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Castelvetro in Lombardia, proposta benedetta dal 'saggio' Giorgetti

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“Se la maggioranza dei cittadini di Castelvetro Piacentino deciderà per il passaggio in Lombardia, è giusto che il Comune cambi regione. Ciascuno deve decidere per se stesso. Questo avviene nelle democrazie mature”. A dirlo è il capogruppo alla Camera della Lega Nord Giancarlo Giorgetti, uno dei saggi incaricati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel ‘gruppo ristretto’ per le riforme. Giorgetti ‘benedice’ la proposta del candidato sindaco di Castelvetro Annarita Volpi, sostenuta dalla lista “Prima Castelvetro”, che ha inserito nel proprio programma elettorale un referendum sull’annessione alla Lombardia. “Non può essere la Regione o lo Stato a decidere dove i cittadini vogliono stare – ha detto il deputato leghista – In Italia purtroppo è così. Basti dire che nel 2006 la maggioranza di lombardi e veneti votarono a favore della devolution, ma dovettero uniformarsi all’esito complessivo del referendum”, su scala nazionale. “Non così, ad esempio, in Gran Bretagna. Al referendum per l’indipendenza della Scozia voteranno solo gli scozzesi. E a Londra nessuno si sogna di reclamare il voto. Questo accade nelle democrazie mature”.
“Siamo a due passi da Cremona, ma è come se ci dividesse una ‘barriera’ – ha spiegato Volpi -. In caso di emergenza i malati vengono trasportati a Fiorenzuola, dove mancano alcuni reparti ed altri sono discontinui. Così si è costretti a ‘rimbalzare’ tra più strutture. In media paghiamo i servizi di più. E se andiamo in Lombardia non possiamo godere di alcune agevolazioni che spettano ai lombardi”.
“I trasporti, inoltre, da noi sono più cari. E logisticamente siamo a meno di 5 chilometri dal confine lombardo. Per questo abbiamo inserito nel nostro programma elettorale la promozione di un referendum per decidere il cambio di regione. Tantissimi residenti lavorano e gravitano su Cremona, ma non possono accedere ai servizi che la città mette a disposizione. Pensiamo che i cittadini di Castelvetro abbiano il diritto di autodeterminarsi e di decidere del proprio futuro. Per questo vogliamo dar loro voce”.

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