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Polo professionale ancora fermo 4mila studenti in alternanza scuola-lavoro

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La fusione tra le scuole professionali Ala Ponzone Cimino e Marazzi (Crema) che ha sancito la nascita del Polo Professionale provinciale è di fatto ancora sulla carta e non ha visto l’avvio delle procedure per la costituzione del Comitato Tecnico Scientifico. L’annuncio era stato dato dall’Assessore provinciale Paola Orini lo scorso febbraio, davanti ai rappresentanti delle due scuole, a una folta rappresentanza delle categorie economiche (industriali e artigiani) e ai sindacati. Uno dei primi passi costitutivi della nuova entità, che non vedrà sostanziali mutamenti nei corsi offerti a Cremona e Crema almeno all’inizio, doveva essere la costituzione del Comitato, specifico organismo previsto dalla normativa scolastica per facilitare l’incontro tra mondo del lavoro, della ricerca scientifica e percorsi professionali e tecnici (scuole superiori). Finora nessuna scuola superiore cremonese se ne è dotata, il Polo professionale sarebbe il primo.

Al momento però tutto è fermo. A quanto pare i dirigenti scolastici interessati sono pronti a tornare a riunirsi, nonostante non saranno loro a governare il nuovo istituto. Sia Roberta Mozzi (reggente del Marazzi), sia Pietro Bellisario, reggente dell’Apc, quasi certamente non saranno i dirigenti che terranno a battesimo il Polo, ma hanno dato disponibilità a seguirne le fasi preparatorie. I docenti delle due scuole sono pronti a fare altrettanto: sono loro a tenere i rapporti col mondo delle imprese, soprattutto artiginali, fondamentali per o lo svilupp di queste scuole. A quanto pare sta mancando una ‘regia’ che consenta l’avvio di una progettualità nuova, che rilanci due scuole in costante calo di iscritti negli ultimi anni, anche per la concorrenza della formazione professionale.

Tra i problemi cronici dell’Apc, c’è la difficoltà ad aggiornare il ‘parco macchine’ dei laboratori, problema che necessita della collaborazione delle aziende per essere risolto.

Per il momento un passo in avanti è stato fatto dalla Provincia, settore Istruzione, Formazione e Lavoro, per snellire le procedure che regolano l’alternanza scuola lavoro, vero e proprio percorso ad ostacoli, per motivi burocratici, che finora ha reso difficile l’inserimento degli studenti in aziende.  Lo scorso anno scolastico hanno partecipato ad iniziative di alternanza circa 4.150 studenti, per 600  soggetti coinvolti, pubblici e privati e nella maggior parte dei casi micro e piccole imprese. Le linee guida che semplificano i percorsi sono state approvate da Provincia, Asl, Inail, associazioni di categoria, Direzione provinciale del Lavoro, Servimpresa e Usr.

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