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Gli italiani sono stufi di votare

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Due italiani su tre hanno disertato i ballottaggi delle ultime Amministrative. Si sono stancati  di votare. Il tanto invocato recupero (dopo il disastroso primo turno)  non c’è stato. A Roma,i “finalisti” Marino (vittorioso con un quarto dei voti romani) ed Alemanno hanno persino mobilitato le mamme suscitando più sarcasmo che interesse. Risultato: un crollo.

E’ dal 1979 che  si registra un decrescere della partecipazione.  Dal 90% siamo precipitati sotto al 50%.A Roma l’affluenza è stata  addirittura del 44,9%. Pochissimo.

Perché? I motivi sono molteplici.

Prima di tutto la delusione. Contro il bla bla della Politica e   la pratica del Potere,  contro miriadi di simboli astrusi e indecifrabili,  contro   programmi annunciati con enfasi e mai realizzati, sfessati da  talk show noiosi e inconcludenti. Nel consueto diluvio di commenti ad urne chiuse il calo dei votanti è stato spiegato in quattro punti:

1. Voto di scambio – Gli esperti come D’Alimonte sostengono che il voto di scambio o clientelare si vada sempre più assottigliando. Di qui il dietro front degli elettori al grido “fate come volete,arrangiatevi”.

2.Debolezza dei partiti –  I partiti non incantano più. Francesco Alberoni sostiene addirittura che siano già finiti. “Il partito-apparato ha incominciato a scricchiolare quando sono stati eliminati per via giudiziaria DC, Psi e Pli e sono nati i movimenti Lega e Forza Italia dove si fa carriera stando nell’enclave del capo carismatico”. Solo il PD “non se n’è accorto”. Come dimostra il caso Renzi. “La gente non vuole più dare la delega al partito, vuole votare una persona concreta”. Ed agisce di testa propria.

3. Ideologie in caduta libera – Le ideologie hanno perso il loro antico fascino . I loro strumenti persuasivi (a scopo di dominio) sono evaporati. Oggi si discute di lavoro precario,  stress da euro,  crisi del ceto medio,  scontro generazionale,  fatica delle donne. Si discute con pragmaticità.I sindaci sono in bolletta, i governatori sono inermi, il Parlamento è manovrato dall’Unione Europea, dalla Merkel. E molti si chiedono:che ci andiamo a fare a votare?

4. Gli anziani – Dopo il Giappone,  l’Italia è il paese più vecchio del mondo. E gli anziani, spiegano gli esperti, “spesso si recano malvolentieri a votare”. Preferiscono starsene a casa.

Persino la dotta  e collaudata Bologna a fine maggio aveva snobbato le urne per il referendum sul finanziamento delle scuole d’infanzia paritarie. Solo il 28,7% dei 290 mila aventi diritto si era  recato nei 199 seggi allestiti sotto le Due Torri.  Dunque la “malattia” è diffusa, l’astensionismo è un dato sicuro. Certo,  inferiore ai numeri che si registrano nel resto d’Europa ma questo crollo – annunciato,previsto,puntuale –  segna un disinteresse che farà molto discutere.

Nel frattempo assisteremo alla corsa sul carro del vincitore. Attorno a Marino la corte sta già battendo cassa. Alemanno ha garantito da subito  la sua collaborazione leale (ma prima di andarsene ha sistemato la moglie).I fedelissimi  tendono  già il cappello per la riscossione. Come è accaduto pure a Napoli, in casa gi Giggino ‘o narcisandaco.Accolto come un trionfatore, come il segno del cambiamento, ora lo chiamano Giggino ‘ncoppa a gaffe.Aveva detto che “Napoli è più sicura di Bruxelles”. Più o meno come sosteneva Aledanno di Roma. Ora De Magistris lo chiamano Giggino ‘o floppe. Questo nostro Paese assomiglia sempre più ad un bellissimo Meccano.Purtroppo è montato male.

