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Ex precari del Comune lavoratori disorientati e divergenze tra sindacati su linee d'azione

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Cominciano ad emergere le prime divisioni all’interno del fronte finora compatto dei 32 ex precari del Comune stabilizzati alla fine del 2010. Sullo sfondo, il timore di vedersi dichiarati nulli i propri contratti in caso di sentenza di condanna al Comune da parte della Corte dei Conti, per danno erariale con l’aggravante del dolo.  I dipendenti vivono con fortissima preoccupazione la scelta su quale sia, adesso, la linea d’azione più opportuna da tenere. La situazione legislativa è molto complicata e ci sono differenti interpretazioni delle norme che regolano pubblico impiego, patto di stabilità, stabilizzazioni. Il disorientamento cresce tra i lavoratori, anche a fronte delle diverse possibilità di azione legale, giudiziaria o extragiudiziaria che si possono intraprendere.

Ieri pomeriggio è stata la Cgil a proporre ai propri iscritti una linea d’azione, che presuppone un intervento attivo dei singoli nel procedimento avviato dalla Corte dei Conti, attraverso la presentazione alla Corte stessa di una memoria difensiva nella quale ciascun dipendente rappresenti la propria vicenda di lavoratore e le conseguenze che la stabilizzazione ha avuto nella propria vita. ‘Non si tratta – afferma Donata Bertoletti, della segreteria confederale Cgil che ha affiancato il sindacato di categoria nell’iniziativa – di entrare nel merito delle questioni giuridiche, l’azione dei lavoratori sarà a latere del procedimento e punta a rappresentare la storia lavorativa e personale di ciascuno’. La linea d’intervento è stata prospettata ai lavoratori dallo studio legale Furfari di Milano, con il quale collabora la Cgil cremonese. I lavoratori interessati potranno procedere singolarmente, entro tempi brevi però, perchè la scadenza del 22 maggio, data dell’udienza di amministratori e dirigenti comunali davanti ai giudici contabili, è sempre più vicina.

Del tutto differente la linea annunciata in queste stesse ore da Cisl e Uil. Che hanno convocato nel pomeriggio i lavoratori interessati presso la sede Cisl di viale Trento e Trieste, per un confronto con il proprio legale, l’avvocato Marco Miglino. Sedici i dipendenti comunali convenuti, alcuni iscritti, altri simpatizzanti delle due sigle.  Il quale ha prospettato l’opzione di attendere la sentenza della Corte e soprattutto di leggere le motivazioni, prima di assumere, da parte dei lavoratori, qualsiasi parte attiva nel procedimento. Miglino ha compiuto un lungo excursus attraverso  la giurisprudenza vigente e le sentenze, ha parlato delle numerose possibilità di deroghe collegate alle leggi, definendo la legislazione in materia ‘incompleta e disorganica’, fatta di norme che spesso entrano in conflitto tra loro e circolari interpretative che vengono variamente utilizzate dai vari enti. ‘Voi – ha detto riferendosi ai lavoratori presenti – state percependo lo stipendio dal Comune, siete lavoratori a tutti gli effetti, per il momento non è il caso di far nulla’. Lo ha incalzato il segretario di categoria Funzione Pubblica della Cisl Vincenzo Tarallo. ‘Non siamo fermi – ha detto – stiamo perseguendo tutte le vie possibili, valutando sia le mosse giudiziarie che extragiudiziarie. Questa mattina abbiamo scritto al sindaco e al direttore generale chiedendo formalmente i dati certificati rispetto ai pensionamenti e alle cessazioni di lavoratori avvenute tra 2011 e 2013, quanti soldi sono stati risparmiati e quale sia la spesa annua che il Comune sostiene per ogni singolo lavoratore stabilizzato’,  dati che serviranno agli avvocati per proporre misure di tutela dei contratti in essere (e per confutare eventualmente l’ipotesi del danno erariale) sia fuori che dentro le aule di un tribunale.

I lavoratori hanno chiesto se una linea difensiva rispetto all’altra possa spaccare il fronte finora compatto dei 32 e quindi inficiare l’efficacia delle varie mosse. ‘No, questo non succederà – ha assicurato il legale – perchè per fortuna abbiamo dalla nostra il diritto’. Da parte sua Tarallo ha assicurato sulla compattezza dei tre sindacati confederali sulla questione dei precari, ‘nonostante la libertà delle scelte. Ogni lavoratore naturalmente sarà libero di fare le sue. Come ha detto l’avvocato, una pluralità di posizioni in questo caso potrebbe essere un vantaggio’. Nell’udienza del 22 maggio – è stato inoltre spiegato –  i giudici non dichiareranno l’esito della sentenza e  questa sarà resa nota – ufficialmente – soltanto con la pubblicazione, che di solito avviene alcuni mesi dopo. Solo da allora l’atto avrà una sua efficacia riguardo ai contratti in essere e da allora decorreranno i termini per l’appello. In caso di condanna, ha consigliato l’avvocato, sarà opportuno attendere le motivazioni della sentenza per poter approntare la difesa dei singoli lavoratori.

g.b.

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