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Tamoil: disastro colposo, il processo resta a Cremona

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Resta a Cremona il processo su uno dei filoni della Tamoil. Lo ha deciso il giudice Francesco Sora che ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa. In sostanza i legali della raffineria avevano chiesto di spostare il processo a Venezia, sede deputata in caso di coinvolgimento di magistrati in servizio a Cremona, proprio a causa del coinvolgimento diretto dell’allora pm Cinzia Piccioni, magistrato delegato alle indagini. A processo c’è Enrico Gilberti, il manager preposto alla gestione della raffineria, accusato di disastro colposo per i fatti accaduti il 27 agosto del 2009. Gilberti deve rispondere in merito alla fuoriuscita di gas da uno dei serbatoi utilizzati durante le fasi di pulizia degli impianti. Il contenitore, che fungeva da grande pattumiera dove venivano convogliati gli scarti di lavorazione, si era danneggiato, rilasciando nell’aria un fortissimo odore di idrocarburi che aveva causato malori tra i soci delle vicine canottieri. Relativamente a quell’incidente, provocato dalle operazioni di manutenzione del serbatoio “A5”, la consulenza effettuata per conto del pm aveva parlato di rischio esplosione molto alto per la presenza di sostanze altamente infiammabili. Quel giorno il pm Cinzia Piccioni si trovava alla Bissolati insieme ad altri soci. Un doppio ruolo, il suo, ritenuto dai difensori incompatibile. Secondo il giudice Sora, invece, la mera presenza del pm Piccioni sul posto non è sufficiente a farla ritenere parte offesa. La stessa richiesta di incompetenza territoriale era stata presentata dall’avvocato Carlo Melzi d’Eril in sede di udienza preliminare davanti al giudice Guido Salvini che l’aveva rigettata, mandando a giudizio l’imputato.  Il gup Salvini aveva ritenuto la presenza, seppur “incontestabile” della Piccioni, “circostanza di per sé non sufficiente a comportare l’attivazione del meccanismo di rimessione”. Nella sua ordinanza, però, il giudice aveva segnalato comunque “che un dovere di astensione” da parte del magistrato “poteva essere preso in considerazione sotto altri profili di convenienza (ad esempio per il rapporto di frequentazione con potenziali testimoni o danneggiati gestori o iscritti alla Bissolati)”. L’udienza è stata quindi aggiornata al prossimo 10 luglio.

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