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Aler verso la riforma, a Cremona morosità per quattro milioni Vacilla convenzione con il Comune

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Mino Jotta potrebbe essere stato l’ultimo presidente di Aler  Cremona, stando alle avvisaglie provenienti da Milano, dove il neo-assessore alla casa Paola Bulbarelli sembra intenzionata a procedere entro pochi mesi alla riforma dell’intero sistema lombardo. Il 20 aprile sono scaduti tutti i Cda in essere. Per 45 giorni sono prorogati, poi scatta il commissariamento.  In realtà, si va verso l’azzeramento dei consigli di amministrazione provinciali che globalmente, secondo i calcoli di Cisl Lombardia, costano 2,5 milioni di euro all’anno ai contribuenti lombardi. Ieri l’altro il consiglio regionale ha approvato una mozione del Pdl che invita la Giunta ad eliminare tutte le Aler provinciali e accentrare le funzioni a livello regionale. Apparentemente un bel risparmio, ma non tutti sono d’accordo. La Cgil ad esempio teme che accentramento significhi perdita di legami con le esigenze del territorio e minore trasparenza, come è successo per altre agenzie regionali quali Asl e Arpa che funzionano con dipartimenti provinciali retti da un direttore generale che risponde politicamente a Milano.

L’azienda per l’edilizia residenziale pubblica è retta da una Cda di 7 membri con un presidente che percepisce uno stipendio collegato a quello dei consiglieri regionali, circa 5.000 euro al mese. Al suo vice spetta la metà, ai cinque consiglieri circa 1700 euro l’anno. Migliaio più, migliaio meno, un Cda al completo costa 200.000 euro l’anno. A cui vanno aggiunti (caso di Cremona) 127.000 euro per il direttore generale. Secondo altri calcoli, fatti dalla Lega Nord che ha presentato in Regione un progetto di riforma che porterebbe da 13 a 4 le Aler, con Cremona accorpata a Mantova e Lodi, attualmente si spendono ‘per i 13 direttori circa 2, 7 milioni di euro l’anno, per i cda 2,1 milioni e per i collegi dei sindaci 934 mila euro. Complessivamente però la governance costa circa 6 milioni di euro e con la riorganizzazione si avrebbero forse 2 milioni di risparmio’.

A Cremona, d’altra parte, il Cda è già quasi dimezzato. Da gennaio, quando è sceso in campagna elettorale per le Regionali, il presidente Pdl Mino Jotta si è dimesso e le sue funzioni sono state prese dal vice Gianfranco Diamanti. Con la nomina a deputato, poi, anche Franco Bordo (Sel) ha lasciato l’incarico di consigliere. Restano al loro posto Gianfredo Mazzini (Udc), Anna Riccardi (Pd), Nicola Stellato (Pd).

Tra le avvisaglie che qualcosa sta per  cambiare ci sono anche le dichiarazioni del vicesindaco Roberto Nolli a proposito dei risparmi che il Comune deve mettere in pratica per poter chiudere il Bilancio 2013: ‘Se ad esempio portassimo all’interno del Comune la gestione degli alloggi Erp oggi affidati all’Aler, risparmieremmo circa 350 mila euro’ ha spiegato due giorni fa. E subito coglie la palla al balzo Caterina Ruggeri, consigliere del Pd: ‘Ci chiediamo dove è stato l’Assessore Nolli in questi quattro anni, quando si discuteva del passaggio all’Aler, poi avvenuto,  dell’intero patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica.
La contrarietà del Partito Democratico è stata espressa in diverse  occasioni, l’ultima, poco più di due anni fa in Consiglio Comunale  votando contro a tale passaggio, apparso più come  una sorta di “liberazione di un problema complesso”, che ad una vera opportunità di miglioramento nella sua gestione. Non si tratta di risparmiare 350.000 €, ma di garantire un servizio efficiente. Abbiamo poi continuato a segnalare il degrado e l’abbandono nel quale
sono state lasciate intere palazzine Erp per lo più collocate nelle  nostre periferie e ora, sulla base delle dichiarazioni dell’Assessore  al Bilancio e in ordine al progetto di Legge Regionale di riordino e di  ridimensionamento delle sedi ALER, presentiamo un’interrogazione con la quale vogliamo sollecitare  la soluzione del problema, restituendo gli alloggi popolari alla gestione diretta del Comune, magari rafforzando l’organico del servizio Patrimonio e ridando priorità e attenzione  ad una ricchezza di importante impatto sociale’.

La crescente morosità e i tagli dei finanziamenti pubblici per nuove costruzioni e manutenzioni rendono difficile l’operatività delle Aler così come sono. Nell’ultimo anno di cui sono pubblici i dati, il 2011, la morosità negli alloggi Erp era del 10%, con 5,7 milioni di euro di gettito previsto e 5,1 effettivamente incassati. Ma se si conta la morosità consolidata, quella cioè che si è accumulata nel corso degli esercizi precedenti, siamo a quasi 2 milioni di euro. Per gli alloggi a canone moderato (11 in tutto) la percentuale di morosità è ancora più alta, il 18% nel 2011 e ammonta a 13.300 euro come dato consolidato. Se si aggiunge le morosità per i servizi a rimborso e altro si devono aggiungere altri 2 milioni di arretrati non percepiti. Per la spaventosa cifra di 4.383.674 euro a fine esercizio 2011.

MOROSITA’ ALER, L’ALLEGATO AL BILANCIO 2011: CLICCA QUI

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