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CremonaFiere, bilancio approvato:100mila euro di utile prima delle imposte

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L’Assemblea dei Soci di CremonaFiere si è riunita nella mattinata di lunedì per approvare il bilancio consuntivo relativo all’esercizio 2012. I dati presentati hanno evidenziato che il trend positivo dell’attività di CremonaFiere continua nonostante le condizioni avverse di un mercato, quello fieristico, che sta vivendo un periodo di profonda crisi. Oltre all’utile prima delle imposte di 101.373 euro e un valore della produzione di 5.328.268 euro, sono stati sottolineati dati particolarmente rilevanti per quanto riguarda il calendario: 12 manifestazioni di cui 4 internazionali, 3 seminari di alta formazione, 243 convegni e seminari, 1.519 espositori e 168.700 visitatori, di cui oltre 90.000 professionali.

Controllo dei costi e servizi di alto livello

Una buona performance ottenuta mediante un attento controllo della dinamica dei costi (pur restando sostenuto l’investimento in promozione, marketing e livello qualitativo dei servizi), e centrando gli obiettivi di fatturato. Due le parole d’ordine del quartiere fieristico di Cremona: specializzazione e professionalità. Le 12 Manifestazioni che hanno riempito il calendario 2012 di CremonaFiere si sono rivolte infatti, per la maggior parte, ad un pubblico estremamente specializzato, con focus particolari sui settori dell’agricoltura, della zootecnia e della musica, in cui CremonaFiere gioca un ruolo da protagonista a livello internazionale.

Oltre l’incontro della Domanda e Offerta: un laboratorio strategico per sviluppare nuovo business

Una leadership costruita grazie anche all’attenta costruzione di una fitta rete di collaborazioni e rapporti internazionali con le realtà più importanti dei settori di riferimento, che consentono il coinvolgimento di professionalità diverse che trovano a Cremona un punto di riferimento per lo sviluppo dei rispettivi business. “Le Manifestazioni di CremonaFiere sono pensate per andare molto oltre l’esposizione di attrezzature e tecnologia – ha sottolineato il presidente Antonio Piva. Oggi gli eventi fieristici non possono più limitarsi all’incontro della Domanda e dell’Offerta: è necessario creare un laboratorio strategico dove l’incontro di professionisti di settori diversi sia in grado di dare nuovi spunti e soluzioni concrete per lo sviluppo del business.”

Un’attività nazionale e internazionale che si basa interamente su mezzi propri

Sottolineando i soci che l’attività di CremonaFiere e il lancio di nuove iniziative anche sui mercati esteri (l’ultima realizzazione è stata la recentissima Mondomusica New York) sono finanziati con mezzi propri e non gravano assolutamente sul territorio, che anzi beneficia di decine di migliaia di presenze ogni anno. “La scelta di fondo di concentrarci sulla specializzazione e sull’eccellenza – ha infine evidenziato Piva – ci ha permesso di operare in segmenti di mercato non soggetti direttamente alla concorrenza nazionale, distinguendoci nettamente dalla spesso confusa e indistinta offerta degli ormai troppi quartieri fieristici italiani.”

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