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Morte Chiarini, chiesto rinvio a giudizio per due medici Oglio Po

tribunale

Il gup Guido Salvini deciderà soltanto il prossimo 20 giugno se rinviare o meno a giudizio il medico del pronto soccorso dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore Mimo Mantovani e il cardiologo Mario Luigi Parrinello. I due sono accusati di omicidio colposo per aver provocato la morte di Umberto Chiarini, di 66 anni, noto ambientalista, stroncato da un infarto il 16 giugno del 2011.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gian Pietro Gennari e Diego Munafò. Per entrambi, il pm Roberto di Martino ha già chiesto il rinvio a giudizio, mentre i legali della difesa l’assoluzione.

Il 13 giugno 2011 Chiarini si era presentato al pronto soccorso lamentando un dolore retro sternale. Al termine della visita il 66enne era uscito dall’ospedale con la diagnosi di “dolore toracico in paziente affetto da gastrite”. Nei giorni successivi erano comparsi dolore toracico e febbre, fino al 16 giugno, quando, dopo una visita presso il proprio medico curante, alla sera era sopraggiunto l’infarto che lo aveva ucciso. Secondo i consulenti della procura, il quadro clinico del 13 giugno “era orientativo di un infarto in atto”. Per gli esperti, “una procedura terapeutica idonea avrebbe potuto, con elevata probabilità, modificare in modo significativo l’evoluzione clinica”.

“Essendovi solo una consulenza di parte”, ha detto l’avvocato Gennari, legale di Mantovani, “un eventuale vaglio dibattimentale potrebbe essere utile a chiarire gli aspetti della vicenda”.

Intanto oggi la famiglia di Umberto Chiarini si è costituita parte civile attraverso l’avvocato casalese Paolo Antonini.

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