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S. Felice: 'Sempre più isolati' si valuta ricorso al Tar contro sovrappasso

s.-felice

foto Sessa

Tornano alla carica i residenti di S.Felice – S. Savino, insoddisfatti dalle risposte del Comune, nonostante i ripetuti incontri. Il 10 maggio, in un’assemblea, il presidente del comitato di quartiere Giorgio Beccari ha relazionato sugli esiti delle ultime trattative, non nascondendo la delusione per l’incontro avvenuto a palazzo qualche settimana prima. ‘Prima – spiega –  l’appuntamento era stato fissato per il giorno 8 aprile, poi è slittato al 23. Doveva esserci il sindaco e invece non ha potuto essere presente. L’ingegner Pagliarini è potuto restare solo 20 minuti. Sono rimasti l’assessore Zanibelli e Demicheli, ci hanno informato dei costi dell’ampliamento della strada S. Felice – S. Savino, lievitati addirittura a 2,4 milioni di euro’.

Restano irrisolte tutte le questioni poste dal Comitato: certezza del finanziamento per l’adeguamento di questa strada, e soluzioni alternative per togliere dall’isolamento San Savino, visto che il progetto di eliminazione delle barriere ferroviarie (che riguarda anche via Persico e via Brescia) comporterà la chiusura di via Mulini, unica strada che consente alla frazione S. Savino di connettersi con via Postumia quando sarà avviato il cantiere per il sovrappasso a s. Felice. In relazione a questi aspetti e a un ipotizzabile spreco di denaro pubblico (i residenti affermano che  l’eliminazione della barriera ferroviaria è inutile), il Comitato sta valutando insieme ad un avvocato che risiede in zona, di fare ricorso al Tar. Opere che però sono già in fase di appalto, con la previsione dei Lavori Pubblici di selezionare l’impresa entro maggio. Starebbe per partire una sottoscrizione per la raccolta dei fondi necessaria all’iniziativa legale, come pure un sondaggio per capire quanti fra i residenti preferirebbero passare sotto il comune di Malagnino. Ulteriori preoccupazioni vengono dal possibile avvio nei prossimi due anni, del cantiere per la Cremona-Mantova, che bloccherebbe l’altra strada di collegamento di S. Savino con la viabilità principale, via Mantova.

Altra critica viabilistica, l’impossibilità di accedere direttamente alla ‘tangenzialina’ che collega A21 a via Giuseppina: chi abita a S. Savino e S. Felice, deve obbligatoriamente entrarvi da via Mantova.

Tra gli altri motivi di delusione c’è il mancato inserimento, nelle nuove tratte urbane dei bus, di un collegamento diretto tra il quartiere e l’ospedale, richiesto da tempo. Distante in linea d’aria neanche un chilometro, i residenti di S. Felice per poter accedere all’ingresso principale dell’ospedale dovrebbero prendere il bus che ferma a porta Venezia e da qui cambiare e tornare indietro in largo Priori. ‘Ci hanno collegato a Costa s. Abramo e non alla meta più vicina e frequentata, un’assurdità – afferma Beccari -. E per tutta risposta ci hanno detto che possiamo richiedere il servizio a chiamata’.

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Commenti
  • Luca

    non sapevo che un’infrastruttura che toglie un passaggio a livello crea isolamento… non ci sarà mica di mezzo Nonno Passaggio a Livello dopo Nonna Quercia?! :O

  • Max76

    Se prima di scrivere ti facessi un giro a San Felice e San Savino e conoscessi il progetto della “infrastruttura” nel suo complesso,, capiresti…..

  • Marco Alquati

    I soliti rompicoglioni italioti…per far felice qualche decina di persone, si penalizzano migliaia di pendolari che ogni giorno prendono la Milano-Mantova…

  • marcog

    not in my backyard, ovvero non nel mio cortile: è il motto preferito dai cremonesi da non poco tempo. adesso arriviamo a difendere il passaggio a livello: prima ancora come cittadino, che come pendolare, rimango basito. togliendo il passaggio a livello si aumenta l’isolamento, questo mi verrebbe da chiamarlo contorcimento neuronale. domanda: potrò fare io ricorso al tar contro tali contorcimenti?

  • Zamzam

    e se poi il comune perde il finanziamento, che serve per togliere anche i passaggi a livello di via brescia e via persico, che facciamo?