Enrico Pirondini

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Commenti
  • danilo

    La Corte Costituzionale ha così annullato il “contributo di solidarietà”, il prelievo extra su tutte quelle pensioni pubbliche e private superiori ai 90 mila, 150 mila e ai 200 mila euro lordi l’anno, introdotto dal governo Berlusconi perché “irragionevole e discriminatoria”.
    Nella lettura di questa notiziola, scivolata via senza troppo clamore , si concentrano :
    a) la schizofrenia acuta del Paese.
    b) la disaffezione estrema verso tutto ciò che rappresenta le Istituzioni.
    c) l’avvio della fase acuta della disgregazione sociale.
    C’è una distanza siderale tra la casta più protetta e garantita,pubblica e privata , in ogni caso solo sfiorata dalla depressione economica , e chi la crisi la vive davvero con lacrime e sanque.
    La rovinosa inclinazione del piano inclinato non viene percepita da tutti nello stesso modo e la Corte Costituzionale ne è il triste emblema, riuscendo a demolire l’unico atto sensato e , seppur minimamente, perequativo , sul terreno di battaglia delle pensioni.
    Che non fossimo tutti uguali lo sapevamo. Che sulla via verso il macello in prima fila debbano sempre starci i soliti comincia ad essere meno ovvio.
    Che un italiano su due abbia disertato il voto forse non è così banale.

  • Ora viene il bello.Ad urne ancora fumanti.Contro Grillo è in atto una rivolta (Beppe è come Monti, cioè acqua passata). I sindaci democratici vittoriosi – da Treviso a Barletta – ci tengono a ricordare di essere stati premiati perchè distanti dall’apparato del Pd. Marino, ad esempio, è l’antagonista principe delle larghe intese. Il Pdl, stangato ai ballottaggi, è nella bufera dell’autocritica.Con Alemanno si è estinta la destra, il Nord sta licenziando la Lega,Ingroia si è arreso e (forse) lascerà la toga. E sul calo delle tasse continua il bla bla.Intanto il fisco si mangia il 68% degli utili lordi di impresa (in Svizzera siamo appena al 30,2%). Per uscire dal tunnel ci vuole un miracolo. Oppure uscire dall’euro. (e.p.)

    • Toropazzo

      Perche se usciamo dall’ euro come d’ incanto la smettiamo di pagare le tasse….. Vero? Basta stampare nuove lire e svalutarle….. come si faceva in passato! Dare un bel taglio alle pensioni oltre i 30000 euro all’anno e con quello che si risparmia tagliare le tasse alle imprese che la smettono di usare la cassa integrazione non sarebbe meglio?

  • danilo

    I fischi al ministro Zanonato hanno sancito la fine della luna di miele del governo Letta con il Paese, e ora è chiaro a tutti che c’è un divario pericoloso tra le enunciazioni sulla gravità della crisi e le risposte. Il Lavoro è la priorità,ma prima il paziente Italia va curato negoziando subito l’ allentamento del patto di stabilità per avere risorse
    da mettere in circolazione evitando la sciagura dell’ulteriore aumento dell’Iva. Purtroppo non aiuta l’atteggiamento indisponente della Germania , che , avendo furbescamente firmato il trattato di Maastricht con clausola di riserva, ora si permette di sottoporre alla propria Corte Costizionale l’operato della BCE a difesa dell’euro e degli interessi comuni europei.E’ l’ennesimo schiaffo all’Europa del potente cartello bancario tedesco che intende prevaricare l’operato di Draghi e dell’Eurotower.
    Queste le condizioni al contorno di un imminente inasprimento della crisi recessiva e del credit crunch. Se finora la nostra classe dirigente di stato mollemente adagiata nella bambagia di privilegi inauditi e di stipendi e pensioni d’oro ha fatto spallucce, adesso è tempo che si svegli, o la sveglia gliela daranno le piazze. E non sarà un bel risveglio.

  • Sergio

    Non votare e’ sempre sbagliato. E’ come quello che non va alle riunioni di condominio perche’ tanto si litiga e basta. Poi magari si ritrova un bell’aumento delle spese condominiali perche’ la “maggioranza” ha deciso di rivestire il passamano delle scale con “pelle di palle di pollo”. L’unico vero modo di cambiare le cose e’ proprio andare tutti a votare e votare per qualcun altro… Chiunque altro ma diverso da quello che c’e’ stato prima!!! Il motivo? Di cosa ha paura il “politico di professione”? In cosa investe migliaia se non milioni di euro? Proprio nella campagna elettorale. E per cosa? Per spingere al voto i “suoi” sostenitori. Gli altri? Se non vanno a votare tanto meglio… Come abbiamo visto, anche se votassero solo cento elettori un sindaco verrebbe eletto lo stesso. Non c’e’ mica il “quorum” come nei referendum!!!