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Ecco perché siamo contro l'acquisto degli F35

Lettera scritta da Franco Bordo (Sel)

Le cifre che riguardano l’intenzione di acquisto dei famigerati caccia F35, fanno tremare i polsi: la base di partenza per ogni veivolo, essendo una cifra in continua crescita, è di circa 200 milioni di dollari; a causa degli esorbitanti costi di gestione, a fronte di grossi problemi tecnici, molti paesi che avevano ordinato i caccia stanno facendo marcia indietro, causando quindi un aumento dei costi. L’Italia ne vuole comprare 131 per una spesa incredibile di più di 2,5 miliardi di dollari.
Le altre cifre che fanno tremare i polsi sono quelle che riguardano il 30% dei 42000 edifici scolastici italiani che sono privi del certificato di agibilità sanitaria, il 42% è mancante della certificazione statica, il 47% non rispetta le norme antincendio e il 60% è addirittura privo di scale di sicurezza e maniglioni antipanico.
1.260.000 edifici sono a rischio frane e alluvioni, di questi 6000 scuole e 531 ospedali.
Il dissesto idrogeologico del nostro Paese é ormai a livelli allarmanti e gli enti locali non hanno le risorse per provvedere alla messa in sicurezza degli edifici o del territorio.
La lista è lunga e potrebbe continuare.
Alla luce di questi numeri abbiamo presentato una mozione contro l’acquisto degli F35 perché questo governo è immobile e, oltre a non adoperarsi per rispettare il trattato di non proliferazione nucleare per via delle bombe americane di Ghedi ed Aviano, non riesce a vedere una verità che si palesa a tutti i cittadini: le risorse devono essere allocate su prospettive vitali come le scuole, gli asili, gli ospedali ed il territorio invece che in terrificanti macchine di morte.

On. Franco Bordo
Deputato per Sinistra, ecologia e libertà

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