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Imu sui capannoni: senza rinvio, con prima rata aumenti a Cremona del 30%

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Imu sì, Imu no. Il decreto del governo Letta (‘non il decreto dei miracoli’, come ha precisato il premier) riguarda la prima casa, i terreni agricoli, i fabbricati rurali, le cooperative edilizie, le abitazioni popolari, con lo spostamento della rata da giugno a settembre e una riforma entro agosto. Escluse le imprese: niente ‘salto’ dell’Imu per i capannoni industriali. A questo proposito, i dati della Cgia di Mestre parlano di 38 comuni capoluogo di Provincia su 101 presi in esame con un incremento della prima rata 2013 sui capannoni del 51%. A Cremona il confronto tra la rata numero uno del 2013 e quella del 2012 racconta di un aumento del 30%, più 449 euro. 1.513 euro la media di quanto pagato per i capannoni nel 2012, 1.962 euro la somma da pagare nella prima rata del 2013. Stessa percentuale di Caltanissetta, Latina e Cuneo. Il 30% cremonese è poco al di sotto della media nazionale che è +35%.
I calcoli, segnala la CGIA, sono stati realizzati considerando la rendita catastale media dei capannoni di ciascun Comune capoluogo di Provincia. Inoltre, si è considerata la nuova base imponibile riferita al 2013 che, rispetto al 2012, è aumentata a seguito dell’incremento di 5 punti del coefficiente moltiplicatore che passa da 60 a 65. Per calcolare il versamento della prima rata che gli imprenditori hanno pagato a giugno 2012 si è considerata l’aliquota base del 7,6 per mille, come stabiliva la normativa. Per misurare quanto verseranno gli imprenditori fra poco più di un mese si è tenuto conto della novità introdotta nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio: ovvero, la prima rata dell’Imu dovrà prevedere il versamento del 50% dell’imposta pagata complessivamente l’anno scorso, a meno che non sia già stata pubblicata nel sito del Dipartimento delle Finanze l’aliquota vigente per il 2013.
“Il giorno cruciale – spiega la Cgia di Mestre – sarà mercoledì 29 maggio. Se in quella data la Commissione europea chiuderà il processo di infrazione per eccesso di deficit contro il nostro Paese, secondo quanto dichiarato nelle settimane scorse dal ministro Saccomanni, il nuovo Governo avrà a disposizione 12 miliardi di euro per poter abbassare l’Imu sulla prima casa e sulle attività produttive, scongiurare l’aumento dell’Iva previsto per il prossimo luglio ed ammorbidire la Tares che, altrimenti, per le famiglie e le imprese sarà una vera e propria stangata”.

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