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Arpa, più interventi ai siti di bonifica Beati: 'In stazione esiti non sconfortanti'

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foto Sessa

Un numero di emergenze ambientali basso rispetto alle altre province in Regione (il 3% è il peso di Cremona), ma attività ordinarie in crescita con 65 controlli sulle autorizzazioni integrate ambientali in zootecnia, 24 sulle industrie, 61 controlli ai depuratori, ben 55 interventi in siti di bonifica (quando previsti erano solo 23). Questi i dati che riguardano il territorio cremonese rispetto all’attività dell’Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambiente, presentanti nella sede della Regione di via Dante in mattinata. Per quanto riguarda le emergenze ambientali, il soggetto attivatore più frequente è la Polizia Provinciale, seguito da Carabinieri, Comune e Polizia Locale. Le emergenze riguardani per il 43% inquinamento corpi idrici superficiali, per il 14% molestie olfattive e sversamento sul terreno. Per quanto riguarda le attività ordinarie, notevoli gli interventi sui siti di bonifica e i monitoraggi di acque superficiali e sotterranee. Nel 2013 è in programma una grande attività di controllo sugli impianti a biogas che hanno raggiunto quota 180 in provincia di Cremona.
Fiori all’occhiello: il progetto Comuni 2011-2013 sulla razionalizzazione del sistema di monitoraggio dell’aria con un sistema dei centraline in rete tra di loro e con il centro regionale, e la mappatura acustica e piano d’azione delle strade provinciali per l’analisi del traffico e della rumorosità (strade critiche, in questo senso, a Spino d’Adda e a Casalmaggiore).
Relazionati, infine, le attività e i progetti particolari come l’avvio del ripristino ambientale delle aree esterne e dei monitoraggi delle aree esterne ed interne nell’ambito della bonifica Tamoil; il supporto a Regione Lombardia nella revisione delle linee guida sull’utilizzo dei fanghi in agricoltura e l’attività straordinaria di controllo spandimento fanghi e digestato e la verifica del processo di digestione anaerobica degli impianti di biogas; nonché sul ruolo del dipartimento nel progetto sovraregionale Autostrada.
Tema caldo lo smantellamento del laboratorio analisi all’Arpa di Cremona, traslocato nella sede di Brescia. “Con il trasferimento – ha detto Beati – in qualche caso i tempi per le analisi sono superiori, ma è l’effetto della fase rodaggio. Con il tempo, riusciremo a tornare a regime, stante il fatto che alle analisi urgenti viene sempre assegnata la priorità”. Una battuta anche sui recenti ritrovamenti di rifiuti pericolosi e non all’area ex Macello e alla Stazione (poste sotto sequestro), dopo i sopralluoghi da parte dei carabinieri del Noe. “Siamo intervenuti per ora – ha spiegato Beati – solo nell’area della stazione, non in quella dell’ex Macello, e dal primo sopralluogo sembra che gli esiti non siano così sconfortanti. La situazione è meno grave di quanto è stata dipinta. C’è stato il via libera allo sgombero dei rifiuti accatastati, quindi procederemo ad ulteriori sopralluoghi per verificare se ci sono state contaminazioni”.

A presiedere l’incontro Enrica Gennari, responsabile della Regione sul territorio. Accanto a lei l’Assessore provinciale Agricoltura e Ambiente, Gianluca Pinotti, il quale ha sottolineato i proficui rapporti con il direttore del dipartimento ARPA di Cremona, Gianpaolo Beati, che ha sempre garantito, in maniera collaborativa e fattiva, un concreto supporto tecnico a enti e aziende in particolare sulle attività relative ai controlli sulle aziende agricole, su bonifiche, rifiuti e acque. L’Assessore, ricordando la Convenzione stipulata con l’Agenzia relativamente alla tematica dello spandimento dei fanghi in agricoltura, ha auspicato il mantenimento dell’eccellente livello di presidio ambientale attualmente svolto sul territorio cremonese.

Ha preso, quindi, la parola la  presidente di ARPA Lombardia, Elisabetta Parravicini,  che ha fornito un quadro generale delle attività svolte dall’Agenzia sul territorio lombardo, dalle attività di monitoraggio delle grandi opere fino alle attività di controllo straordinario in tema di bonifica e aziende a rischio di incidente rilevante e grandi cantieri, dalla creazione dei centri di eccellenza e di riferimento di livello regionale fino alle attività di controllo ordinario che quotidianamente  vengono svolte dal personale dei  dipartimenti,  sottolineando in particolar modo le aree progettuali sulle quali ARPA è attualmente impegnata, quali la razionalizzazione delle proprie sedi e della rete laboratoristica.

“L’Agenzia sta portando avanti l’importante obiettivo di adattare la propria organizzazione per renderla sempre più razionale ed efficace, mantenendo al contempo salde le professionalità che consentono di raggiungere l’alto livello di performance tecnico-scientifiche richiesto dalla funzione istituzionale che ricopre”, ha dichiarato la presidente.

“Incontri come quello di oggi mettono in evidenza l’altro elemento fondamentale dell’assetto organizzativo e operativo di Arpa: la multireferenzialità. Grazie  a meccanismi efficaci di interazione, collaborazione e comunicazione, Arpa pone le proprie competenze al servizio di tutti i livelli istituzionali, a tutti i livelli di governance territoriale, del sistema produttivo e dei cittadini. Questo implica la trasparenza dell’informazione che, di conseguenza, ne garantisce la legittimazione e la correttezza ” – ha aggiunto, infine, Parravicini.

Durante il suo intervento il direttore generale, Umberto Benezzoli, illustrando più nel dettaglio i risultati delle attività svolte dall’intera Agenzia nel territorio regionale nel corso del 2012, nonché quelle già in corso e pianificate per il 2013, ha fornito informazioni circa l’istituzione del Centro Regionale di Radioprotezione (CRR) e del Centro Regionale per il Monitoraggio della Qualità dell’Aria (CRMQA). Questi ultimi garantiscono ancor di più gli elevati standard di prestazione che, soprattutto riguardo alla tematica della Qualità dell’Aria, fanno di ARPA un’eccellenza a livello internazionale, tanto da essere l’unica Agenzia ambientale a rappresentare l’Italia nell’Air Pilot Project della Commissione Europea, che porterà ad una revisione delle Direttive europee sull’inquinamento atmosferico.

Ha parlato, quindi, della riorganizzazione della rete laboratoristica con la progressiva concentrazione su due soli Poli (Milano e Brescia) dell’attività precedentemente svolta da 12 laboratori, che ha già consentito il raggiungimento di un importante miglioramento dell’indice di produttività con un incremento di circa il 40% del numero campioni al giorno per operatore.

Relativamente alla gestione di particolari criticità, quali quella del dissesto idrogeologico, inoltre, il direttore ha comunicato che è previsto lo sviluppo della rete di monitoraggio per la tutela dai rischi naturali, che comprende la proposta avanzata da ARPA alla Giunta regionale di prendere in carico 30 centraline di monitoraggio geologico attualmente censite ma non gestite dall’Agenzia.
Così come è, altresì, previsto  il potenziamento della rete di stazioni idrometriche, costituita attualmente da 56 idrometri, con un aggiunta di ulteriori 50 stazioni.

All’incontro hanno partecipato, fra gli altri, il Prefetto di Cremona, Beaumont Bortone, il Consigliere regionale Agostino Alloni, l’Assessore comunale Politiche Ambientali, Francesco Bordi, e il Direttore Sanitario ASL di Cremona, Raffaello Stradoni.

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