla guida dell’associazione dal 1995, praticamente senza rivali. In precedenza poi, aveva fatto parte del direttivo con presidenza Saradini.

Di cose, da allora, ne sono cambiate. La grande distribuzione stava muovendo i primi passi, la galassia  del piccolo commercio era un’insieme di aziende famigliari che oggi in gran parte si sono estinte. ‘Quelli erano gli anni in cui c’era una spartizione politica delle cariche – afferma- socialisti, social-democratici, eccetera. Il peso dell’appartenenza si faceva sentire, oggi tutto è cambiato, ed io non sono più iscritto da tempo a nessun partito’. A cambiare, in peggio, è invece il peso dell’associazionismo che raggruppa il terziario all’interno dell’economia provinciale. ‘Delle 13.000 aziende del commercio e servizi registrate in Camera di Commercio, soltanto la metà è iscritta ad un’associazione. Se guardiamo all’agricoltura, all’industria, all’artigianato, vediamo che non è assolutamente così. Nel commercio invece succede che ci si avvicini ad un’associazione solo perchè in un dato momento un imprenditori ha un problema o una necessità contingente. Questo significa una debolezza che si traduce in scarsa incisività sul piano politico. Il terziario dovrebbe avere un’unica associazione che lo rappresenti, troppe divisioni non fanno bene a nessuno’.

Già oggi molti dei servizi offerti da Confesercenti vengono svolti dalla sede centrale di Brescia. Quanto al vicario che governerà gli uffici cremonesi, nessuna indiscrezione: ‘Si è creato un bel gruppo, non ci saranno difficoltà a trovare la persona giusta’, afferma diplomaticamente il presidente uscente.

g.b.

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Commenti
  • Enrico

    Tra un po’ gli spettava il vitalizio ,a tutti i livelli due mandati poi a casa,invece ci sono cariche eterne ,se fossero gratis durerebbero un anno ma o dirif o de raf ci si guadagna a sta in sella pultruna NB scusate il dialetto

  • bysan

    ma abbiamo compreso benissimo e concordiamo…..si vede che non c’è più nulla da mangiare su certe poltrone!

  • Elia Siacca

    Conosco Fervari da molti anni e so, che sono almeno 5 anni che mi diceva che voleva andarsene, e più di una volta gli dissi di smarcarsi dalle diverse cariche visto la lunga permanenza, ma sappiate che Cabrini, tenetevi forte [udite udite ] direttore associazione industriali è li da 44 anni, e i giovani industriali di età, ma non di intelletto, non dicono nulla probabilmente aspettano che si liberi il posto per grazia ricevuta.
    Siamo alle solite i giovani non hanno le palle, e gli anziani marpioni non mollano le scranne nemmeno d’innanzi al plotone di esecuzione, utilizzando i giovani ingenui, alla loro corte con funzione di galoppini addomesticati servili e ubbidienti sino alla naturale liberazione della poltrona per passaggio a miglior vita del principe.
    Cremona sono 40 anni che è controllata dai soliti noti che si scambiano le poltrone nell’indifferenza dei Cremonesi, più attenti alla sorte della Cremonese che al ricambio generazionale dei soliti noti-
    Povera Cremona che pena mi fai .